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Bomarzo (Lazio): il borgo, il palio e i mostri di Palazzo Orsini

Bomarzo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Fulgido esempio di connubio tra storia, arte e natura, il comune di Bomarzo si pone come una delle località più affascinanti e ricche di tesori della Tuscia, l’antica terra degli etruschi nel cuore dell'Italia.

Questo bel borgo, situato al confine con l’Umbria, si trova infatti immerso in uno scenario naturale a dir poco mozzafiato, quale quello della Riserva Naturale di Monte Casoli, una delle aree protette più belle e ricche di biodiversità della regione, in cui, a fare da sfondo, sono le pendici nord-orientali dei Monti Cimini e la splendida vallata del Tevere. Ma oltre al valore naturalistico, il territorio di Bomarzo vanta un grande patrimonio archeologico che è tutt’ora oggetto di studi da parte di ricercatori italiani e stranieri.

Si tratta di un territorio dalle origini antichissime che, secondo i reperti rinvenuti, sarebbe abitato sin dal VI secolo a.C. E sono proprio le ceramiche, i monumenti funerari e gli oggetti dell’antica necropoli, a raccontarci la storia di questo tempo e di questo popolo ancora così misteriosi.

Ciò che invece è certo, è che nel 283 a.C., proprio vicino al centro abitato dell’antica città etrusca, vi fu la grande Battaglia del lago Vadimone, che ne determinò l’inclusione nella sfera d’influenza romana. Sebbene il nome della città etrusca sia tutt’ora sconosciuto, sappiamo che in epoca romana essa era conosciuta come Polimartyum, in latino: “Città di Marte”.

Risalendo invece verso tempi più recenti, di notevole importanza storica è il fatto che Bomarzo fu sede vescovile e che diede i natali a quello che sarebbe diventato il successore di Gregorio Magno, ovvero Papa Sabiniano, oltre che a Sant’Anselmo. Egli, vescovo-signore della città nel V secolo, fu canonizzato come Sant’Anselmo di Polimartyum in merito al suo più noto miracolo; si narra che durante l’assedio della città da parte dei Goti, Anselmo fece cadere sulle truppe di re Totila una pioggia di proiettili simili a ghiande. La scena è raffigurata in una tela della Chiesa di Santa Maria Assunta, il Duomo di Bomarzio, dove sono inoltre custodite le spoglie del santo.

E questa splendida chiesa in stile rinascimentale è solo una delle tante architetture religiose di grande pregio della zona. Altrettanto interessanti sono, ad esempio, la Chiesa di Santa Maria della Valle, fatta costruire dalla famiglia Lante della Rovere e la Chiesa medievale di Santa Maria in Monte Casoli; senza dimenticare la Chiesa di Sant’Anselmo e quella dedicata al Cristo Risorto, situata fuori dal centro storico. Ultimo, ma non per importanza, elemento di grande pregio architettonico, è Palazzo Orsini, di costruzione cinquecentesca al cui interno spiccano gli affreschi dei pittori della scuola di Pietro da Cortona e che attualmente ospita la sede del Municipio.

Grande protagonista di Bomarzo, nonché sua principale attrazione turistica, è poi il celebre Parco dei Mostri, conosciuto come uno dei più importanti giardini manieristici del Cinquecento italiano. Questo monumentale complesso di natura e architettura, fu commissionato all’architetto Pirrio Logorio da Vicino Orsini e fu realizzato in ispirazione al genere del grotesque.

Il parco, che ha attirato nel corso del tempo l’attenzione di personalità quali Salvador Dalì, si compone di monumenti estremamente originali, spesso in forte contrasto. Basti pensare che essi sono in parte dedicate a figure mitologiche dal sapore fortemente misterioso e fantastico, come l’orco e il drago e, in parte, al contrario, all’armonia del mondo classico.

Ma anche dal punto di vista degli eventi, della vita cittadina e del folclore, Bomarzo non si dimostra in difetto. Tra le feste che animano la città durante l’anno, spiccano senza dubbio le celebrazioni per il Santo Patrono che, solitamente, hanno luogo dal 21 al 25 aprile. Gli eventi principali sono: il Palio, una spettacolare corsa di cavalli con fantino a cui partecipano le cinque contrade del paese e la Sagra del Biscotto, dedicata ad un’antichissima ricetta la cui storia si intreccia a quella del Santo Patrono. Sant’ Anselmo usava infatti far preparare questo pane dolce da distribuire ai pellegrini e ai poveri che transitavano sulla Via Francigena, per raggiungere Roma. La ricetta di questo storico biscotto, profumato all’anice, è rimasta ben salda nella tradizione di Bomarzo, che ne ha fatto un vero e proprio motivo di orgoglio.

Bomarzo è, dunque, una cittadina che non si può definire in altro modo se non “ricca”: ricca di storia antichissima, ricca di una natura semplicemente spettacolare e ricca di tradizioni ben radicate nei cuori di chi la abita. Per raggiungerla in auto, è consigliato, a chi arriva da nord, uscire al casello di Attigliano della A1 e proseguire in direzione Viterbo, mentre per chi arriva sud, si consiglia di percorrere la Superstrada Orte-Viterbo e di uscire a Bomarzo. Per chi volesse invece raggiungere la città in treno, le stazioni più vicine sono quelle di Orte e di Attigliano.

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