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Jinan (Cina), la cittą delle sorgenti nella provincia dello Shandong

Jinan, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Capitale della provincia di Shandong, Jinan è una metropoli di quasi 6.000.000 di abitanti situata poco a sud del corso del Fiume Giallo, non lontano dai monti Taishan.

Storia

Le origini dell’insediamento sono antichissime e a confermarlo ci sono i vicini ritrovamenti di Longshan, distante appena 30 chilometri verso est, nel distretto di Zhangqiu, dove gli archeologi hanno riportato alla luce splendide ceramiche neolitiche sottilissime di colore nero risalenti a circa 4.000 anni fa.

Negli ultimi decenni la città si è contraddistinta per una fiorente attività industriale, sviluppata parallelamente all’agricoltura che rappresenta ancora un’importante fonte di sussistenza per la popolazione e che produce frutta, cereali, patate dolci, tabacco e cotone.

Di notevole spessore è il carattere culturale di Jinan, presso cui hanno sede numerose e apprezzate università, oltre a istituti tecnici frequentati da studenti provenienti da tutto il paese.

La città di Jinan cominciò a svilupparsi considerevolmente solo in epoca Zhou, divenendo un attivo centro dedito ai traffici commerciali sotto i Tang, tra il VII e il X secolo. Durante la dinastia Song (X-XIII secolo) vi si stabilirono commercianti musulmani che, integrandosi con la popolazione cinese, diedero vita ad una numerosa minoranza etnica: gli Hui.

Marco Polo visitò l’insediamento in epoca Yuan, durante un periodo in cui Jinan era particolarmente fiorente, dato che vi ferveva la costruzione dell’appendice settentrionale del Gran Canale Imperiale, rimanendo così colpito dalla sua bellezza da citarla nel “Milione”, dove descrive con particolare ammirazione soprattutto i tanti giardini disseminati per il centro. Nel XV secolo i Ming cinsero Jinan con un’imponente cerchia di mura poi abbattuta nel 1949 per favorire la circolazione nella città industriale sviluppatasi a partire dal 1904, anno di costruzione della ferrovia Qingdao-Jinan.

Cosa vedere a Jinan

la città è conosciuta in tutta la Cina come la città delle sorgenti, dato che tra il centro e i suoi dintorni se ne contano ben 102, delle quali 72 famose già nel XII secolo. Anche per via delle tante sorgenti, girando per la città si incontreranno numerosi giardini e parchi davvero incantevoli. Uno dei più belli è senza dubbio il Jinniu gong yuan, il cosiddetto “Parco del Bue Dorato”, esteso per oltre 70 ettari a nord-ovest del centro e in grado di offrire spettacolari scorci sulla città nuova per via della sua morfologia collinare; al suo interno c’è anche uno zoo presso cui è possibile vedere un centinaio di specie diverse tra cui tigri, leopardi, scimpanzé, panda giganti e panda rossi. Vicino alle mura antiche, nella parte nord-orientale del centro, si trova invece il Parco del Lago Daming, che occupa da solo quasi un quarto della superficie all’interno della quale è compresa la città vecchia, delimitata da un’intricata serie di canali. Il suo elemento caratterizzante è un bel lago coperto da gigli d’acqua e ninfee, alimentato da alcune sorgenti e circondato da diverse attrattive come la porta meridionale, il padiglione del Chiar di Luna, il padiglione Polaris, il padiglione Lixia ed il tempietto commemorativo al generale Tie Xuan.

La sorgente Baotuquan scaturisce dal terreno a sud della città vecchia, all’interno di un parco dove si trovano anche le sorgenti del Filo d’Oro, della Giada, dei Cavalli al Galoppo e dei Salici. Tra le attrattive turistiche della zona spiccano il padiglione Luoyuan (Song), quello del Ventaglio, la Sala Shangzi col suo corridoio coperto, il museo e la sala commemorativa dedicata a Li Qingzhao (1084-1151), rinomata poetessa sposata con Zhao Mingcheng. All’angolo occidentale della città vecchia c’è invece la sorgente Wulongtan, ovvero la sorgente “dei Cinque Draghi”, poco distante dalla più affascinante sorgente Beihu, che zampilla in un parco assieme a quella dell’Agata, del Liuto e del Loto, che costituiscono altrettanti bei laghetti. A sud-est della città si erge la collina dei 1000 Buddha, sulla quale visitare due tempietti e grotte scolpite con statue purtroppo sfigurate dalle guardie rosse.

Per concludere il soggiorno a Jinan ci si può recare all’unico museo che merita realmente di essere visitato: il Museo dello Shandong, che comprende due sezioni recentemente ampliate e riorganizzate, la più importante delle quali, ovvero quella storica, vanta tantissimi reperti risalenti soprattutto al periodo neolitico. La sezione di storia naturale, invece, è stata rimodernata nella nuova sede, ma al suo interno non vi sono allestimenti particolarmente interessanti. Se siete appassionati di etnologia o semplicemente volete apprezzare alcune variopinte sfaccettature della cultura locale, prima di partire dovete fare un salto al Mercato Daguanyuan in Jing Si Lu, dove si vende ogni sorta di oggetti tra cui manufatti in paglia e bambù molto raffinati.

Il clima di Jinan

Il clima presenta caratteristiche tipiche di zone subtropicali umide ed altre che generalmente contraddistinguono latitudini continentali, così da presentare estati piuttosto calde e umide e inverni moderatamente freddi e secchi. Tra giugno e agosto le temperature massime si attestano stabilmente qualche grado al di sopra dei 30, anche se nei pomeriggi più caldi si possono superare i 35, mentre in gennaio i valori oscillano mediamente tra 4 e -4 gradi. Le precipitazioni non sono molto abbondanti, raggiungendo a fatica i 650 mm di pioggia l’anno, e tendono a verificarsi soprattutto tra luglio e agosto; la neve è un fenomeno molto raro che comunque non comporta mai notevoli problemi alla circolazione e alla visita della provincia.

Come arrivare

L’aeroporto cittadino è lo Jinan Yaoqiang International Airport, situato 33 chilometri a nord-est del centro e collegato a moltissime destinazioni nazionali, ma anche a Seoul, in Corea, e Singapore. Jinan si trova sulla linea ferroviaria Pechino-Shanghai e vanta tre stazioni: quella principale, la Jinan huoqe zhan, quella orientale, la huoche dongzhan, e quella meridionale, la huoqe nanzhan. Anche la stazione degli autobus a lunga percorrenza presenta 3 terminal; quello più trafficato, il Changtu qiche zhan, è situato a nord del centro ed è collegato a Pechino e Qingdao, da quello posto di fronte alla stazione orientale arrivano e partono i mezzi per Qufu ed altre località meridionali, mentre dal terminal Tianqiao si possono prendere i minibus per Taian.
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