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Vignanello (Lazio): visita al borgo della Tuscia viterbese

Vignanello, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Vignanello trionfa nella Tuscia viterbese quale paese che ha saputo negli anni trarre assoluto vantaggio dal variegato territorio in cui s’adagia, fra colline, forre e corsi d’acqua irroranti le falde orientali dei Monti Cimini. Non una pianura, dunque, bensì un tessuto a densità morfologica permeata essenzialmente dalla presenza di abbondante tufo differenziato in tipologie identificabili con il tufo rosso litoide, il peperino e il tufo bianco di Fabrica.

Origine del nome

Questo è un materiale che ha incontrato i primi consensi presso i Romani in passato di stanza qui, dove la zona brulica di vigneti (ecco spiegato il nome “Vignanello”) sfruttati dalle aziende agricole e vitivinicole dell’area per produrre la punta di diamante dell’enogastronomia locale, il Vino Novello, nettare di Bacco straordinario per sapore e caratteristiche organolettiche.

La storia e il Palazzo Ruspoli

Tornando sulla via maestra del discorso, Vignanello si individua storicamente come avamposto medievale soggetto a feudalità fino al 1816, controllato da importanti famiglie, ultime i Marescotti e i principi Ruspoli. Da loro prende la denominazione il Castello divenuto il simbolo dell’architettura medievale in loco, eppure la struttura risale al 1280, ristrutturata secondo dettami progettuali di Antonio da Sangallo il Giovane nel 1536 e su esplicita volontà del conte Sforza-Marescotti e della suocera Beatrice. Appartiene alla categoria ortodossa dei manieri circondati da fossato, osservante una forma quadrangolare a quattro bastioni esaltati dalle merlature ghibelline, insomma una dimora di rassicurante eleganza e austera imponenza. Nel 1611 sorse grazie alla caparbietà di Ottavia Orsini lo splendido Giardino all’Italiana, un agglomerato di ben 12 parterre rettangolari a siepi miste che si organizzano intorno a una peschiera in peperino e abbracciate da ornamentali piante di limoni. Quest’unicum è ancora intatto nonostante i secoli ed è visitabile.

Cosa vedere a Vignanello

Ai Ruspoli sono pienamente attribuibili i Casini altresì detti Palazzo degli Archi, sintesi edilizia riconoscibile per i cinque archi introduttivi in facciata e i diversi stemmi correlati ai diretti committenti. Tanti altri edifici e monumenti si incontrano anche solo affrontando una breve passeggiata nel centro storico, e fra di essi c’è la Fontana Barocca che nel 1673 cominciò a rifornire di acqua il borgo su iniziativa di Francesco Marescotti.

Di chiese Vignanello è assai fornita, per dirla in libero gergo popolare. Nel ventaglio sacro s’inscrive la Chiesa di Santa Maria della Presentazione, settecentesco luogo di culto realizzato a quattro mani dagli architetti Giovan Battista Contini e Giovan Battista Gazzale, maestranze che sono riuscite a coniugare egregiamente il tuscanico e lo ionico riflessi sulla facciata anticamera di interni apprezzabili soprattutto per la copertura a botte e la zona absidale riservante capolavori d’arte, la Gloria di angeli in stucco dorato, la Madonna col Bambino firmata da Annibale Carracci e la tavola che riunisce la doppia icona della Madonna Orante e del Cristo seduto sulle nuvole, un preziosismo raro di Giovan Francesco D’Avanzarano.

La Chiesa di San Sebastiano è davvero molto ordinaria per estetica, eppure fermarsi alle apparenze sarebbe un errore, per cui si invita il visitatore a varcare la soglia del sagrato così da poter ammirare largamente l’aula interna e la tela che ritrae l’Incoronazione della Vergine fra i santi Francesco e Sebastiano, dipinto del Pomarancio. Molto particolare la Chiesa della Madonna del Pianto, vuoi per la forma circolare non così usuale (gli autoctoni la chiamano infatti “a cchiesa rotonna”) sia per il motivo della sua insorgenza, un miracolo onorato dai vignanellesi tramite l’edificazione appunto del tempio cristiano nel 1785. Si chiude con la Chiesa di San Giovanni Decollato, che si fregia di una bella volta affrescata e di un quadro raffigurante l’Immacolata Concezione.

Eventi, sagre e manifestazioni

Terra di viti, noccioli e ulivi, il comune ha incardinato la propria economia su queste tre eccellenze agroalimentari foriere delle loro derivazioni: le viti danno adito a vini come il Novello, il Greco di Vignanello DOC, il Rulliano e il Vignanello Superiore, gli ulivi un olio dal sapore deciso e i noccioli ottima frutta secca adattissima per la preparazione di dolci e primi piatti. Alla vetrina di gusto si legano eventi che accompagnano la popolazione per tutto l’arco dell’anno, la Festa del Vino ad agosto e la Festa dell’Olio e del Vino Novello a novembre insieme alle festività tradizionali.

Il paese è assurto in più occasioni a location cinematografica asservita alla riprese di film e serie tv di rilievo: alla prima categoria appartiene il famoso "Duello nella Sila" girato da Umberto Lenzi nel 1962, alla seconda "I Medici", fiction di successo in onda su Rai 1 nel 2016 e nel 2018.

Come arrivare a Vignanello

Da Roma si percorre la Cassia Bis per poi uscire a Civita Castellana e proseguire sulla Cassia Cimina tenendo d’occhio le indicazioni per Caprarola-Fabbrica di Roma-Vignanello; la stazione di Vignanello si pone sulla linea ferroviaria Civita Castellana – Viterbo; l’aeroporto di riferimento è il “Leonardo Da Vinci” di Roma, a ca. 120 km dal paese.

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