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Le foto di cosa vedere e visitare a Armenia

Armenia, viaggi attraverso lo stato: cosa vedere e sapere

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L’Armenia è uno stato asiatico di 3.230.000 abitanti situato nella parte meridionale del Caucaso, confinante con la Turchia ad ovest, la Georgia a nord, l’Azerbaijan ad est, l’Iran e la Repubblica Autonoma di Nakhchivan a sud. Lo stato non ha sbocchi sul mare ed è contraddistinto da un territorio montagnoso, ricco di vulcani spenti e laghi anche di grandi dimensioni. Le infrastrutture turistiche sono poche e molto distanti tra loro, così che non vi sono molti viaggiatori che scelgono l’Armenia come destinazione per le loro vacanze. In realtà, questo paese è uno scrigno che custodisce perle di rara bellezza e che richiede solo un po’ di coraggio nello scegliere una meta decisamente non convenzionale.

Diversi secoli dopo gli scontri contro gli Ittiti, il primo impero che si stabilì nel territorio armeno fu quello degli Urartu, che occuparono buona parte del Caucaso tra l’800 ed il 600 a.C. Nel 66 a.C. anche i romani giunsero in questa remota regione, da quel momento e per diversi secoli contesa tra Romani, Parti, Bizantini e Sassanidi. Nel 301 l’Armenia fu il primo stato al mondo ad adottare il cristianesimo come religione, precedendo addirittura l’Impero romano di qualche decennio. Tra il IX e l’XI secolo la regione tornò ad essere indipendente, attraversando una fase di generale rinascita economica, sociale e culturale, interrotta nel 1071 dall’arrivo dei Turchi, che mantennero il controllo sul territorio fino alla fine del ‘700. A partire dal 1813 l’Armenia cadde infatti nelle mani dell’Impero russo, piegato solo dalla Rivoluzione del 1917 e dalla susseguente creazione del Consiglio Nazionale Armeno, che spianò prima la strada alla proclamazione della Repubblica Democratica di Armenia, e poi alla definitiva indipendenza dall’URSS, avvenuta il 21 settembre 1991.

La capitale è Yerevan, una metropoli situata sulle rive del fiume Hrazdan a quasi 1.000 metri di altitudine. Attualmente Yerevan rappresenta uno dei centri industriali, scientifici e culturali più importanti di tutto il Caucaso, ospitando tra l’altro l’Università Statale di Yerevan, fondata nel 1920. Essendo uno degli insediamenti più antichi del mondo, la capitale armena non può che essere dotata di numerosi musei nei quali viene narrata la sua ricchissima storia; tra questi ricordiamo lo State Historical Museum, l’Erebuni Museum, ma anche Matendadaran, un vero e proprio tesoro culturale che conserva la bellezza di 12.000 pergamene e manoscritti antichi datati a partire dal IX secolo. Il cuore pulsante del centro è Piazza della Repubblica, ex Piazza Lenin, sulla quale si affacciano gli hotel più importanti, decine di negozi e le banche internazionali. Altre attrattive degne di nota sono la Komitas Chamber Music Hall che, pur recando i segni del cosiddetto “brutalismo sovietico”, è uno dei teatri più belli del paese, e la splendida Opera House.

Detto di Yerevan, una città che non si può proprio fare a meno di visitare è Echmiadzin, situata 20 chilometri a ovest della capitale. Il quarto centro del paese per dimensioni e numero di abitanti fu capitale dell’Armenia dal 184 al 340 d.C. ed è attualmente un luogo sacro per tutti gli armeni. La leggenda narra che qui, nel 300 d.C., avvenne la conversione al cristianesimo di re Tiridates III, da quel momento precursore spirituale di tutta la regione. Oggi a Echmiadzin ha sede la dimora del capo della chiesa armena ortodossa, il Supremo Catholicos, mentre sparsi per la città vi sono bellissimi luoghi di culto, come la Chiesa di San Hripsime e la Tserkov Sv Grigoria, ovvero la Chiesa di San Gregorio. La prima, edificata nel 618 al posto di una precedente cappella, ospita le spoglie di San Hripsime ed è oggi perfettamente restaurata; la seconda è invece considerata uno degli edifici seicenteschi più belli di tutto il paese.

