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Montecassiano (Marche): il borgo medievale in provincia di Macerata

Montecassiano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il paesaggio dell’hinterland di Macerata nelle Marche è sicuramente fra i più belli che si possano contemplare e ciò di deve innanzitutto alla morfologia collinare del territorio, piacevolmente scandito da soffuse irregolarità del terreno e docili avvallamenti.

In uno dei morbidi rilievi così poco alti e così tanto accomodanti si spalma l’anima urbana di Montecassiano, uno dei borghi delle Marche inserito nelle Bandiere Arancioni, di straordinaria compattezza, di fondazione tardo medievale e un genius loci mai più alterato dal XV secolo, coacervo di stradine, vicoletti e piazzette lungo i quali si snoda l’esistenza degli abitanti del posto, poco più di 7.000.

Il borgo murato di Montecassiano

Il paese ha stile, portamento e un cuore storico ch’è il suo centro ammaliante protetto dall’originale cinta muraria del ‘400, attraversabile tramite tre porte (Porta del Cerreto, Porta di San Giovanni e Porta di Santa Croce) da sempre gli ingressi principali al concentrico interno, che asseconda la collina secondo la logica della conformazione “a foglie di cipolla”. Montecassiano accontenta il turista che adora passeggiare voltando lo sguardo un po’ qua, un po’ là, osservando i piccoli movimenti di una realtà che muta prendendosi tempi da meditazione.

Cosa vedere a Montecassiano

Si cammina con lentezza anche in Piazza Unità d’Italia, laddove i motivi per indugiare sono molteplici data la presenza di edifici simbolo del costrutto urbano, Palazzo dei Priori in primis in quanto fulcro della minuta cittadina. Completamente rifatto nel Quattrocento riproducendo in toto la struttura del XII secolo, si fregia di una facciata ch’è certamente il suo punto di forza, valorizzato da un’abbondante merlatura e dalla nicchia entro cui prende posto un affresco ottocentesco avente come soggetto una Madonna con Bambino. Particolare l’Aula Magna divenuta sala consiliare, che vanta uno scenografico soffitto a capriate lignee. Di eguale dignità architettonica è Palazzo Ferri, ultima residenza di Camillo Ferri che si distingue per la facciata neoclassica e un Piano Nobile ospitante l’Archivio Storico su cui si distendono fieri i soffitti recanti affreschi a tema mitologico.

Sulla piazza si affacciano tutt’altro che timide altre notevoli strutture testimoni dell’incedere cronologico, Palazzo Compagnucci (si dice sia stata la dimora di Antonio Scaramuccia che qui allevò segretamente per cinque anni Amedeo di Savoia) che ospita la vasta pinacoteca civica “G. Buratto”, l’ex Convento degli Agostiniani, la prosaica Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo e la Chiesa dei Santi Marco, Agostino e la Madonna del Buonconsiglio, interno alla quale impera un ambiente in pieno stile barocchetto marchigiano.

Leggermente distaccata e trionfante da una sopraelevatura, la Collegiata di Santa Maria Assunta giustifica una visita accurata sfoggiando una meraviglia artistica senza eguali, e cioè la pala d’altare realizzata in terracotta, invetriata e dipinta da Fra Mattia della Robbia, autore della rappresentazione della Madonna col Bambino in gloria tra i santi Sebastiano, Rocco, Pietro Martire e Antonio Abate. L’ex pieve assicura ulteriore spettacolo estetico tramite il bellissimo portale in bronzo scolpito nel 1985 da Sesto Americo Luchetti.

Rimanendo nel centro storico, rovistiamo ancora nello scrigno dei tesori trovando la Chiesa di San Giovanni Battista (attualmente museo d’arte e arredi sacri, è interessante per il suo doppio portale, la copertura a capanna, la pianta ottagonale e la cupola lobata densamente decorata con stucchi e pitture di richiamo biblico) e i cosiddetti “tre cortili” che annoverano il Cortile delle Clarisse, il Chiostro degli Agostiniani e il Giardino di San Giacomo.

A ridosso delle mura e dunque più decentrati sorgono il duecentesco Oratorio di San Nicolò insieme alla campana più antica della regione (fusa nel 1382) e la Chiesa di Santa Croce, seicentesca tenutaria di uno splendido altare maggiore fatto interamente in legno in prossimità della sacrestia ottagonale. A questo si aggiungono altri pregevoli pezzi d’ornamento ecclesiale, un imponente crocifisso ligneo, la cantoria rococò e il prezioso organo assemblato nel 1750 da Giuseppe Attili da Ortezzano. Nelle immediate vicinanze ecco ergersi la Fontana dei Cavalli, alla quale si racconta si sia abbeverato il cavallo di Vittorio Emanuele II nel 1860.

Nella medesima zona si estende una piccola ma significativa oasi di verde, il Parco del Cerreto. Esso conta un’area di complessivi 1,2 ettari attraversata da un percorso attrezzato che passa dall’erbario e dalla piazzola adatta per i pic-nic e le grigliate in compagnia. La vegetazione si compone di varie specie botaniche appartenenti alla macchia mediterranea, ergo querce roverelle, gelsi, allori, pini domestici e oleandri.

Eventi, sagre e manifestazioni

Le associazioni del territorio lavorano alacremente per tutto l’anno al fine di ravvivare la vita del borgo e incentivare la partecipazione pubblica attraverso eventi risonanti e rimarcati, ad esempio la Festa Patronale di San Giuseppe che ricorre il 19 marzo includendo la Sagra del Lupino. Il secondo weekend di giugno è invece tempo di Svicolando, c’è poi spazio per la rievocazione storica del Palio dei Terzieri la terza settimana di luglio e in autunno, precisamente la prima domenica di ottobre, la Sagra dei Sughitti, dolci tipici marchigiani fatti con polenta, mosto, farina di granturco e noci, oppure mandorle.

Come arrivare a Montecassiano

Da Macerata prendere la SP 37, superare Villa Potenza tramite la SP 77 e dirigersi infine verso Montecassiano; la stazione ferroviaria di Macerata dista soltanto 10 km dal borgo, che si raggiunge proseguendo in autobus; l’aeroporto di Ancona è ad appena 43 km.

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