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Capranica Prenestina (Lazio): visita al borgo sui Monti Prenestini

Capranica Prenestina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Abbarbicato tra i Monti Prenestini che confezionano un fitto scorcio boschivo del Lazio elevato (tempestato di pini, abeti, faggi e querce), Capranica Prenestina può essere definito un piccolo diamante dell’hinterland romano, uno dei borghi del Lazio che della Capitale ha seguito e subito la secolare storia medievale crescendo grazie al favore delle famiglie nobiliari abitanti in loco per lungo tempo, in particolare i Colonna e i Capranica.

Cosa vedere

È a questi ultimi che si devono le erezioni di maggior pregio in campo architettonico, citiamo dunque la Chiesa di Santa Maria Maddalena (XII secolo, sfoggia all’esterno una grande cupola attribuita agli allievi del Bramante e all’interno l’affresco raffigurante la Gloria di Santa Maria Maddalena dipinto da Vincenzo Stringelli e Carlo Anellini) con il suo campanile unica parte ancora originale e Palazzo Barberini, complesso cinquecentesco attuale sede comunale e ospitante l’annesso Museo Civico.

A Capranica è davvero facile ritemprarsi, immergersi in un paesaggio di nobile flora e in un’atmosfera caratterizzata dalle eco di ritorno di una storia che ci consegna oggi patrimoni ispessiti da singolari monumenti, imponenti edifici e manufatti artistici considerevoli. Casette silenziose, stradine ripide e vicoletti acciottolati tessono la tela ricamata dentro e fuori l’abitato, dove solo un manipolo di persone vive e s’adopera, forse 343, probabilmente meno. C’è infinita quiete tenendo conto della pochezza di voci, un clima strano ma allo stesso tempo avvolto dall’incanto al pari della piazza principale del paese, poco distante dalla quale s’erge smaniosa la Chiesa della Madonna delle Grazie, dotata di una scenografica gradinata di pietra sormontata da un trionfante portale. La piazza è l’ovvio cuore della località, e il fulcro del divertimento collettivo è vicinissimo, corrispondente a un’area parcale di 6.000 mq condensante campi da pallavolo, da bocce, tavoli da biliardo e ping-pong, tanti giochi per intrattenere i bambini, punti ristoro e persino una pista da ballo per giovani e attempati.

I dintorni

Dal centro storico si dipana tutta una serie di sentieri dalla capillare ramificazione. Utili a fini escursionistici il Sentiero della Tradizione ai Castagneti (lo avete intuito, indaga da vicino la coltivazione delle castagne, massiccia in questi luoghi) e il Sentiero delle Creste conducente alla frazione Guadagnolo, borgo più alto del Lazio (1.218 metri) e location della Sagra della Ricotta puntualmente proposta nella tarda primavera. Simboli della frazione risultano essere la Chiesa di San Giacomo Apostolo e il Monumento al Gesù Redentore inaugurato nel 1903, poi sostituito da un analogo in bronzo a causa della sua distruzione a opera di un fulmine nel 1955. Il Museo Civico dei Monti Prenestini si può e deve considerare esso stesso un sentiero, in vero un percorso atto a stimolare interesse e interattività così da avvicinare turisti e cittadini all’amore per la natura e le sue plurime sfaccettature. Che si cammini, si trotti a dorso di cavallo o si pedali, la gita finisce sempre con l'essere una delle esperienze più belle per un visitatore.

Bisogna camminare lesti e armati di santa pazienza per raggiungere il luogo di culto mariano più vecchio d’Italia, là a un’altitudine di 1.020 metri a picco sulla Valle del Giovenzano: si tratta del Santuario di Santa Maria della Vulturella (dal latino vultur, che significa "avvoltoio" ed è dunque stato rinominato Mentorella). Il complesso sacro annovera un convento, una chiesa, una cappella e un cimitero. La statua della Vergine è ubicata nel ciborio ed è stata oggetto di venerazione anche da parte di papa Giovanni Paolo II, che più volte si è recato in pellegrinaggio al santuario.

Eventi, sagre e manifestazioni

Molto più alla portata in termini di distanza, la Chiesa di San Rocco è il punto di partenza e arrivo della processione del 16 agosto in occasione della Festa Patronale, una festa solenne di musica e religiosità espresse con gioia e riflessione. Agosto è poi il mese della Corsa delle Conche disputata da sole donne intente a sfidarsi portando ciascuna una conca d’acqua sulla testa.

Dall’arte sacra alla cucina il passo è breve, semplicemente per il fatto che ogni risorsa del buon Dio si traduce a Capranica in una pangea di sapori che trova determinazione nelle tipicità coccolate dalla tradizione. Una qualunque trattoria o agriturismo del posto non si esime dall’includere nel proprio menù le lane pelose – fettuccine di farina integrale abbinate a sughi molto piccanti, da degustare in occasione della Sagra delle Lane a ottobre – e i tagliolini con fagioli, oltre naturalmente a molteplici portate esaltate dall’impiego di un ingrediente mai mancante, la castagna. A lei viene dedicata ogni anno a novembre la Sagra della Mosciarella, che illustra il lungo processo di lavorazione della castagna secca, tassello fondamentale della tradizione gastronomica territoriale. A dicembre si festeggia l’Avvento con il suggestivo Presepio Vivente.

Come arrivare a Capranica Prenestina

Da Roma bisogna percorrere via Casilina fino a Palestrina e da qui seguire le indicazioni per il paese; arrivando da fuori Capitale, imboccare l’Autostrada A1 Roma – Napoli, uscire a San Cesareo e seguire per Palestrina/Capranica Prenestina; dalla stazione Anagnina di Roma salire sull’autobus Cotral fino a Palestrina e poi navetta fino a destinazione; l’aeroporto di Roma Fiumicino è quello di riferimento.

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