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Le foto di cosa vedere e visitare a Caldarola

Caldarola, visita al borgo marchigiano e ai suoi tre castelli

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Oggi sono i turisti a sporgersi dai merli del castello, ma molti secoli fa c’erano i nobili signori delle Marche. Il panorama che abbracciavano con lo sguardo era simile, almeno in parte, a quello che si vede tuttora: oggi si riconoscono profili di città e monumenti, strade e costruzioni moderne, ma a dominare il paesaggio in provincia di Macerata resistono le colline dolci, i vigneti e gli alberi secolari. Ecco perché visitare Caldarola è come rituffarsi nel passato, tra opere d’arte e castelli impettiti, in uno scenario fiabesco di chiaro impatto medievale. Popolata da meno di duemila abitanti, distribuita tra i 259 e i 1148 metri di altitudine, Caldarola è una cittadina marchigiana incantevole.

Le cime più alte della zona – Poggio la Pagnotta e Poggio la Serra – vegliano sul borgo come antiche guardiane, ma la maggior parte dei rilievi è morbida e sinuosa, digradante verso i fiumi. La campagna è puntinata di poderi: anche Caldarola, in origine, doveva essere poco più di un agglomerato contadino, fondato tra il IX e il X secolo e diventato feudo dello Stato Camerte in età medievale. Dichiarato indipendente nel 1400, il paesino conobbe la sua Età dell’Oro verso la fine del Cinquecento, quando Papa Sisto V optò per una radicale valorizzazione urbanistica. Fu Evangelisto Pallotta, sotto il controllo del pontefice, ad agghindare la sua città con una piazza grandiosa e belle chiese, e ad affidare a De Magistris la pittura delle facciate dei palazzi.

In quegli anni videro la luce gli edifici più belli di Caldarola, come la chiesa di San Martino, elevata a Collegiata nel 1590 con bolla papale. Proprio lo stemma di Sisto V campeggia sulla facciata, insieme al simbolo del cardinale Pallotta. Non è da meno la collegiata di San Gegorio, probabilmente realizzata sui resti della chiesa di San Gregorio della Vigna, con la pianta a croce latina e l’elegante soffitto a capriate. Infine vale la pena di visitare il Santuario di Maria Santissima del Monte, che domina l’ala sud-occidentale della piazza e occupa il vuoto lasciato da una antica chiesa quattrocentesca: progettato da Augustoni, il santuario venne consacrato al culto alla fine del Settecento.

Tra gli edifici civili spicca un trio di castelli affascinanti, uno più misterioso e imponente dell’altro. Il primo è il Castello di Croce, che doveva proteggere il colle sui lati meridionale e orientale, caratterizzato da una cortina di dimensioni colossali e una porta d’ingresso imponente, ad arco acuto: da qui si accede a un piccolo cortile con cisterna, mentre la zona sud del maniero è costituita da una chiesa. È immerso tra i boschi il Castello di Vestignano, tuttora cinto da mura massicce e dotato di un bel torrione a cilindro, custode di un reticolo affascinante di stradine e case basse. Infine il Castello Pallotta se ne sta sulla cima del colle di Colcù, affacciato verso il centro di Caldarola sin dal IX secolo, adottato come propria residenza estiva dal cardinale Pallotta alla fine del Cinquecento. Qui soggiornarono personaggi famosi e reali, come la regina Cristina di Svezia e il papa Clemente VIII.

... Pagina 2/2 ...Se è vero che Caldarola pare sempre immersa nel passato, l’atmosfera fiabesca diventa ancora più intensa durante la rievocazione della Giostra de la Castella, che si svolge ogni anno la prima e la seconda domenica di agosto. Si comincia col solenne rituale dell’Offerta del Doppiere, da parte dei priori al sacerdote, per la solenne benedizione: la cerimonia, che si consuma rigorosamente in abiti rinascimentali, si rifà ai documenti del 1586 che prescrivevano tale rito in onore di Maria Vergine. Il Palio consiste invece in una grande sfida tra cavalieri, che ancora oggi, come nel Seicento, vede sfidarsi i vari castelli della zona.
Da non perdere anche la sagra dei fagioli con le cotiche e le tagliatelle al tartufo estivo, che si svolge alla fine di luglio, e lo splendido presepe artistico che nel periodo natalizio celebra l’Avvento di Gesù bambino.

Il clima delle colline marchigiane, con sapori continentali e mediterranei, è piacevole e delicato, benché gli inverni siano abbastanza freddi e piovosi. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 0°C a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto si va dai 15°C ai 30°C. L’estate è piuttosto secca, mentre la primavera e l’autunno, con una media di 9 giorni mensili di maltempo, sono le stagioni più piovose.

Per raggiungere Caldarola si possono valutare diverse possibilità. Chi viagia in auto deve prendere l’autostrada A14, procedendo verso Ancona se si viene da Nord, verso Napoli se si viene da Sud, per poi uscire a Civitanova Marche. A questo punto ci si immette sulla SS77 verso Tolentino/Macerata e si esce a Caldarola. L’aeroporto più vicino è quello di Ancona, a 80 km circa.
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