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Gerano (Lazio): visita al borgo sui Monti Ruffi, vicino a Roma

Gerano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Gerano vive quotidianamente nell’estasi suscitata dai paesaggi che ne attorniano l’abitato con infinita naturalezza e un verde quasi abbagliante, morbido vestito del comprensorio dei Monti Ruffi, un territorio tappezzato di grandi boschi di castagno, oliveti e vigne entro la Città Metropolitana di Roma nel Lazio. Il paese, poco più di 1.000 anime, trae il nome dalla Montagna delle Gru, la Gherania, da cui si evince il toponimo greco gheranos.

Storia

In epoca medievale, Gerano appariva centro assai fiorente economicamente, inserito nella Valle di Giovenziano che abbondava di ricche sorgenti, tanto da fomentare un massiccio incastellamento e un proliferare rapido di feudi in perenne rivalità fra loro.

Lo stesso borgo di Gerano entra in una spirale di contese che ne causa la tripartizione in zone di diverso padrone. Con l’estinguersi del sistema, ecco che la cittadina poté finalmente rivendicare e ottenere una piena autonomia comunale, necessaria per organizzare una gestione politica stabile e un piano di espansione urbana corrente parallelamente a un incremento di edifici rappresentativi soprattutto a livello religioso.

Cosa vedere a Gerano

La Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta precorre i tempi essendo stata fondata intorno all’anno Mille in perfetta simbiosi con la sua torre campanaria, possente e ottemperante ai canoni stilistici del gotico medievale. L’ampliamento in stile rinascimentale si concretizzò durante la prima metà dell’Ottocento sotto la supervisione meticolosa dell’architetto Valadier, supportato tempo dopo dal Castagnola. Lo scrigno venne reso degno di ospitare un tesoro di non poco conto, l’icona miracolosa della Madonna del Cuore dipinta nel 1729 da Sebastiano Conca, la tela della Madonna del Rosario e il reliquario d’argento di Sant’Anatolia, alla quale è dedicata – oltre all’omonima festa di luglio - una bella chiesa situata sulla Via Empolitana. Tale struttura era anticamente una curtis, trasformata nel X secolo in luogo di culto, all’interno della quale risiedono una statua di Sant’Anatolia e affreschi seicenteschi che ne descrivono la vita.

Extra moenia si colloca la Chiesa di San Lorenzo Martire, anch’essa risalente all’anno Mille e rivalutata in elegante rococò grazie al progetto di fine ‘700 studiato da Giulio Camporesi e realizzato da G.F. Fontana. L’aula sfoggia un sontuoso altare maggiore su cui trionfa la pala del Martirio di San Lorenzo firmata dal pittore Domenico Fiorentino. L’organo a canne è ascrivibile al Seicento. Nei sotterranei è presente una cripta in cui riposano i resti di alcuni defunti.

Altri tre elementi caratterizzano il nucleo urbano del borgo e sono la Torre dell’Abate Giovanni V risalente all’XI secolo, il trecentesco Palazzo di Corte e infine la Fontana di Ciocio appartenente al II secolo d.C.

Eventi, sagre e manifestazioni

Esistono a Gerano degli esclusivi spazi espositivi in cui si racconta il folklore vigente fra la popolazione locale, le tradizioni, i mestieri e le vecchie consuetudini. Preminente risulta il museo dell’Infiorata che da oltre due secoli (è dunque la più antica d’Italia) si organizza per celebrare la Madonna del Cuore. Assai pittoresca si palesa la Casa delle antiche scatole di latta, l’unica mostra permanente dello Stivale a narrare anni di storia attraverso un unicum di 700 scatole in cui erano originariamente contenuti biscotti, caramelle, cioccolato e molti altri generi alimentari. Molto più convenzionale ma non meno interessante il Museo della Civiltà Contadina.

Come arrivare a Gerano

Prendere l’Autostrada A24 Roma – L’Aquila, uscire a Castel Madama e seguire le indicazioni per Gerano; arrivati alla stazione di Tivoli, proseguire con le autolinee Cotral fino a destinazione; l’aeroporto di Roma Fiumicino è quello di riferimento.

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