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Pico (Lazio): il Castello Farnese e la visita al borgo

Pico, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Pico in provincia di Frosinone è una realtà laziale che sfrutta paesaggi camaleontici in cui i colori fanno capolino nell’armonica alternanza di pianura e collina entro un territorio molto particolare dal punto di vista morfologico. Tra imponenti rilievi come il Monte Pota e il Monte Sordo scorrono vie fluviali che irrigano a dovere il tessuto geologico avendo già formato dei ristagni utilizzati specialmente nell’agricoltura che permea parte dell’economia comunale cui partecipano i quasi 3.000 abitanti del paese.

Storia

Il nome di breve pronuncia sembra indicare pragmatismo e solerzia, deriva dal celtico pik, coniato probabilmente nel 589 a.C. sotto i Longobardi seppur Pico sia stato ufficialmente fondato non prima del 1049, periodo in cui la presenza di un castello ne fece da subito un castrum caldeggiante lo sviluppo di un borgo srotolato intorno alla rocca posta su uno sperone roccioso.

Il borgo e il castello

Il centro storico ha conservato nel tempo la matrice medievale del borgo e una struttura mai alterata né edulcorata, anzi preservata come lo sono a oggi le stradine concentriche unite da scalinate intorno al Castello Farnese che vede la protezione di una primigenia cinta muraria con le quattro porte d’accesso, la più evidente delle quali è Porta San Rocco. Una visione molto peculiare che Eugenio Montale seppe rendere al meglio nel 1939 con il componimento Elegia di Pico Farnese, contenente parole di vivida suggestione, parole come queste: “Strade e scale che salgono a piramide, fitte d’intagli, ragnateli di sasso […]”.

La storia ci consegna anche un altro ritratto letterariamente autorevole dello scrittore autoctono Tommaso Landolfi, che riteneva il paese che gli aveva dato i natali “un minuscolo borgo sperduto tra le montagne […]”.

Cosa vedere a Pico

L’intellettuale è celebrato a Pico con un Parco Letterario istituito nel 2014 che riassume le principali tappe esistenziali e professionali di questo emblematico personaggio. Al romanticismo di una riconosciuta paternità si deve altresì riconoscere una parentesi drammatica che la cronaca di guerra ha voluto imporre, gli accadimenti che interessarono il comune a causa del suo disporsi lungo la Linea Gustav, un’ubicazione avversa che portò morte e distruzione all’abitato e la pronta reazione della popolazione, insignita successivamente alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale della Medaglia d’Argento al Merito Civile.

Pico è entrato di diritto nel prestigioso elenco de I Borghi più belli d’Italia per una bellezza discreta, esaltata dalla silhouette del Castello Farnese, non appariscente ma fortemente evocativa, imperniata su aree verdi di largo respiro e caricate di valore favolistico nella concentrazione territoriale del Parco Naturale dei Monti Aurunci nel quale il comune si trova immerso. È poi apprezzabilissimo il livello raggiunto dal paese nell’ambito specifico della sostenibilità ambientale, un tratto che, soprattutto in ottica turistica, non va sottovalutato ma anzi esaltato.

Eventi, manifestazioni, dintorni e prodotti tipici

La purezza innocente del borgo fa da sfondo solo apparentemente ossimorico al concitato Rally di Pico, che ogni primo weekend di settembre porta il rombo di motori direttamente sulla piazza centrale del comune, un evento che ha saputo ben consolidarsi in quasi quarant’anni di vita. Non abbiate timore, del rumore non risentono quei monumenti che beneficiano di un sacro silenzio tutto l’anno, l’Abbazia di Montecassino, il Castello Farnese e la Chiesa di Sant’Antonino Martire, un trittico di monumenti molto significativo e gelosamente custodito.

Il paese è peraltro custode di una tradizione che osanna l’enogastronomia più rurale, quella che avvicina le generazioni al gusto per la buona tavola nonché alla buona compagnia conviviale: olio, vino, salami, pancetta fanno da protagonisti insieme a chicche quali la salsiccia speziata, i formaggi di capra e bovino, infine le sagnette coi fagioli. La cultura contadina fa ancora eco con le squisite e genuine minestre d’antico sapore e le lumache aromatizzate con la mentuccia.

Come arrivare a Pico

Si percorre l’Autostrada A1 fino al casello di Ceprano, per poi imboccare la SS 82 San Giovanni Incarico – Pico; in treno conviene arrivare a Frosinone e sfruttare poi i collegamenti degli autobus Cotral; Roma Ciampino risulta essere l’aeroporto di riferimento.

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