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Nonantola (Emilia-Romagna): l'Abbazia e la visita alla cittą del modenese

Nonantola, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nonantola dista pressappoco 10 km da Modena ed è una città che sul suolo pingue dell’Emilia-Romagna si può definire “pragmatica” in termini di ordine urbanistico, imbellettatura architettonica e lignaggio storico.

L'Abbazia

Proprio quest’ultimo è dipeso quasi totalmente dal gioiello del borgo, l’Abbazia di San Silvestro, una decana che ha per così dire cavalcato i secoli dall’epoca longobarda ai giorni nostri, parliamo dunque di tanto, tanto tempo. Il complesso sacro vanta una fondazione antica, risalente al 752 d.C., insorgenza testimoniata dalla presenza di capitelli ascrivibili a quella data. Tutto il resto della struttura ha subito nel corso degli anni molteplici rimaneggiamenti, per cui oggi sia la basilica che il monastero sono identificabili attraverso tratti estetici propri del canone romanico. Tale rivalutazione stilistica si deve a un terremoto che distrusse gran parte dell’edificio necessitando una parziale ricostruzione nel 1121: da un’attenta osservazione si evince che il soffitto a capriate è stato sostituito da un soffitto a volte, la facciata presenta una veste barocca e il campanile va a costituire un elemento complementare fiancheggiante l’abside maggiore a ridosso della cripta interrata – composta da ben 64 colonne, 22 semicolonne e 36 capitelli antecedenti il XII secolo - laddove l’interno intonacato rivela una complessiva seconda mano realizzativa.

In sintesi, va tuttavia precisato che l’abbazia ha mantenuto l’aspetto medievale e l’affascinante vestibolo si fregia di una scenografica introduzione incarnata da uno stupefacente portale contraddistinto da un protiro sostenuto da leoni stilofori e coadiuvato da stipiti slanciati e un archivolto marmoreo assai pregiato. Connessi al complesso sono l’Archivio Abbaziale (conserva 4.500 pergamene, protocolli, atti notarili, registri e altri preziosi documenti) e il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano d’Arte Sacra (tra i pezzi eclatanti annovera la reliquia della Santa Croce e l’Evangelistario di Matilde di Canossa).

Del compendio religioso tradotto in monumento fa altresì parte la Pieve di San Michele Arcangelo, esemplare comprensorio sacro extra moenia anch’esso massicciamente alterato, nato romanico e divenuto barocco, poi restituito alla primigenia concezione seppur orfano di alcune absidi (sopravvissute la mediana e la meridionale). Le navate si mostrano intervallate da piloni settecenteschi. Anche in questo caso è presente una cripta. Fuor delle mura (virtualmente parlando in quanto la cinta ormai non esiste più) giace peraltro la Chiesa di Santa Maria, inizialmente casa d’accoglienza che a partire dal ‘300 dava ospitalità a poveri, malati e pellegrini. L’ambiente ecclesiastico, reintitolato a Maria Maddalena, venne sfruttato durante la Prima Guerra Mondiale come ricovero per militari, poi fu abbandonato salvo essere restaurato e riconsacrato nel 2004.

Cosa vedere a Nonantola

Passeggiando per il centro storico si notano i cardini caratteristici dell’era medievale, che di fatto ha permeato l’intero genius loci della cittadina, e per imponenza e bellezza spiccano la Torre dei Modenesi (la si conosce anche come Torre Vecchia o dell’Orologio) e la Torre dei Bolognesi soprannominata “Rocca”. La prima, del 1261, è la prova che Modena ha sempre ambito al controllo di Nonantola parallelamente a Bologna e specialmente nel periodo più sordido e controverso della disputa politico-religiosa fra Guelfi e Ghibellini. A base quadrata, si divide in 5 piani per un totale di 30,5 metri d’altezza, custodisce la campana comunale, mostra l’orologio su uno dei lati e su un altro, quello est, una Madonna col Bambino affrescata nel 1980 dal Buffagni. La Torre dei Bolognesi, datata 1307, è più alta di 3 metri e s’erge proprio dove si trovava la porta del castello, murata insieme a una lapide marmorea capace di raccontare le vicissitudini legate alla conquista di Nonantola. Naturalmente si è riusciti a riesumare il prezioso cimelio le cui iscrizioni riaprono l’interessantissima finestra sulla storia.

