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Guida a Karnak, nel cuore dell'antico Egitto

La regione di Luxor, caratterizzata da alcune ampie anse del fiume Nilo contiene alcuni siti archeologici tra i più belli del mondo e tra essi Karnak rappresenta forse il culmine della maestria architettonica della civiltà faraonica.
Per arrivare a Luxor ci sono frequenti collegamenti aerei dal Cairo, ma l’aeroporto stesso della città offre una scelta di voli intercontinentali e quindi vale la pena consultare i siti delle principali compagnie aeree. In passato era possibile compiere la crociera sul Nilo da Cairo fino a Luxor, ma ora per ragioni di sicurezza le crociere sul Nilo si compiono tra Luxor e Assuan.

Karnak è un sito complesso, racchiude in se molteplici fasi storiche e contiene al suo interno tre recinti principali, Montu, Mut e Amon, ma è sicuramente quest’ultimo che con le sue splendide rovine richiama ogni anno migliaia di turisti che rimangono letteralmente a bocca aperta quando, percorrendo il viale delle sfingi, varcano la soglia del Grande Cortile.

La successione di sfingi a testa d’ariete che vi accompagna verso l’ingresso è di enorme suggestione, ciascuna delle sfingi tiene tra le zampe anteriori una statua del re, in questo caso Ramesse II. Di sera la sfilata delle sfingi viene illuminata in modo molto suggestivo, con giochi di luce e suoni, e via via le altri zone del sito vengono coinvolte in un vero e proprio spettacolo che culmina con gli effetti speciali che si riflettono nel lago Sacro.
Alla fine delle sfingi a testa d’ariete ci si trova di fronte ad una struttura imponente, l’accesso meraviglioso al primo pilone del tempio di Amon.
Dal grande cortile si può accedere a dei tempi minori come quello di Ramesse III e quello di Sethi II, ma è il percorso che conduce al secondo pilone, preceduto dai colossi di granito rosa, che vi farà vivere una delle emozioni più grandi che l’archeologia può offrire agli occhi dell’uomo: l’ingresso nella Grande Sala Ipostila. Una vertigine di colonne, per la precisione 134 alte fino a 15 metri ed oltre, ma enormi tanto che 5 persone adulte non riescono ad abbracciarle visto il loro diametro di circa 4 metri, e con bassorilievi incisi che anche senza l’originario colore, conservano un fascino incredibile. Superato il mancamento di trovarvi soverchiati da un tale spettacolo, la vostra visita prosegue al di là del terzo pilone nel cortile degli obelischi che separano dal quarto pilone oltre il quale si trovano gli obelischi di Hatshepsut, con il plurale relativo a due obelischi, mentre in realtà solo uno, alto più di 30 metri domina la scena. La visita poi prosegue con il Sacrario della Barca Sacra e la sala delle Feste, seppure questi ambienti risultino decisamente meno interessanti. L'itinerario si conclude costeggiando il bel Lago Sacro.

Come anticipato Karnak ospita altri due recinti, quelli di Montu e Mut. Quest’ultimo è forse l’unico degno di attenzione per le rovine del tempio di Mut che si trovano a fianco di un lago sacro. Ma è indubbio che il ricordo che porterete a lungo di questa visita sarà quello di essere entrati nella magica Grande Sala Ipostila ed esservi trovati minuscoli turisti davanti al trionfo di colonne che portano con se il segreto di oltre 3.000 anni di storia.

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