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Subiaco (Lazio): il borgo e i suoi Monasteri Benedettini

Subiaco, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Paese non poi così piccolo come potrebbe sembrare (quasi 9.000 abitanti vi risiedono), Subiaco splende di proba bellezza in un angolo di terra entro l’hinterland di Roma essendosi affermato nell’alta Valle dell’Aniene, a un’altitudine di 400 metri s.l.m., come uno dei nuclei urbani più significativi del Lazio, forte di storici monasteri, un’architettura pervasiva e scorci paesaggistici invidiabili. La sua valigia di meraviglie gli ha inoltre fatto guadagnare l’ingresso nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Storia

Gli Equi furono i primi a insediarsi nella località, seguiti dai Romani, autori di un’articolata rete idrica sfruttante il corso del fiume Aniene, sublimi innovatori in un’area fino a quel momento piuttosto arretrata. L’imperatore Nerone lasciò nella neonata colonia la sua impronta facendo costruire una villa di pingue lusso, la Sublaqueum, destinata a essere però solo un vezzo estemporaneo e dunque abbandonata dopo non molto tempo.

Ci pensò Benedetto da Norcia nel V secolo a “riciclarla”, fondando un monastero cui ne seguirono altri dodici, aventi lo scopo di diffondere rapidamente il Cristianesimo in quelle zone. I Saraceni li rasero al suolo quasi tutti, eccetto il Sacro Speco e il Monastero di Santa Scolastica, vera e propria istituzione a livello feudale che diede il là al saldo dominio della Chiesa e al suo esercizio del potere spirituale sulla popolazione della regione.

L’antica Chiesa di San Lorenzo divenne un simbolo, seguita dalla Rocca Abbaziale che dal XI secolo ha espletato le funzioni di castello a controllo dell’intera valle. A fare notizia fu comunque il Monastero di Santa Scolastica, entro la quale due allievi di Gutenberg installarono la prima tipografia in territorio italico, foriera del primo libro stampato nello Stivale tramite i caratteri mobili. Un motivo in più per la Santa Sede di dare valore al suo fulgido possedimento, così a Subiaco Papa Pio VI si prodigò nel dare impulso perpetuo a uno sviluppo inesorabile, ampliando la preesistente cartiera, istituendo la Biblioteca pubblica, restaurando la Rocca e facendo costruire la Chiesa di Sant’Andrea e l’annesso seminario.

Siamo, per la cronaca, nella seconda metà del ‘700, l’epoca d’oro della cittadina, che si interruppe con l’occupazione depredatoria dei Francesi e gli scontri risorgimentali, dopo i quali Subiaco si annesse al Regno d’Italia costituendosi comune autonomo. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, recante diverse devastazioni e depauperazioni, la località potè lanciarsi definitivamente nel panorama turistico, liberando appieno la sua voglia di farsi conoscere esteticamente, culturalmente e folcloristicamente.

Cosa vedere

Radiografando in sintesi il tessuto architettonico sopravvissuto al turbolento viatico, si offrono alla contemplazione dei visitatori i due monumenti nazionali, il Monastero di Santa Scolastica con i suoi tre eccezionali chiostri ariosi (il primo è cosmatesco, il secondo gotico e il terzo tardo rinascimentale, elementi che hanno contribuito a far guadagnare al complesso monasteriale la dignità di basilica minore) e il Monastero di San Benedetto (sovra menzionato Sacro Speco, scrigno d’arte contenente la Chiesa Superiore del XIII secolo, la Chiesa Inferiore del medesimo periodo, la Cappella di San Gregorio Magno, la Cappella della Madonna e la Grotta dei Pastori, dove San Benedetto istruiva appunto i pastori del circondario), la trecentesca Chiesa di San Francesco e l’omonimo ponte, le chiese neoclassiche di Sant’Andrea e Santa Maria della Valle, infine la Rocca Abbaziale meglio conosciuta come Rocca dei Borgia, trionfante sulla ripida collina che domina lo skyline di Subiaco.

Da vedere al suo interno l’appartamento Colonna, il Salone dei Banchetti e l’appartamento Braschi. Ci si mette in fila anche per conoscere gli albori della stampa in Italia, visitando il MACS – Museo delle Attività Cartarie e Stampa, ricco percorso multimediale e interattivo composto da testi, video installazioni e riproduzioni di strumenti d’epoca. Si trova nelle sale inferiori della Rocca. Tutte queste fantastiche esemplari ancelle dell’architettura antico-medievale vanno viste poiché una mera descrizione testuale non basta a rendere appieno l’idea della loro estasiante magnificenza.

D'estate non vi perdete un'escursione al lago di San Benedetto dove rinfrescarsi sotto alla sua cascata.

Bella tanto d’estate quanto d’inverno, la località si prende tutta la torta turistica, sfoggiando aree naturalistiche prese letteralmente d’assalto anche nelle stagioni fredde: i Monti Simbruini, il Parco Naturale Regionale dell’Appennino e il Monte Livata rimpinguano l’offerta e quest’ultimo, specialmente, si presta a ospitare stazioni sciistiche e rifugi come il Monna dell’Orso, assai gettonato nei periodi di forti precipitazioni nevose.

Come arrivare

Da Roma, percorrere in auto l’Autostrada A24 Roma-L’Aquila, uscire a Vicovaro-Mandela, prendere la SS 5 Tiburtina-Valeria fino al bivio con Arsoli, da cui si imbocca la via Sublacense; il treno ferma alle stazioni di Mandela e Carsoli, poste sulla linea FM2 Roma-Pescara; in autobus le navette Cotral coprono la tratta Roma-Subiaco partendo dalla stazione della Metro B di Ponte Mammolo; Roma Fiumicino risulta essere l’aeroporto di riferimento.
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