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Le foto di cosa vedere e visitare a Lubriano

Lubriano (Lazio): Palazzo Monaldeschi, il borgo e i calanchi

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La sua posizione al confine con l’Umbria regala ai visitatori uno scorcio panoramico semplicemente magnifico: il piccolo comune di Lubriano è in sintesi una delle più belle terrazze cittadine sui Calanchi che determinano l’esistenza dell’omonima valle.

Dal promontorio tufaceo in cui il borgo di neanche 1.000 abitanti s’adagia, si gode di una splendida vista su tutto il viterbese (il capoluogo dista appena 38 km) ma ancor più sul lucente lago di Bolsena, uno spettacolo in ogni stagione. La località si crogiola con i suoi caratteristici quartierini medievali tessuti da viuzze, vicoletti e archetti a tempestare le stradine acciottolate e intervallate da rustiche scalette in pietra grezza.

Storia

La sua struttura è una palese eredità degli antichi afflati etrusco-romani che hanno dato adito a uno sviluppo graduale meglio sostenuto e portato avanti nel corso del primo feudalesimo pre e post X secolo, dove a far da padrona fu la famiglia dei Monaldeschi, alla quale si deve l’erezione di castelli e torri di difesa, ivi compreso il Castello di Seppie.

Successivamente all’occupazione (piuttosto breve) di Federico Barbarossa, Lubriano venne suo malgrado coinvolta nelle spiacevoli lotte fra Guelfi e Ghibellini, ma altresì nelle battaglie di dominio che imperversarono per tutto il ‘300 e ‘400, mentre nel ‘500 fece epoca il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi, i quali si comportarono di conseguenza anche nei comuni limitrofi o poco più lontano, non risparmiando perciò nemmeno Lubriano, che da questo momento in poi affrontò una lenta ma inesorabile ripresa sociale, politica ed economica, simil specchio degli odierni tempi.

Cosa vedere a Lubriano

Quel che oggi balena immediatamente all’occhio è un corredo architettonico molto uniforme sul quale s’erge distinta la Chiesa di San Giovanni Battista, evoluzione di una cella monastica del IX secolo e risultato di una fitta serie di restauri atti a rimediare ai danni del terremoto avvenuto nel 1695. Il campanile, invece, dovette essere riedificato a causa della sua distruzione da parte di un fulmine nell’Ottocento.

All’interno si esaltano a ragione pitture parietali raffiguranti i Santi Paolo e Andrea Apostoli e San Giovanni Battista, il simulacro di San Procolo (realizzato da Gaetano Vitené) e la sua tomba. Di tele val la pena ricordarne tre eseguite nel Seicento, ovverosia la Decapitazione di San Giovanni Battista, la Deposizione della Croce e l’Annunciazione.

Il barocco si manifesta fulgidamente nella Chiesa di Maria Santissima del Poggio, ultimata nel 1737 ma iniziata probabilmente più di due secoli prima. Qui è sempre stata venerato un affresco ritraente una Madonna col Bambino, incorniciato elegantemente da uno sfavillante baldacchino disegnato dai fratelli Pietro e Antonio Cremoni da Lugano. Una coreografia di stucchi completa il tesoro interno.
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Palazzo Monaldeschi è figlio del Settecento ed epigono naturale del preesistente edificio spazzato via dal sisma del 1695: questo spiega le evidenti distonie progettuali e le dissonanze strutturali scaturite dagli adattamenti all’impianto barocco. Nel punto più alto del centro storico sorge la Torre Monaldeschi, alta 18 metri (prima del terremoto ne misurava 36) e implementata con una scala interna in acciaio che agevola i turisti nella salita sulla sommità, da non perdere poiché è un punto di osservazione fantastico che scruta la Valle dei Calanchi, al centro del Museo Naturalistico locale e dei tanti itinerari proposti dalla Pro Loco, fra cui la Passeggiata guidata della lunghezza di 10 km, organizzata ogni 25 aprile insieme alla contemporanea Sagra della Bruschetta.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il primo weekend di luglio è la volta dell’appuntamento clou della gastronomia autoctona, la Sagra della bistecca Chianina: in questa particolare occasione, il singolo partecipante può scegliere la sua bistecca di diversa pezzatura e gustarla una volta cotta alla brace. Il mese si apre con la carne e si chiude con il vino, o meglio la Festa del Vino, una tre giorni di degustazioni che toccano cuore e palato preludendo all’evento dell’autunno chiamato “Cantine in Festa”.

Alla Madonna Santissima del Poggio è dedicato il Giorno dell’Ascensione con processione e infiorata, un tributo alquanto sentito dalla popolazione come lo sono i festeggiamenti in onore di San Procolo Confessore, la cui testa racchiusa in un’urna sacra fa il giro del paese la seconda domenica di settembre.

Per chi approda a Lubriano per una vacanza all’insegna del gusto, deve fare abitualmente tappa al ristorante Il Vecchio Mulino, che fa dell’eccellenza un’abitudine e della tradizione una piacevole consuetudine.

Come arrivare a Lubriano

L’Autostrada A1 conduce al casello di Orvieto, al quale bisogna uscire per poi seguire le indicazioni per Lubriano; in treno conviene scendere alla stazione di Viterbo e da lì proseguire con le autolinee Cotral fino a destinazione; l’aeroporto di Roma Fiumicino è quello di riferimento.


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