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Biskek (Bishek), la Capitale del Kirghizistan sulla Via della Seta

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  • Dordoy Bazaar, Bishkek
Biškek è la verdissima capitale del Kirghizistan dove, nonostante il milione di persone che la abitano, la vita scorre tranquilla e (quasi sempre) serena. L'insediamento originario della città, un forte d'argilla datato 1825 che sorgeva lungo la Via della Seta sulle rive del fiume Chuy, fu conquistato e distrutto dai russi nel 1862, che qui insediarono una propria guarnigione; passarono altri sedici anni prima che venisse fondata la città di Pishpek, rapidamente popolata dai contadini russi attratti dalle generose concessioni terriere della valle del Chuy. Nella prima metà del Novecento, per la precisione nel 1926, la località cambiò nome in Frunze in onore del comandante dell'esercito russo, e divenne la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Kirghizistan. Soltanto nel 1991, con il crollo dell'Unione Sovietica la città ha assunto il nome attuale, sulla cui origine esistono differenti versioni.

Costruita sul versante kirghiso degli alti monti Alatau, che creano uno spettacolare sfondo da cartolina per le foto della città, Biskek è molto attiva commercialmente a partire dai suoi vivaci bazar tradizionali; pur non offrendo grosse attrazioni turistiche, è un luogo piacevole da visitare e soprattutto un'ottima base d'appoggio tra un'escursione e l'altra sulle vette e nei parchi nazionali del paese. Aldilà del suo aspetto tranquillo e rilassato, in città vi sono ancora molte tensioni politiche e sociali che periodicamente riaffiorano scatenando tumulti di piazza, a dimostrazione del forte interessamento della popolazione verso certe questioni del proprio paese.

Precauzioni nella visita
Se durante il giorno Biškek può essere definita come una città sicura, lo stesso non si può dire nelle ore serali; come di consuetudine, è bene adottare le più elementari misure di tutela della propria incolumità evitando le zone poco illuminate e poco frequentate, così come la zona della stazione ferroviaria; in particolare si segnala la brutta abitudine di alcuni poliziotti in borghese che, con la scusa di controllare il passaporto degli stranieri, approfittano della situazione per controllare dentro le borse in cerca di denaro. Si ricorda comunque che per legge il visitatore è tenuto ad avere sempre con sé il documento originale, anche se può essere preferibile in questi casi mostrare una fotocopia prima di vedere l'evolversi della situazione.

Tra i punti d'interesse della capitale si segnala la Piazza Ala-Too, un tempo chiamata piazza Lenin, dove sorgeva fino a non molti anni fa la statua del leader bolscevico, oggi trasferita nella piazza alle spalle del museo. Ora qui si trova una statua in onore alla libertà (Erkindik) e diverse fontane ottime per rinfrescarsi durante i caldi mesi estivi. La sera, puntualmente alle 21 in estate ed alle 20 in inverno, le fontane iniziano uno spettacolo di acqua, luci e suoni che richiama sempre molta gente.

Nel Museo Storico di Stato trovano posto manufatti locali nonché un'impressionante sezione interamente dedicata alla Rivoluzione bolscevica e a Lenin; all'ultimo piano dell'edificio, infine, vi è una mostra fotografica permanente che racconta la vita nella steppa.
Nei dintorni della piazza si trovano anche diversi edifici governativi come la cosiddetta “Casa Bianca” -sede del governo kirghiso- o ancora quello che un tempo fu la sede del Comitato Centrale della Repubblica, che oggi ospita un centro comunitario.
Nella zona ci sono anche diversi parchi, tra cui il Parco Panfilov, che raccoglie vecchie giostre per bambini ed il Parco Dubovy, frequentato da mamme e figli e popolato da alcune querce secolari; all'ingresso dell'area vi è inoltre una galleria d'arte all'aperto.
... Pagina 2/2 ... Per restare in tema, il Museo di Stato di Belle Arti ospita una ricca collezione di manufatti ed opere locali nonché di riproduzioni di statue classiche ed egizie.

In Piazza della Vittoria si erge il monumento commemorativo a forma di yurta che ricorda la fine della Seconda Guerra Mondiale; questo luogo è frequentato dai giovani nelle serate invernali che si riuniscono intorno alla fiamma perenne che brucia sul monumento.
Nella zona sud di Biškek il Villaggio Manas è un parco di monumenti di cemento che rappresentano i simboli tradizionali della cultura kirghisa, costruito nel 1995 in occasione del millenario del poema epico che tratta dell'eroe nazionale Manas; è anche possibile salire sulla torre per godere di un bel panorama della città e delle montagne circostanti.
I principali mercati, generalmente nelle zone periferiche sono chiamati bazar e si tengono tutti i giorni, ma di solito sono più animati durante il fine settimana. Si ricordano, tra gli altri, il Bazar Osh -mercato ortofrutticolo particolarmente conservatore per via delle etnie che lo frequentano- ed i Bazar Alamedin ed Ortosay, rispettivamente a nord-est e a sud del centro. A sette chilometri a nord del cuore della città invece si trova il più grande mercato di prodotti d'importazione dell'Asia Centrale: il Bazar Dordoy, affollatissimo ogni domenica.

Per giungere nella capitale kirghiza si può optare per uno dei voli aerei predisposti dalle compagnie nazionali che operano sul Manas International Airport, a 25 km dalla città, o un volo delle principali compagnie internazionali che generalmente collegano Biškek al resto del mondo via Almaty, in Kazakistan. L'aeroporto, che ospita anche la base aerea militare statunitense, è collegato alla città da una linea dell'autobus e dai numerosi taxi, per il cui prezzo occorre trattare a lungo con gli autisti.
In alternativa, la città è servita da autobus e taxi collettivi a lunga percorrenza in partenza dalla stazione ovest (zapadny) per quasi tutte le località del paese o, per chi volesse provare l'ebbrezza di un viaggio infinito ed avventuroso, può provare la linea Biškek-Mosca (anch'essa via Almaty) per un costo tra i 7000 ed i 13000 som.

Cortesia foto wikipedia, autori: Vmenkov,
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