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Repubblica ​Centrafricana: in viaggio nel cuore dell'Africa

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La maggioranza dei gruppi etnici che vive oggi nella Repubblica ​Centrafricana è diretta discendente degli schiavi fuggiti dagli indegni traffici umani perpetrati nei secoli scorsi in questa zona dell'Africa nera. Oggidì nel paese vivono almeno ottanta etnie – tra cui i pigmei Baka, nella selva tropicale – ognuna con la propria lingua e tradizioni.
Negli anni Ottanta del XIX secolo la Francia prese il controllo della regione dichiarandola, ad inizio Novecento, una propria colonia. Lo sviluppo economico che caratterizzò il periodo coloniale non fu accompagnato da benessere sociale; i soprusi e lo sfruttamento che il popolo dovette subire dai coloni e dalle grandi compagnie europee portarono a diverse ribellioni violente da parte della gente; neanche la dichiarazione d'indipendenza, avvenuta nel 1960 (due anni dopo la proclamazione della Repubblica, che sostituiva lo status di membro dell'Unione Francese dell'allora Ubandi-Chari) servì a donare prosperità al paese.

A partire dagli anni Sessanta si sono registrati infatti numerosi colpi di stato, avvicendamenti al potere, rivolte armate, dittature sanguinarie come quella di Bokassa I; anche gli ultimi vent'anni di storia del paese sono stati piuttosto turbolenti, con elezioni annullate, ulteriori colpi di stato, fughe di presidenti e prese militari della capitale Bangui. Il presente ed il futuro della Repubblica Centrafricana appaiono ancora oggi decisamente incerti, in un clima generale di violenza e criminalità diffusa che non invogliano certamente il turismo.

Il paese, che come suggerisce il nome si trova incastonato nel cuore dell'Africa, è costituito principalmente da colline ed altipiani, con alcune vette che superano i mille metri di altitudine come lo Yade Massif nel nord-ovest, una catena che prosegue la sua estensione in Camerun con il nome di Adamawa Plateau. Nel nord-est le Fertit Hills si elevano fino a 1300 metri s.l.m., in una catena che si protende fino al Sudan. Esistono inoltre alcuni fiumi principali, che raccolgono le acque di altri corsi d'acqua minori, loro affluenti; i due fiumi più lunghi del paese sono l'Ubangui (Ubangi) ed il Sangha, entrambi affluenti del grande fiume Zaire.

Le condizioni di sicurezza della Repubblica Centrafricana non sono attualmente particolarmente affidabili; attacchi di bande armate si registrano in particolare nelle zone nord ed est della nazione, e per tale ragione è vivamente sconsigliato recarsi in tali province e più in generale mettersi alla guida sulle strade extraurbane, soprattutto di notte. I posti di blocco militari sono frequenti lungo le strade principali del paese, anche di giorno.

La Repubblica centrafricana è certamente una meta insolita, terra di realtà tribali e parchi nazionali magnifici, ideali per escursioni, trekking, osservazione della flora e della fauna locale; tra gli altri grandi mammiferi, si possono incontrare infatti elefanti, gorilla, leopardi, leoni e rinoceronti. Il territorio offre numerosi habitat ed ecosistemi differenti agli animali: si va dalla savana alle montagne, dal deserto alle cascate, che se sfruttati a dovere richiamerebbero un notevole flusso di viaggiatori interessati all'ecoturismo; purtroppo le strutture sono decisamente scarse e le risorse totalmente assenti, ma un luogo come la Riserva Dzanga-Sangha è un posto che pochi paesi al mondo possono vantare.
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Qui vivono tribù indigene, elefanti di bosco, bufali, gorilla ed antilopi e ci sono numerose opportunità di dedicarsi al trekking; la località di Bayanga è il luogo ideale per intraprendere un'escursione nella riserva. I giù citati pigmei Baka abitano all'interno della selva e si dedicano alla caccia e alla raccolta di quanto la natura gli offre; qui nella riserva è possibile entrare in contatto con loro e partecipare alle loro attività nonché assaggiare i piatti tipici che essi preparano. Per visitare Dzangha-Sangha il periodo migliore è senza dubbio quello compreso tra novembre ed aprile, quando il clima è migliore e la stagione è più secca; da maggio inizia infatti la stagione delle piogge e può diventare assai difficoltoso raggiungere la riserva a causa delle pessima condizioni delle strade.

Nella Repubblica Centrafricana non vi sono grandi attrazioni oltre alla straordinaria natura; le città più rilevanti sono due, rispettivamente la capitale Bangui e la località di Zinga. Quest'ultima è una cittadina che sorge sulle rive del fiume Ubangui, nella zona sud del paese, a circa 100 km dalla capitale in una zona remota, collegata alla stessa Bangui da barche e canoe che navigano sul fiume; da Zinga si può raggiungere anche Brazzaville (Congo) sempre per via fluviale. La temperatura media annua nella cittadina varia tra i 29°C ed i 32°C.
La più vivace Bangui è la piccola capitale del paese e tra i principali siti d'interesse turistico che può vantare, oltre a qualche museo di oggetti tradizionali, si segnalano i numerosi mercati sparsi un po' ovunque per la città; anche qui purtroppo le condizioni di sicurezza non sono sempre ottimali e non è raro per gli stranieri incorrere in rapine o furti.

L'Aeroporto Internazionale Bangui M'poko è la principale porta d'accesso alla nazione, ed è collegato all'Europa via Parigi e a numerose importanti città africane.
La rete stradale del paese è raramente asfaltata, eccezion fatta per i dintorni della capitale; per tale ragione, nella stagione piovosa (maggio-novembre) buona parte di esse sono inutilizzabili. Il trasporto pubblico tra le diverse località è affidato ad autobus e taxi collettivi; in alternativa è possibile affittare un'auto, per la quale basta la propria patente di guida.
Si ricorda infine che per entrare nel paese occorre essere vaccinati contro la febbre gialla, e si consiglia comunque di sostenere un trattamento antipaludico ed evitare assolutamente di bagnarsi nelle acque dei fiumi.
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