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Cortemaggiore (Emilia-Romagna): la cittadina del petrolio in provincia di Piacenza

Cortemaggiore, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Immerso nel territorio conosciuto come la "Bassa Piacentina", a ca. 20 km da Piacenza, Cortemaggiore ha mantenuta intatta l’identificativa connotazione di borgo rinascimentale perfettamente armonizzato nel contesto pianeggiante dell’Emilia-Romagna.

Storia

La cittadina si trova in quei luoghi dove nel 1479 avvenne la sua fondazione (seppur la primigenia nascita si attesti in epoca romana, con un decorso nel periodo feudale) promossa da Gian Ludovico Pallavicino, padrone di una potente e fiorente signoria fra le più altolocate del XV secolo.

Il petrolio di Cortemaggiore

Al secolo dei fasti rinascimentali si rimanda l’espansività dell’intero corredo culturale, ma sotto il profilo economico è nel 1949 che assistiamo a una proficua dilatazione accordata alla scoperta di un ricco giacimento di petrolio, esaltato dall’imprenditore Enrico Mattei e utilizzato dall’entourage dell’Agip per sintetizzare una benzina divenuta famosa con il nome di Supercortemaggiore. Il borgo è passato oltre e ha più volte conferito importanza ai suoi tesoretti artistici, corollario di memorabilia per le quali Cortemaggiore si è guadagnata il titolo di Città d’arte nel 1997.

Cosa vedere a Cortemaggiore

Il centro storico risulta oggi l’apice di una strutturazione urbana ordinata e significativa in virtù di uno scacchiere di strade coerenti, ampie, fiancheggiate da portici di cui si fregia peraltro Piazza Grande, cuore contornato da vestigia architettoniche uniche come il Municipio e la bella Basilica di Santa Maria delle Grazie. Le menzioni del patrimonio s’estendono all’austero Palazzo Pallavicino, al Teatro Eleonora Duse in tepor neoclassico e a tutte quelle chiese i cui campanili s’ergono fino quasi a voler toccare il cielo tempestando di meraviglie il panorama fremente dello splendore del passato cittadino.

Siamo al cospetto della cosiddetta "Città ideale" rinascimentale, un Santo Graal di ingegneri e architetti che per anni hanno studiato una forma ubis pronta a essere applicata al modernismo urbano. Cortemaggiore era una cittadella fortificata con tanto di Rocca (oggi andata perduta) e porte d’ingresso, insomma un vanto dello Stato Pallavicino che va indagato con occhi di turista attraversando la spaziosa Via Centrale lungo la quale corrono gli alti portici ospitanti ogni mese da oltre vent’anni a questa parte la risonante Mostra mercato dell’antiquariato e cose d’altri tempi.

Dunque vediamoli questi tesoretti, anzi illustriamoli partendo dall’edificio religioso più rilevante, la quattrocentesca Basilica di Santa Maria delle Grazie. D’impianto gotico ma con facciata ottocentesca, è stata ampliata nel Seicento introducendovi un nuovo altare maggiore, grandi cappelle laterali e un campanile nella parte posteriore della struttura. All’interno è paradigmatica la presenza delle spoglie di Gian Ludovico Pallavicino e della consorte Anastasia Torelli, ma non trascurabili il polittico di Filippo Mazzola, il dipinto La Vergine degli Angeli realizzato da Francesco Scaramazza e la reliquia della Sacra Spina donata nel 1521 dal re di Francia Francesco I a Gian Ludovico II Pallavicino. La Chiesa dell’Annunziata è un complesso sacro risalente al 1487, che ha sposato proprio come la Basilica lo stile gotico rinascimentale poggiando su elementi alquanto scenografici quali le stupende volte esapartite rette da pilastri sia polistili che cilindrici. Magnifica in tutta la sua bellezza mozzafiato la Cappella gentilizia dei Pallavicino con affreschi raffiguranti Resurrezione, Ascensione e Trasfigurazione, davvero appaganti. S’erge poi la Cappella della Concezione la cui pianta ottagonale soggiace al soffitto dipinto con il Padre Eterno Benedicente tra schiere di angeli.

L’Oratorio di San Giuseppe fu consacrato nel 1594 e da allora la beltà degli interni è rimasta intonsa, finalizzata da opere che vanno dagli stucchi di Giovanni Martello di Varallo Sesia a quelli di Bernardino Barca e Domenico Dossa, ai quali si devono doverosamente sommare i dipinti di Giovanni Battista Tagliasacchi (sua anche la Vergine Incoronata ubicata nella Chiesa di San Lorenzo) che rappresentano magistralmente il Transito di San Giuseppe, il Riposo durante la fuga in Egitto e la Visitazione di Maria a Elisabetta. Sembra allora che l’architettura ecclesiale viaggi concatenata all’arte pittorica e a ulteriore dimostrazione si chiami in causa il binomio Oratorio di San GiovanniTrionfo dell’Eucarestia di Robert De Longe o l’accoppiata Chiesa della Madonnina Vergine in Trono.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Castelmaggiore va in scena la domenica più prossima al 19 marzo la Fiera di San Giuseppe, che registra una longevità di ben 500 anni, tanto da essere ritenuta una delle fiere più antiche d’Italia.

Come arrivare a Cortemaggiore

Si può arrivare percorrendo sia l’Austostrada A1 che l’Autostrada A21: in entrambi i casi uscire a Fiorenzuola d’Arda e seguire per Cortemaggiore; a Fiorenzuola è inoltre presente la stazione ferroviaria più vicina al comune, dista infatti solo 10 km; collegamenti assicurati dalla linea 58, autolinee SEPA S.p.A.; l’aeroporto di Parma dista solo 43 km circa dalla località.

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