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San Mauro Pascoli (Romagna): nei luoghi del poeta dalla casa natale a Villa Torlonia

Comune italiano di 11.587 abitanti in provincia di Forlì - Cesena, San Mauro di Romagna beneficia di una svolta nomenclativa nel 1932, anno in cui perde il complemento di specificazione e un Regio Decreto lo sostituisce con Pascoli in onore del celeberrimo pittore Giovanni, nato in queste terre il 31 dicembre 1855.

I natali di un personaggio così illustre rispolverano dunque una bellezza che spesso la storia tende a sporcare con eventi speculari o, per lo meno, molto simili fra loro, tali da creare pericolosi anonimati di didascalica memoria. Tale è il prestigio assunto da questa cittadina che nemmeno la rifondazione post seconda guerra mondiale ha potuto inficiarne il naturale progredire, ovvero uno sviluppo urbano costante e parallelo a quello economico relazionato agli ambiti agricolo e calzaturiero, senza contare l’incremento turistico dovuto in particolar modo al potenziamento delle strutture entro i confini della frazione di San Mauro Mare, dove prendono posto 38 alberghi, 300 appartamenti e un campeggio in grado di soddisfare i turisti desiderosi di mare e relax da spiaggia, ben 700 metri di litorale completo di servizi, aree verdi e attrezzature sportive.

La costa, tuttavia, non è che uno sbocco flebile rispetto a una complessiva ricchezza infusa al centro cittadino da un patrimonio artistico-culturale facente capo, obbligatoriamente, al Museo di Casa Pascoli, nominato Monumento Nazionale dal 1924. Fra le mura di questa dimora si evolvette l’infanzia (e parte della giovinezza) del poeta Pascoli, il quale rimase sempre legato affettivamente al domicilio genitoriale: l’ambiente interno affascina per la sua semplicità e cattura lo spettatore con elementi rustici che adornano la cucina, uno studio in cui contemplare rare edizioni delle opere letterarie scritte dal famoso autore, una camera da letto, la vecchia culla in legno e un busto bronzeo del letterato, complemento che introduce al giardino esterno, luogo privilegiato per visite guidate e manifestazioni di vario tipo.

Villa Torlonia, denominata La Torre, rappresenta un altro sito estremamente significativo per l’educazione poetica del Pascoli: qui egli vide tornare la cavallina storna con il corpo del padre assassinato da sconosciuti nel 1867. Fattoria al tempo, con la famiglia Torlonia assurse ad azienda agricola di rilievo, oggetto di contese e combutte fino all’acquisizione del territorio tutto a singoli privati, successivamente cedenti alla proprietà comunale nel 1983, la quale fu solo un bene per la struttura, rivalorizzata, restaurata e consegnata all’ammirazione pubblica.

Esulando dalla sfera pascoliana, che si esaurisce con il Mausoleo di famiglia, altri edifici civili molto interessanti si snodano dal Palazzo municipale per sfumare gradualmente in edifici religiosi, cui fa capo l’ex oratorio dedicato a San Sebastiano. Somma attenzione merita la Cappella della Madonna dell’Acqua, che pare risalga al 1616 conservando quale parte originale soltanto l’abside, sopravvissuta alle devastazioni del secondo conflitto. La chiesetta sfoggia un manufatto in pietra grigia che riassume per sommi capi la produzione letteraria di Giovanni Pascoli, pur avendo un occhio di riguardo verso la memoria dei caduti di tutte le guerre, celebrata più nello specifico da un pannello storico inaugurato nel 2012.

San Mauro Pascoli s’ammanta di storia quanto di economia viva di stampo tradizionale: è, infatti, soprannominato “paese dei calzolai” in quanto importante centro di produzione di calzature sostenuto dalle idee e dalla fatica di generazioni di artigiani che seguitano a gestire oltre 120 aziende di caratura internazionale, con una capacità di esportazione di ca. 10 milioni di paia di scarpe destinate al mercato estero, considerando altri 5 milioni per il consumo nazionale.

Questo è un luogo dove si respira aria nostrana ravvivata da eventi folcloristici che scandiscono un anno difficilmente suscettibile alla noia: il Palio del Ciabattino, nel terzo weekend di settembre, riunisce in gran festa tutti i 12 rioni del paese, evento preceduto a giugno dalla grande esposizione dei macchinari agricoli d’epoca; la tradizione romagnola si tuffa a capofitto nella festa de bagòin ma la tora, un ritrovo invernale (si svolge a gennaio) all’insegna di una tavola composta da piatti tipici a base di carne di maiale. La festa principe è dedicata il 25 ottobre a San Crispino, protettore dei calzolai.

Come Arrivare
La località si può facilmente raggiungere una volta arrivati a Forlì: la SS 9 via Emilia verso Forlimpopoli attraversa poi i comuni di Cesena e Savignano sul Rubicone per approdare a San Mauro Pascoli.

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