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Alviano (Umbria): il Castello Doria Pamphili e il borgo della valle del Tevere

Alviano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Suggestivo al pari dell’angolo d’Umbria che ne ospita l’abitato: il bel borgo medievale di Alviano in provincia di Terni imperla un tessuto naturalistico dalle inesauribili risorse, una porzione di regione molto particolare le cui caratteristiche si rilevano esplicitamente nella morfologia del territorio, costituito dai colli amerini ma anche dai calanchi entro un’area identificata con il Parco Fluviale del Tevere, la cui estensione supera i 50 km prolungando fino al lago di Alviano, meravigliosa oasi fra le più grandi poste sotto tutela dal WWF, 900 ettari di SIC – Sito d’Importanza Comunitaria dal fascino intramontabile: lo compongono paludi e un bosco igrofilo, habitat perfetto per la riproduzione di oltre 10.000 specie di uccelli acquatici, un habitat creato dallo sbarramento del Tevere voluto nel 1963 dall’ENEL. Come dire, non sempre il progresso nuoce.

Il Castello Doria Pamphili

Alviano crebbe in epoca medievale come feudo nascendo nel 933 con il nome di Albianum sotto il conte Offredo, la cui dinastia dominò fino al divampare delle Crociate cui partecipò il glorioso capitano di ventura Bartolomeo di Alviano, rifondatore del maestoso Castello dei Doria Pamphili, un monumento simbolo della comunità formata complessivamente da 1456 alvianesi. Il maniero cinquecentesco deriva da quello più antico eretto la prima volta nel 995 e poi distrutto nel 1495. Aderendo alla nuova concezione ingegneristica militare, Bartolomeo pose in essere un titano di pianta quadrata contraddistinta da quattro torri angolari a base circolare unite da uno spesso muro a scarpa.

La fortezza è legata alla storia/leggenda di Olimpia Maidalchini, cognata di papa Innocenzo X Pamphili, chiamata Pimpaccia in accezione dispregiativa poiché aveva l’abitudine di attrarre nel castello giovani di passaggio (pare che il primo a inaugurare la lunga serie fu un certo Tommaso di Gramiccia) cui chiedeva di riportarle il fazzoletto cadutole dalla finestra per poi giacere con loro a letto e successivamente imprigionarli nelle segrete riservando a questi uomini un macabro destino. Sembra che parte dei resti delle vittime sia stata ritrovata in tempi recenti nei sotterranei.

Oggi il magnifico esempio castellare è visitabile e in esso si trova il Museo del Comune e della Civiltà contadina insieme al Centro di Documentazione Bartolomeo d’Alviano e Capitani di Ventura umbri. Fa la sua comparsa anche la piccola Cappella di San Francesco affrescata da Giuseppe Bastiani con immagini che rievocano alcuni miracoli del santo, uno su tutti il Miracolo delle Rondini avvenuto ad Alviano nel 1212.

Cosa vedere ad Alviano

D’altro genere è naturalmente la Parrocchiale di Santa Maria Assunta, una chiesa quattrocentesca resa famosa dalla tela di Nicolò Alunno raffigurante la Madonna Assunta circondata da angeli in gloria e dall’affresco realizzato nel 1516 da Giovanni Antonio de’ Sacchis, nel quale è ritratta la nobildonna Pantasilea Baglioni con una Madonna e Santi.

Sotto il profilo abitativo, Alviano s’avvale di un’architettura sostanzialmente rimasta ai primordi, riluttante alla modernità e molto più avvezza alla vetusta cultura contadina focalizzata sul mantenimento delle cosiddette “casette di creta”, sorta di capanne fatte di materiali poveri come l’argilla, l’acqua piovana e la paglia insieme al legno usato per travi e architravi. Non tutto l’abitato è così: le casette rappresentano un gruppo ristretto che va a costituire innegabilmente un prezioso tesoro da salvaguardare, testimonianza dei tempi antichi.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il passato riecheggia in quelle tradizioni che non sono mai state abbandonate, anzi ogni anno promettono sempre nuove soddisfazioni, come la Sagra dei Visciarelli, che nella terza settimana di agosto celebra la tipica pasta a base di acqua e farina. Nella frazione di Alviano Scalo il mese di luglio riserva l’attesa Sagra del Cinghiale, che ben valorizza la selvaggina locale e la cucina che la impiega. Fra settembre e ottobre l’UmbriaMusicFest porta nel borgo l’intrattenimento puro e a metà novembre fino a dicembre ecco la Festa dell’Olio e del Farro, un’esaustiva mostra mercato dell’artigianato e della gastronomia.

Da non scordare ovviamente le Feste Medievali di maggio e l’antica Cantata della Vecchiarella la vigilia dell’Epifania, un’usanza centenaria che vede coinvolti dei cantori impegnati a passare di casa in casa a chiedere elemosine per onorare i defunti intonando laudi medievali accompagnate dal suono grezzo di umili strumenti musicali, talvolta improvvisati.

Come arrivare ad Alviano

Se si arriva da nord, l’uscita autostradale è quella di Attigliano, se da sud si deve uscire a Orvieto e in entrambi i casi occorre seguire le indicazioni per l’Oasi di Alviano fino al borgo; la stazione di Alviano si trova sulla linea ferroviaria RomaFirenze; l’aeroporto più vicino è il Regionale Umbro Sant’Egidio, posto a ca. 12 km da Perugia.

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