Sempre nei pressi di Yerevan si possono passare in rassegna altre cittadine di ridotte dimensioni che però custodiscono bellezze davvero molto interessanti. Di questa categoria fanno parte: Ashtarak, dove ammirare l’imponente Chiesa Tsiranavar (Arancione) e la Chiesa Karmaravor (Rossa); Artashat, dove si trovano il Monastero Khor Virap e le rovine di quella che anticamente fu una delle capitali dell’Armenia; e Sevan, presso il quale sono stati rinvenuti preziosi reperti archeologici. Un motivo in più per visitare Sevan è che la cittadina è affacciata sulle acque del grande Lago Sevan, il più grande specchio d’acqua della Transcaucasia. Il lago si trova a 1.900 metri di altezza e lungo le sue rive sono chiaramente visibili antiche testimonianze storiche risalenti a più di 2.000 anni fa.
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Lasciandosi alle spalle il traffico ed il caos della zona della capitale, ci si addentrerà nella parte più autentica dell’Armenia, quella ricoperta dalla campagna e dai boschi, nella quale sembrerà di essere tornati indietro nel tempo. Per trascorrere qualche giorno di relax immersi nella storia e nella natura armena non c’è niente di meglio della stazione collinare di Dilijan, dove si trova anche la sorgente d’acqua minerale più conosciuta del paese. Oltre che per le rovine antiche, tra le quali spiccano quelle di due bei monasteri, Dilijan è una destinazione da non perdere soprattutto per la bellezza dei suoi scenari paesaggistici, con sterminati boschi e campagne verdeggianti che si estendono a perdita d’occhio. Rinomata è anche la stazione termale nei pressi di Arzni.

La festa più importante dell’anno è il Capodanno, mentre un altro evento particolarmente sentito dalla popolazione è il Giorno della Mamma e della Bellezza, che si celebra il 7 di aprile con le famiglie che si scambiano i regali. Una festività di carattere storico si tiene il 9 maggio, quando è in programma il Giorno della Vittoria, che rinverdisce le gesta degli eroi armeni della II Guerra Mondiale. Specialmente d’estate, il Lago Sevan ospita concerti e manifestazioni folkloristiche a base di canti, danze locali e sfilate che generalmente si protraggono per tutto il week-end.

Il clima è continentale, contraddistinto da inverni rigidi e da estati torride. La stagione da privilegiare al momento di scegliere il periodo del viaggio è l’autunno, segnatamente i mesi di settembre e ottobre, durante i quali il clima è particolarmente favorevole, con giornate miti, caratterizzate dallo spirare di piacevoli brezze, e nottate fresche. Durante questi mesi la campagna armena si colora delle tenui tinte autunnali, con gli alberi multicolore che si stagliano contro i cieli limpidi e spesso soleggiati disegnando scenari da cartolina. Se invece amate sciare, da dicembre a febbraio le alture armene rappresentano un’esperienza curiosa e interessante, e pur non potendo competere con la bellezza delle Alpi, propongono prezzi davvero stracciati. Non essendo ancora uno stato particolarmente avvezzo al turismo, in Armenia non vi sono periodi di “alta stagione”, così che i prezzi sono sempre bassi ed i turisti molto rari.

Per quanto riguarda i trasporti, l’aeroporto più importante del paese è lo Zvartnots di Yerevan, frequentemente collegato a Mosca ed a numerose destinazioni mediorientali, ma servito anche da qualche tratta con le maggiori capitali europee. Per varcare il confine via terra non vi sono soluzioni se non quelle di accedere da sud, dal confine con l’Iran, o da nord, dalla Georgia, dato che al momento sono chiuse le dogane con la Turchia e l’Azerbaigian. I trasporti interni constano dei variopinti marshrutka, minivan che girano senza orari e che conducono praticamente dappertutto, autobus, utili soprattutto per gli spostamenti a lungo raggio, e treni, ancora purtroppo lenti e obsoleti. L’unica linea metropolitana del paese è quella che serve la capitale ed i suoi dintorni.
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