Lungo Via Roma si incontra Casa Previdi, edificio neoclassico di cui era proprietario nel XIX secolo l’avvocato Stanislao Previdi. Di questa costruzione non si ha purtroppo la possibilità di visitare l’interno, ma la facciata riesce a sopperire a tale mancanza facendosi sinceramente apprezzare grazie a costituenti decorativi assai speciali, vedasi su tutti la lunetta in cui è ritratto l’incontro fra Dante Alighieri e il Cacciaguida: la raffigurazione non è fine a se stessa, infatti si presume che il Previdi abbia voluto aggiungere un ulteriore accento sulla presunta origine nonantolana della famiglia del sommo scrittore. Che sia vero o no, l’ipotesi rimane certamente suggestiva.

Vale poi la pena di ammirare il rinascimentale Palazzo Sertorio, residenza estiva riconvertita in agglomerato emergenziale di appartamenti per poco abbienti fino al 1916. Oggi ribadisce il proprio valore di monumento affacciato su Piazza Liberazione, costituendone una pietra miliare con gli ampi portici archivoltati, le finestre ellittiche in prossimità del sottotetto e lo scalone che conduce al piano nobile. Una bella Madonna del Rosario fa la sua comparsa nella parte inferiore del portico d’ingresso. La piazza, odierno cuore di Nonantola, era dapprima un cimitero parrocchiale e a suffragio di questo vi sono i risultati di scavi archeologici atti a riesumare qualcosa come 180 tombe.

Palazzo Salimbeni ospita gli uffici comunali, prevede di rimando un accesso libero e val bene allora approfittarne per visitare la Sala delle Colonne e degli Affreschi, lo spazio identificabile tempo addietro con l’ex refettorio dell’Abbazia di Nonantola. La torretta quadrata che si staglia verso l’alto è attuale sede dell’acetaia comunale. Da non trascurare il Giardino Comunale “Perla Verde”, in cui si è pensato di allestire un percorso costellato di cippi segnavia aventi la funzione di sottolineare la valenza di Nonantola a "terra di confine". Da vedere oltre a questi anche le tre sculture allegoriche realizzate dagli artisti Ingeborg Hunzinger e Paolo Sighinolfi.

Ai due lati della Piazzetta del Pozzo sono ubicati i cosiddetti Palazzi della Partecipanza, un dittico composto dalla Residenza Vecchia e dalla Residenza Nuova, connesse entrambe alla storia della Partecipanza Agraria. Per vedere qualcosa di più grandioso e appagante per gli occhi occorre portarsi al cospetto della sontuosa Villa Emma, dimora nobiliare di fine ‘800 progettata all’epoca dall’architetto Vincenzo Maestri, comprensiva di tre corpi di fabbrica d’ispirazione chiaramente classica, corredati di fulgide logge, archi scenografici e finestre. Se ora la villa si presta a essere utilizzata per convegni, feste e ricevimenti, storicamente è stata protagonista di un episodio storico che racconta di 73 profughi ebrei soggetti a persecuzione nazista capaci di nascondere qui tanti ebrei per poi riuscire a farli fuggire. Ciò avveniva nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Nonantola si festeggia il Saint Patrick’s day in occasione di Irlanda in Festa nel mese di marzo, ma molti sono gli eventi che assecondano la voglia irrefrenabile di divertirsi scacciando la noia, con tanti piccoli appuntamenti quali il Mercatino del Riuso, il Mercatino dell’Usato di Qualità, la kermesse Natale a Nonantola e il tour delle Acetaie Aperte a settembre. I prodotti tipici locali vengono portati in trionfo durante la manifestazione nota come Soghi, Saba e Savor, con la quale la popolazione dà il proprio personale benvenuto alla stagione autunnale.

Come arrivare a Nonantola

Dalla città di Modena imboccare in auto la SP 255 diretta a Nonantola; se si arriva da fuori si possono prendere l’Autostrada del Brennero A22 (uscita a Campogalliano e proseguimento sulla tangenziale fino all’uscita in direzione Nonantola) oppure l’Autostrada A14 Adriatica verso Bologna con sbocca sulla A1 dalla quale si esce a Modena sud per intraprendere prima la SP 623 e poi la SP 255; dalla stazione ferroviaria di Modena si continua a bordo degli autobus SETA o ACFT; l’aeroporto più vicino dista 33 km ed è quello di Bologna.

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