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Luicciana (Toscana): il borgo e il suo museo all'aperto

Siamo nella “valle onde Bisenzio si dichina”, come cantava il Sommo Poeta nel XXXII Canto de L'Inferno quando presentava Alessandro e Napoleone degli Alberti, i conti di Prato, due dei maggiori rappresentanti della famiglia nobiliare che esercitò fino al XV secolo il controllo su questa zona. Siamo, infatti, dove il Bisenzio, affluente destro dell'Arno, nasce con tutto l'impeto torrentizio che lo contraddistingue e comincia a scendere verso Vernio, dove poi si piega di quasi 180° per correre verso Prato e sfociare poi nel fiume fiorentino.

In un territorio punteggiato di foreste di faggi e castagni sull'Appennino pratese, lungo la stretta gola disegnata dall'impetuoso fiume, a 423 metri di altezza si trova Luicciana, una piccola frazione del comune di Cantagallo che conta poco più di 100 abitanti e poco meno di 100 edifici, tra chiese, scuole, strutture pubbliche e case che non superano i due piani di altezza.

Cenni di storia

Qualche traccia della storia passata la troviamo nella Chiesa di San Michele, ubicata su un piccolo promontorio che sovrasta il piccolo abitato, risalente al XIII secolo e ampliata definitivamente nel XVIII secolo, ne La Torricella, l'attuale palazzo comunale, ed in qualche vecchio mulino, a testimoniare i fasti di questo mucchietto di case che nel XIV secolo fu sede di una Podesteria e qualche secolo dopo di un importante mercato, punto di riferimento dei mercanti di passaggio durante il viaggio che li portava a varcare l'Appennino in direzione Pianura Padana proprio lungo questa direttrice, chiamata, durante il Medioevo, la Strada di Lombardia.

Tutto il resto è stato costruito, o meglio ri-costruito, recentemente, dopo che il paese fu quasi raso al suolo dalle mine dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, solo perché Luicciana ha avuto la sfortuna di trovarsi a cavallo della Linea Gotica, fortificata nel 1944 dai nazi-fascisti per fermare l'avanzata degli Alleati.

Cosa vedere a Luicciana

Eppure appena si mette piede a Luicciana si comprende che non è un piccolo paesello anonimo di bassa montagna come molti altri, ma un borgo che ha saputo reinventarsi e sfuggire alla desolazione della solitudine e alla crudeltà della guerra, costruendo sulle profonde cicatrici lasciate dalle bombe uno straordinario Museo di Arte Contemporanea en plein air. Le opere d'arte di cui il paese è custode, infatti, non sono raccolte in sale ordinate di edifici storici, ma sono disposte sulle mura del Palazzo Comunale, nei luoghi pubblici più rappresentativi e nei cortili delle case private: affreschi, creazioni in ceramica o in ferro, sculture in marmo ed oggetti polimaterici colorano e danno vita alle strade, alle piazze e alle corti di Luicciana e non solo spazzano via quel grigiore a cui il paesino era destinato, ma ne fanno un vero e proprio museo d'avanguardia che riqualifica il territorio e diventa vetrina della squisita capacità artistica degli autori più rappresentativi dell'area pratese, di quella fiorentina e non solo.

Il Museo di Luicciana è nato ufficialmente nel 1983, per volontà della Pro Loco cittadina, del Ce.Pa.C. (Centro di Promozione artistico-culturale di Prato) e dell'amministrazione comunale che hanno voluto dare concretezza istituzionale a quella che era una spontanea mostra collettiva voluta degli stessi cittadini che avevano cominciato ad accogliere le opere di vari artisti del territorio nei loro giardini. Al momento dell'inaugurazione ufficiale erano già 40, infatti, le sculture ed i quadri collocati in vari punti strategici del paese e negli anni la collezione è stata notevolmente arricchita, anche grazie alla collaborazione di enti culturali privati che hanno investito in questo progetto, come il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Gli artisti rappresentati sono principalmente quelli che hanno caratterizzato l'avanguardia artistica fiorentina e pratese degli anni '60 e '70, come Silvio Loffredo, il noto pittore fiorentino d'adozione recentemente scomparso considerato uno dei più significativi artisti toscani del '900, di cui possiamo ammirare il meraviglioso San Francesco, lo scultore Salvatore Cipolla, siciliano di nascita ma fiorentino per scelta, che con il suo L'Albero, opera realizzata in ceramica, cattura indubbiamente l'attenzione del turista appassionato, o, ancora, Alfio Rapisardi, artista eclettico fiorentino doc, presente con lo struggente Guerriero di sempre, opera realizzata in gres ubicata su un muretto di una delle strade principali.

Ma il Museo di Luicciana, seppur abbia il compito e anche l'orgoglio di essere significativa vetrina di artisti locali, ha voluto dare spazio anche ad opere di artisti internazionali, come Il Concertino di Sébastian Matta, architetto e pittore cileno considerato come l'ultimo vero rappresentante del Surrealismo, o Guerra e Pace di Toni Fertonani, uno dei più incisivi pittori italiani del XX secolo, con l'obiettivo di farsi sintesi di una sperimentazione artistica di indiscutibile pregio.

Il museo all'aperto rappresenta, tuttavia, il cuore più storico del Complesso di Arte Contemporanea di Cantagallo, ambizioso progetto ad ampio respiro costituito anche dal Circuito di Arte Pubblica e dl Circuito di Arte Ambientale. L'arte che si mette a servizio dell'ambiente, dunque, nobilitandolo, inserendosi perfettamente nelle piccole realtà urbane in cui viene accolta e preservata.

Non solo quadri e statue, quindi, ma anche opere urbane realizzate da artisti che diventano anche funzionali e strutturali, come Chi mi parla? di Vittorio Corsini, la “sedia parlante” che racconta le storie dei cittadini, per sottolineare l'importanza della tradizione orale, e nel contempo assolve alla funzione di illuminazione pubblica, o Fornire Realtà di Bert Theis, la celebre balaustra sulla statale Luicciana-Cantagallo che ha sostituito quella originaria, ormai fatiscente e pericolante, o, per concludere in trionfo, l'Anfiteatro della Val di Bisenzio, un'imponente opera di arte ambientale realizzata da Giuliano Mauri, in cui è la Natura stessa che diventa tela o materia su cui dipingere e con cui scolpire l'ambiente circostante.

Un piccolo gioiello, insomma, incastonato sulle pendici dell'Appenino tosco-emiliano a poco più di 50 km da Firenze, una delle indiscusse capitali artistiche mondiali, Luicciana si mostra con coraggio al turista affamato di novità e lo invita a scoprire un nuovo modo di vivere l'arte: più a portata di mano e più a misura d'uomo.

Come arrivare a Luicciana

Dall'Autostrada A11, sia che si provenga da nord che da sud, uscire a Prato est e seguire le indicazioni per Vaiano e Vernio. Una volta raggiunto Mercatale di Vernio imboccare la strada Provinciale del Carigiola, in direzione Luicciana/Riserva Naturale dell'Acquerino-Cantagallo.
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 Pubblicato da - 18 Agosto 2016 - ę Riproduzione vietata

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