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Collalto Sabino (Lazio): il Castello e la visita al borgo

Collalto Sabino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Non potrebbe essere più ovvia l’origine del nome Collalto, che va a individuare un antico paese di appena 400 abitanti incastonato nella provincia di Rieti. Ebbene, tale nome deriva dal latino Collis Altus, ovvero il colle sul quale il borgo erge le proprie graziose casupole.

Storia

I Collalto, al contempo, furono i primi signori della siffatta baronia. La nascita è comunque da collocare all’incirca nel 900 d.C., secolo di predoni, invasioni da parte dei saraceni e traslazioni di popolazioni in cerca di un rifugio sicuro. A quell’epoca Collalto Sabino si apprestava a diventare in tutto e per tutto un feudo inserito in un intricato circuito di cessioni, passaggi di proprietà e vendite che interessarono casate importanti, fra queste i Soderini e i Barberini. Da un padrone all’altro, il paese riuscì tuttavia ad acquisire pian piano una chiara identità, superare il travagliato periodo del brigantaggio e infine aderire al Regno d’Italia.

Il Castello di Collalto

La straordinarietà di Collalto Sabino – annoverato fra I borghi più belli d’Italia dal 2002 - sta nella sua immutabilità, nel suo aver attraversato in maniera disinvolta le avversità storiche conservando un’evidente memoria di sé tanto tangibile quando espressamente denotabile anche solo da un singolo elemento, la cinta muraria che delimita il borgo tutto raccolto intorno al simbolo dell’abitato, il castello. Ristrutturato su commissione del barone Alfonso Soderini, attualmente si attesta su un’estetica tipicamente settecentesca che definisce un complesso fortilizio dotato di torre centrale quadrata e due torri angolari. Rimangono ancora tracce del tempo in cui il maniero venne utilizzato come fortezza militare. Notevoli il parco interno al quale è annesso il vecchio pozzo e il mastio occupante la posizione somma che, qualora raggiunta dal turista, regala una vista mozzafiato sul paese e tutto il circondario contraddistinto da alberi, selve e un totale di 34 paesi visibili senza difficoltà nelle giornate più terse.

La Rocca – la cui proprietà è detenuta dal 2013 dal gruppo maltese Global Capital ma attualmente proposta alla vendita - è però soltanto la punta dell’iceberg perché la località desidera mostrarsi al turista in una desunta semplicità fatta di case di pietra antica che si fregiano di splendidi portali, stradine anguste ma piacevoli da percorrere, vicoletti e piazzette su cui regna un silenzio irreale, una quiete che entra ed esce fino a raggiungere un hinterland rappresentato da boschi freschi e verdi costituenti la vegetazione principe della montagna (non si è detto che Collalto si trova a un’altitudine di 980 metri s.l.m.), selvaggia e incontaminata.

Cosa vedere a Collalto

In Piazza della Podesteria (siamo dunque rientrati nel centro storico) si fa ammirare una bella fontana ottagonale quale elemento d’arredo urbanistico assai prezioso, introduttore di edifici peculiari quali Palazzo Latini eretto fra il XIII e il XVII secolo, e la Parrocchiale di Santa Lucia datata XI secolo, luogo di culto inscritto in un cimitero e geloso di uno splendido affresco cinquecentesco conservato fra le sue mura. Il Convento di Santa Maria e le rovine del castello di Montegliano si ritrovano fuori del reticolo urbano, un po’ ai margini oltre i quali un sentiero conduce alla cima del Monte San Giovanni presieduta dai resti di una vetusta abbazia.

Sono tante le attività che il mirabile territorio di Collalto permette di praticare e la vicinanza al lago di Turano è l’incentivo massimo per passare la giornata all’aria aperta compiendo passeggiate, oppure facendo trekking o sci nautico sulle acque lacustri ove anche la pesca sportiva è da considerare nel caleidoscopio dei divertimenti. Se la passeggiata mette fame, potete sempre effettuare soste tattiche facendo tappa in qualche frazione ove gustare frutta di stagione, miele, assaggini di formaggio e salumi biologici è la prassi più goduriosa e salutare. Oh, ma non è finita, anzi abbiamo appena cominciato. Accolti in una delle tante rustiche trattorie, sarete ansiosi di accedere a un ricettacolo di sapori inimitabili, pietanze tra cui spuntano la polenta alla spianatora con spuntature di maiale, i frascarelli con gli sfrizzoli, zuppe di fave, minestra coi fagioli e salsicce di cinghiale, insomma un paradiso per il palato.

Inoltre tenete a mente che il borgo s’inscrive nel paesaggio tessuto dal Parco Regionale del Monte Cervia e del Monte Navegna, insolito campionario naturalistico di boschetti, placidi laghi, gole, torrenti e poi mulini, ponti, eremi e casali toccati da suggestivi tratturi. Si cammina, si corre, si osserva perché si è voraci di bellezza e poi… è ancora il tempo di qualche scorpacciata di pizza ‘nfranscata e squisiti dolci come i ciammeglitti, i mostaccioli e le crostate farcite con marmellata di prima scelta.

Eventi, sagre e manifestazioni

Facile allora immaginare che gli eventi organizzati a Collalto Sabino siano un tripudio di piaceri svincolati da qualunque greve pensiero. La quasi totalità delle feste abbraccia l’omaggio sacro, si vedano la Festa di Sant’Antonio a gennaio e giugno, la Festa di San Gregorio a settembre e le processioni dedicate alla Madonna dell’Annunziata e alla Madonna Addolorata rispettivamente a marzo e ottobre. Un dicembre caldo dà il benvenuto ospitando Il paese di Babbo Natale, agglomerato di degustazioni, mercatini e tanto divertimento in ogni ordine e genere.

Come arrivare a Collalto Sabino

In auto s’imbocchi l’Autostrada del Sole A1 in direzione Roma, si proceda sull’Autostrada A24 seguendo per Rieti fino a Collalto Sabino raggiungibile con la SS 4; la stazione ferroviaria più vicina è a Carsoli, 10 km ca. da Collalto collegata da autobus Cotral; l’aeroporto di Roma Ciampino dista 74 km dalla località.

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