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Acquaviva delle Fonti (Puglia), guida a cosa vedere

Acquaviva delle Fonti, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il comune pugliese di Acquaviva delle Fonti, posto ad appena 23 km a sud-est di Bari, sfiora il comprensorio delle Murge e la sua costituzione rimanda al periodo altomedievale, cui appartengono numerosi scritti che la identificano come Acquevive, feudo del conte normanno Cornulo avente un sottosuolo ricchissimo di falde acquifere per le quali è oggi Acquaviva è ben conosciuta.

Dominata da varie casate e famiglie come svevi e angioini, trovò nei duchi d’Atri i maggiori innovatori, tanto che nel Cinquecento si poté ravvedere la più cospicua implementazione urbana e un arricchimento complessivo dell’abitato plasmato dalla costruzione di eccezionali edifici e monumenti mantenutisi integri (o in buona parte) fino a oggi. Ne sono grati i tanti turisti che giungono in paese per compiere lunghi giri, passeggiare in solitaria o in gruppo, ammirare questa o quella struttura e, nondimeno, assaggiare le prelibatezze che uniscono in un sol grido d’estasi tutta la regione Puglia, la quale tiene alto il vessillo del gusto proponendo in loco tre eccellenze corrispondenti alla cipolla rossa, al cece nero e al vino primitivo Gioia del Colle, una perla enologica diffusa a partire dal 1820, un DOC che esalta il sapore dei pasti, delizia il palato e arreca beneficio all’apparato cardiovascolare.

Tutto ad Acquaviva ha a che fare con la cultura della terra, con la contemplazione di Madre Natura e dei suoi prodotti prelibati incanalati ad arte dal comune, il quale ha in serbo la creazione di un efficiente impianto di Riuso delle Acque Reflue e dell’Ecomuseo “Luoghi dell’Acqua e della Terra”. Le istituzioni funzionano dunque molto bene, spalleggiate a gran vigore dalla Pro Loco e dal Centro Sociale per gli Anziani, che cura tutti gli aspetti legati alla tradizione della cucina povera lasciando invece al consorzio “Qualità Tipica Puglia” il delicato compito di mettere a punto nuove modalità di analisi volte alla tutela e alla valorizzazione delle tipicità agroalimentari.

Fanno forte eco alla cultura enogastronomica anche l’associazione “La vera cipolla rossa di Acquaviva” e l’azienda "La Pecheronza", che persegue la produzione rigorosamente biologica del miele, un’utile tendenza alla quale si sono adeguate anche le cantine Chiaromonte e Polvanera, specializzate nella fermentazione del mosto Primitivo nella sua versione più sana. Quest'ottimo vino ispira anche un’antica ricetta contadina, chiamata “Nettare di vino”, liquoroso e dal gusto enfatizzato grazie allo zampino dolciastro di amarene e mandorle, forse in futuro fiancheggiate dalla ciliegia “Colafemmina”, prettamente autoctona e in fase di riscoperta. Per tutti i distinti meriti e, soprattutto, per la qualità di cipolla rossa (proposta nelle varianti in confettura, agrodolce e chi più ne ha, più ne metta), cece nero e sponzale, Acquaviva è stato dichiarato Presidio Slow Food, conferimento che intende anche premiare la naturale propensione alla biodiversità.

E’ il territorio a rendere tutto così facile per il comune, che comprende le aree SIC Murgia Alta (nel suo Bosco della Vallata fu ucciso nel gennaio del 1863 il leggendario brigante Sergente Romano, a cui è dedicato un cippo commemorativo) e Bosco di Mesola (3.028 ettari crogiuolo di varietà rarissime di orchidee, una fauna sfaccettata e querce secolari tra le quali s’inseriscono percorsi sospesi sugli alberi, itinerari in mountain bike, aree soft air e tracciati da bissare a cavallo o semplicemente a piedi). L’oasi “Gioacchino Carone” viene gestita dal WWF Italia e comprende 2,5 ettari di selva.

Declamando le odi culinarie e lodando il corredo naturalistico, si arriva al cuore di Acquaviva, la sua anima contraddistinta da costruzioni e monumenti fieri di sopravvivere al tempo. Il Palazzo De Mari include l’antico castello normanno del XII secolo, trasformato in residenza signorile e frequentato dagli avventori desiderosi di ammirarne l’ala nord inaugurata nel 2009, ove è deposto lo stupendo affresco raffigurante la Madonna con Figlio e Santi. Alla casata De Mari si deve anche l’omonima Villa che, insieme alla monumentale porta in tufo, si fregia di un giardino circostante e l’affresco di Fetonte alla guida del carro del sole.

La Cassarmonica del centro storico evoca i fasti della tradizione musicale pugliese incarnata dalla Banda Musicale Jacobellis, fondata nel 1797 (ma alcuni dicono nel 1805) da Girolamo Jacobellis: trattasi di un vero monumento in cemento armato – costruito dalla ditta Bellini di Bari – provvisto di cupola e sostenuto da otto colonne, con frontone centrale impreziosito dalla scultura di Santa Cecilia e musici e capitelli con medaglioni che riproducono i profili dei grandi musicisti pugliesi. Percorrendo le strade del centro ci si imbatte nella visione della magnifica Torre dell’Orologio annessa al sontuoso Palazzo del Sedile, e con lo sguardo ancora rivolto in alto si giunge al cospetto della rinascimentale Parrocchia Sant’Eustachio Cattedrale, una delle quattro basiliche palatine della Puglia, il cui fiore all’occhiello è rappresentato dalla cripta, molto elegante grazie a una serie di 24 piccole volte a crociera corredati di stucchi policromi e colonne marmoree. Gradevole nel centro antico il tour che tocca altri luoghi di culto, le chiese di Santa Chiara, San Benedetto, Immacolata Concezione, San Rocco, San Domenico, Sant’Angelo e Sant’Agostino, tutte particolari per la conformazione della loro struttura.

Se non ne avete ancora abbastanza e la storia vi appassiona, potete allora recarvi alla mostra archeologica permanente “Salentino, alle origini della città”, i cui 100 reperti – rinvenuti durante gli scavi degli anni ’70 – hanno una datazione compresa fra il VI e il III secolo a.C.

Con il parterre di eventi locali si torna a parlare di cibo, come nella migliore tradizione pugliese: i ghiottoni non possono perdersi a ottobre la Sagra del Calzone, manifestazione che porta in trionfo il Calzone di cipolle con ricotta forte e formaggio accostato a tal altre delizia murgiane. La grande manifestazione locale rimane da tantissimi anni la Festa Patronale di Maria Santissima di Costantinopoli, dedicata a inizio settembre alla venerazione di un’antichissima immagine della Madonna bizantina.

Come arrivare ad Acquaviva delle Fonti
In auto si arriva tramite l’autostrada A14 Bologna-Bari-Taranto, uscendo al casello di Acquaviva delle Fonti; la linea ferroviaria Bari-Taranto-Reggio Calabria ferma proprio ad Acquaviva, che ha una sua stazione; disponibili pullman delle autolinee Sita e Scoppio; Bari – Palese è l’aeroporto di riferimento.
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