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Le foto di cosa vedere e visitare a Pontecorvo

Pontecorvo (Lazio): cosa vedere nel comune della Ciociaria

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Comune della bassa Ciociaria in provincia di Frosinone nel Lazio, Pontecorvo conta complessivamente 13.388 abitanti e si trova a ca. 100 km a sud di Roma.

Storia e origine del nome

Il territorio, solcato dal fiume Liri, è stato culla di numerosi insediamenti a partire dal Neolitico, come testimoniato dal ritrovamento di diversi reperti archeologici addotti anche al periodo romano, quando cioè l’area comunale era assoggettata alla giurisdizione municipale di Aquino.

La nascita di Pontecorvo in qualità di città avvenne molto più tardi, precisamente nell’860 d.C. in tardo Medioevo, l’epoca del longobardo Rodoaldo, il quale fece costruire una roccaforte dotata di torre (attuale campanile della Cattedrale di San Bartolomeo) e mura (dette mura di Sant’Andrea, oggi presenti in ca. 300 metri di resti adeguatamente ristrutturati e posti in sicurezza) nominando il borgo Ponte Curvo per la vicinanza al ponte (fra le strutture oggigiorno più vetuste del luogo) dalla caratteristica struttura curva.

Risalgono a poco più tardi le origini dei quartieri Civita e Pastine, oggi divisi dal Liri. Le rose e i fiori della storia pontecorvese persero petali con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale e di fatto il comune pagò un pesante dazio venendo bombardato e raso al suolo dalle milizie tedesche, che peraltro si organizzarono nella linea Hitler per contrastare l’avanzata inesorabile degli Alleati: ancora oggi permangono nell’hinterland resti delle fortificazioni teutoniche allora imbastite a scopo bellico. Lo spirito di sacrificio e sopportazione della popolazione, affamata, sopraffatta dalla violenza ma mai doma, permise alla cittadina di ottenere la Medaglia d’argento al merito civile, conferimento per il quale Pontecorvo va ancora sommamente fiera.

Da visitare a Pontecorvo

Ora, cosa c’è da vedere a Pontecorvo? Semplicemente tutto e sarebbe un crimine perdersi anche solo un granello di polvere di questo paese assai densamente acculturato, storicamente delineato e socialmente vivo. La sua architettura fa capo alla Cattedrale di San Bartolomeo, edificata nell’anno 1000 d.C. sulle rovine del Castello di Rodoaldo, là in posizione nettamente dominante sulla cittadina facendo sfoggio della regale facciata armonizzata grazie alla torre campanaria (anch’essa ereditata dal vecchio fortilizio non più esistente).

Il piazzale panoramico e le rampe di scale laterali intessono una scenografia da favola in un punto in cui la veduta sul paesaggio si presenza magnifica. La cripta della chiesa ospita il Museo della Cattedrale, che a sua volta custodisce il “Tesoro di San Bartolomeo”, bagaglio di oggetti sacri artisticamente pregevoli.

... Pagina 2/2 ... Quanto resta della città medievale è testimoniato dal dittico di ingressi corrispondenti alla Porta Santo Stefano e alla sottostante Porta Romana, entrambe salvatesi fortunatamente dalle catastrofi belliche. La Chiesa di San Giovannello porta in spalla la concezione religiosa d’ambito medievale ed è la sola che nel territorio può farlo essendo l’unica sopravvissuta al Secondo Conflitto Mondiale, proprio per questo restaurata e gelosamente conservata dall’Amministrazione Comunale.

Ridotta purtroppo a ruderi è la Chiesa di Santa Maria “De Canonica” (altresì chiamata Chiesa della Concezione), edificio del IX secolo in rione San Rocco, custode del cinquecentesco affresco dell’Immacolata d’incerta attribuzione (il dubbio è fra il Cavalier d’Arpino e Marco Mazzaroppi).

Carnevale ed altri eventi a Pontecorvo

La guerra avrà anche spazzato via molte vestigia storiche ma non certo le durevoli tradizioni da sempre caldeggiate da Pontecorvo, in primis la festa del Carnevale di Pontecorvo, consolidata nel 1952 e da quell’anno appuntamento imperdibile per adulti e bambini, desiderosi di assistere alla divertente sfilata dei carri allegorici artigianali trainati da trattori e accompagnati da intere folle mascherate che sono l’anima reale della manifestazione, tripudio di gioia e libera ilarità.
La seconda domenica di maggio torna in auge la leggenda di Giovanni Mele, un contadino che si favella essere stato nel 1137 tentato dal diavolo e indotto ad attraversare il fiume in piena in cambio di un sacchetto di monete d’oro, intenzione scongiurata dall’apparizione di San Giovanni Battista, salvatore dell’uomo e scacciatore del demonio. I fedeli pontecorvesi ricordano il fatto avviandosi in processione alla Chiesa di San Giovanni a Gaudo e rievocando l’avvenimento attraverso l’annegamento di fantocci di cartapesta, rappresentanti Mele e il diavolo.

Prodotti tipici ciociari

L’economia del paese si fonda essenzialmente su due elementi portanti che sono l’artigianato locale – focalizzato in gran parte sulla produzione di un’anfora d’argilla o terracotta chiamata “cannata” – e la gastronomia, la cui punta di diamante si identifica nel “peperone cornetto”, detto anche “cornetto di Pontecorvo": si tratta di una prelibatezza D.O.P. di color purpureo a striature verdi, dalla forma cilindro conica allungata e dal sapore dolce con consistenza croccante. E’ ricco di potassio, possiede alta sapidità ed è facilmente digeribile.

Come arrivare a Pontecorvo

In auto da Roma, imboccare la E45 con uscita a Pontecorvo, nei pressi di Cassino; in autobus, Pontecorvo è servito dalle linee Cotral Cassino – Aquino – Pontecorvo, Roccasecca FS – Castrocielo – Aquino – Pontecorvo, Roccasecca FS – Pontecorvo; da Roma il treno si prende a stazione Termini per Cassino o Roccasecca.


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