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Tashkent (Uzbekistan): cosa vedere e sapere della Capitale uzbeca

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Tashkent, in usbeco Toshkent o Тошкент, in russo Taškent o Ташке́нт, è una sterminata metropoli abitata da più di 2.000.000 di persone situata nella parte sud-orientale dell’Uzbekistan, di cui è capitale dal 1991. Dal punto di vista geografico, la città è sorta in un’oasi irrorata dai fiumi Keles e Circik, una zona dai paesaggi naturali molto belli e da sempre culla di floride culture euroasiatiche. Da una ventina d’anni a questa parte, ovvero dal momento della caduta dell’Unione Sovietica, Tashkent è divenuto il maggior centro economico e culturale della neo-nata Repubblica uzbeca, sede delle principali industrie nazionali ed importantissimo polo nel campo delle comunicazioni, oltre che principale “ponte” di collegamento con il resto del mondo grazie al suo trafficato aeroporto internazionale.

Le origini della città sono antichissime. I fondatori furono molto probabilmente gli arabi che, nel 750 d.C., decisero di realizzare un insediamento nell’oasi nei pressi del fiume Circik, area abitata per molti anni dalle popolazioni nomade del Turkestan. I primi occupanti stabili della città furono i cinesi, che la invasero qualche decennio prima dell’avvento delle truppe di Gengis Khan che, nel 1219, distrussero buona parte del centro, ricostruito successivamente. Nel 1809 Tashkent fu annessa al Khanato di Koland, sotto al quale rimase fino al 1865, anno in cui finì sotto l’ingerenza dell’impero russo. Con la caduta degli zar, la città, come del resto tutto l’Uzbekistan, venne incorporata all’URSS come capitale della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan, regione strategica dalla quale i bolscevichi partirono per conquistare l’Emirato di Bukhara. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in seguito all’occupazione delle Germania nazista di buona parte della Russia sud-occidentale, vennero trasferite in città numerose industrie, molte delle quali rimasero operative fino all’inizio degli anni ’90. Il 25 aprile 1966 fu un giorno drammatico per Tashkent, colpita da un violento terremoto di intensità pari a 7,5 gradi della scala Richter che lasciò più di 300.000 persone senza casa. Nel 1991 Tashkent divenne la capitale dell’Uzbekistan.

Oggi Tashkent può essere considerata il vero e proprio cuore pulsante dell’Asia centrale, titolo meritato grazie alle infrastrutture ed all’importanza economica e sociale detenuta in quest’area. Detto questo, non si può certo dire che la città sia la destinazione turistica più interessante e coinvolgente della regione, anzi. A causa delle distruzioni arrecate prima dal terremoto del 1966, e poi dalla sciagurata politica urbanistica sovietica, Tashkent appare oggi come una città privata della sua anima storica, rimasta sotto le macerie e sostituita dall’austera architettura sovietica.

Una dei rari complessi sopravvissuti alle distruzioni è la città vecchia, l'eski shakhar, un intricato dedalo di stradine e strette vie polverose su cui si affacciano umili abitazioni in fango e mattoni, antiche madrase e maestose moschee, lasciate in piedi dagli urbanisti di Mosca con l’obiettivo di far vedere in quale stato sarebbero apparsi gli edifici senza le “cure” sovietiche. Una delle madrase più importanti è quella di Kukeldash, una struttura risalente al XVI secolo tutt’oggi in fase di restauro. Nelle immediate vicinanze si erge la piccola moschea Jami, la cui fabbrica risale al XV secolo, utilizzata in epoca di occupazione sovietica come deposito di lamiere lavorate. L’emblema della città è il bazar Chorsu, un enorme mercato all’aperto esteso ai piedi della madrasa di Kukeldash frequentato da migliaia di uzbechi solitamente vestiti con abiti tradizionali. L’unico edificio sovietico con un briciolo di stile è il Navoi Opera and Ballet Theatre, il teatro cittadino, all’interno del quale si potranno apprezzare interessanti rappresentazioni occidentali. In totale contrasto con il contorno, ma comunque contraddistinto da un notevole valore simbolico, il Palazzo del Principe Romanov, costruito nel XIX dal Granduca Nikolai Konstantinovich, cugino dello Zar Alessandro III di Russia, è comunque uno di quegli edifici da visitare.

Se le sciagure di fine Novecento hanno portato alla scomparsa di numerosi edifici storici, l’amore e la passione per il proprio passato dimostrati dall’amministrazione cittadina ha consentito di far rivivere la storia di Tashkent nei molti musei disseminati in giro per la città. Il Museo delle Belle Arti ospita una meravigliosa collezione di opere d’arte del Turkestan realizzate prima dell’inizio dell’occupazione russa, tra cui spiccano statue buddhiste scolpite più di 1000 anni fa, manufatti zoroastriani e decine di affreschi sogdiani. Un altro bell’allestimento museale è il Museo di Arti Applicate, inaugurato nel lontano 1937 come vetrina sulle arti locali di fine Ottocento. A prescindere dalle collezioni in mostra, anche il solo edificio merita comunque di essere visto ed apprezzato, in quanto progettato secondo il classico stile tradizionale usbeco di fine XVIII secolo. Altri musei sono poi dedicati alla letteratura, alla geologia, alle antichità ed anche alla ferrovia.
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Il clima è continentale, caratterizzato da inverni rigidi e nevosi e da estati molto calde. In estate le temperature massime possono anche superare i 40 gradi, contribuendo a generare una sensazione di afa opprimente solo in parte scongiurata dalla bassa percentuale di umidità. Nei mesi invernali i valori medi diurni oscillano tra i -5 ed i 5 gradi, mentre di notte si scende stabilmente al di sotto dello zero. Le precipitazioni sono scarsissime e tendono a concentrarsi tra i mesi di marzo e aprile e di ottobre e novembre.

Per quanto riguarda i trasporti, Tashkent è indubbiamente il principale polo di riferimento dell’Uzbekistan ed in generale dell’Asia centrale. La città è infatti dotata di un aeroporto internazionale antidiluviano ma comodo, in quanto collegato a diversi scali sparsi per il mondo e situato appena sei chilometri a sud del centro. Altri mezzi con i quali ci si può muovere alla volta della capitale dell’Uzbekistan sono gli autobus ed i treni, non particolarmente veloci ma abbastanza efficienti.
Foto wikipedia, cortesia: Ramon, Sig.von Dobschutz, Upyernoz


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