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Burren (Boireann), Irlanda: visita al Parco Nazionale

Nel settore nord-occidentale della contea di Clare, tra le Cliffs of Moher e la baia di Galway, si estende un enorme tavolato calcareo di circa 40 x 25 chilometri che risponde al nome di Burren, in quanto la sua superficie corrisponde approssimativamente ai territori dell’antica baronia di Burren (Boireann). Oltre alle grandi dimensioni, la spettacolarità del luogo è dovuta all’eterogeneità della flora che si annida tra i grikes, dove è possibile trovare una vasta gamma di piante locali, ma anche, a seconda della zona e della conformazione delle rocce, di specie alpine e mediterranee. Non a caso la regione è spesso simboleggiata da una genziana, un fiore di colore blu tipicamente alpino, ma che cresce anche tra gli aridi ammassi rocciosi del Burren.

D’aspetto incredibilmente desolato e spesso spazzato da un fortissimo vento, ma con un clima complessivamente gradevole grazie all’effetto mitigatrice della Corrente del Golfo, il Burren costituisce una zona di elevato interesse geologico, con fenomeni carsici, fiumi sotterranei, caverne, pozze d’acqua prative che si formano nel giro di un’ora ed altrettanto rapidamente scompaiono. Notevoli appaiono: l’avifauna costiera, che annovera gabbiani, cormorani e alche; i numerosi resti monumentali sia precristiani che medievali; la peculiare commistione tra specie vegetali alpine, genziane o sassifraghe, ed altre più comuni nel resto d’Irlanda, orchidee, gerani e ginestre su tutte. Per quanto riguarda i siti di importanza archeologica, uno dei principali è senza dubbio il celebre Dolmen di Poulnabrone, un dolmen neolitico risalente pressappoco al 3.500 a.C. costituito da una lastra di 3,6 metri di lunghezza supportata da due sottili pietre poste in verticale. Nelle immediate vicinanze si scorge anche un tumulo di pietre che probabilmente serviva a conferire stabilità alla tomba, originariamente molto più alta di quella che vediamo oggi. Forse addirittura più antichi del dolmen, i resti preistorici delle Grotte di Aillwee, insieme alle grotte stesse, sono tra le attrattive più apprezzate del Burren. Le stanze ed i cunicoli carsici, che ospitano numerose stalagmiti e stalattiti, furono scoperte all’inizio del XX secolo e dalla metà degli anni ’70 sono visibili al pubblico, generalmente stregato soprattutto dalla bellezza delle cascate d’acqua disegnate dal corso del fiume sotterraneo che scorre nelle grotte. Sempre in merito ai resti archeologici, non si possono perdere anche gli svariati forti circolari in pietra, tra i quali spicca quello triplo di Cahercommaun, e la particolare High Cross celtica di Kilfenora.

Tra i percorsi più suggestivi vi è il Burren Way, un sentiero escursionistico che si snoda tra Lahinch, la località costiera più prossima a Ennistymon, e Ballyvaughan, prima fiancheggiando l’Oceano Atlantico, poi lungo le pendici dello Slieve Elva, un colle che tocca i 343 metri di altezza. Un’esauriente esplorazione automobilistica o ciclistica del Burren ha inizio da Doolin, tocca poi nell’interno il vicino centro di Lisdoonvarna, quindi torna a rivedere il mare e a percorrere in direzione nord una serie di strade costiere quali la R478, R479 e R477, giungendo infine a Ballyyvaughan, di cui si consiglia di visitare il caratteristico entroterra. Una delle attività più praticate nel Parco Nazionale del Burren è l’arrampicata, particolarmente stimolante se intrapresa lungo alcune impervie pareti dell’entroterra. Molti visitatori si accalcano anche nei pressi di Black Head, un caratteristico faro che si erge nel cielo a ridosso del mare proprio su una parte di tavolato calcareo.

Il principale insediamento del Burren è Lisdoonvarna, un centro di 767 abitanti nonché una piccola stazione termale di acque solforose, sviluppatasi come tale a partire dal 1845, anche se nota e utilizzata da più di un secolo prima. Nei giardini termali si trova Pump House, un edificio costruito nel 1860 per razionalizzare le cure idropiniche. Durante l’epoca d’oro ottocentesca sorsero cinque alberghi, e le due chiese erano tanto frequentate che si arrivò a definire la cittadina “una Lourdes di giorno ed una Montecarlo di notte”. Nel villaggio si segnala inoltre The Burren Smokehouse, un negozio-laboratorio specializzato nell’affumicatura del salmone, dove viene mostrato un filmato sul processo di preparazione del pesce. Lisdoonvarna acquista in realtà particolare animazione in settembre in occasione di un grande e rinomato festival musicale, per partecipare al quale si danno appuntamento molti gruppi di musica tradizionale ed al cui interno si tiene tradizionalmente la grande festa dedicata al Match-maker, vale a dire all’organizzatore di matrimoni, curiosa professione di una volta, oggi quasi caduta in disuso.

Il clima è temperato, con temperature che in estate sono gradevoli ed intorno ai 20 gradi, mentre in inverno scendono attestandosi tra 7 e 10. Le precipitazioni sono particolarmente frequenti e si estendono a quasi tutti i dodici mesi dell’anno, risparmiando parzialmente solo l’estate e l’inizio dell’autunno, che rappresentano indubbiamente i periodi migliori per visitare la zona.

I trasporti ruotano intorno all’efficiente rete di autobus che, quantomeno in estate, consente di raggiungere comodamente il Burren partendo indifferentemente da Limerick, Ennis e Galway. L’aeroporto più importante della zona è invece lo Shannon International Airport, uno scalo servito anche da qualche compagnia aerea internazionale e comunque ottimamente collegato con l’aeroporto della capitale Dublino.
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 Pubblicato da - 15 Marzo 2010 - ę Riproduzione vietata

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