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San Severo (Puglia), cosa visitare nell'antico Castellum Sancti Severini

Secondo una tradizione locale, sarebbe stata fondata da Diomede, leggendario re dell'Etiopia, con il nome di «Castrum Dionis». Certo è invece che il territorio fu abitato in tempi antichissimi, e cioè dal paleolitico all'età del bronzo, come confermano i reperti via via ritrovati. Lo sviluppo della città cominciò in ogni caso nel Medioevo, quando dipendeva dall'abbazia benedettina di Torremaggiore, che promosse l'agricoltura e il commercio.

Una figura preminente fu l'abate Adenolfo il quale, l'8 aprile del 1116, fece conoscere un documento importante da vari punti di vista, e cioè le Costituzioni di vita civile per gli abitanti di San Severo. Fu poi dei Templari per volontà di Federico II, e quando quell'Ordine venne soppresso passò prima al Demanio regio e poi al Conte di Vico.

San Severo ebbe notevole importanza nei secoli XV e XVI, quando fu sede del Governatore della provincia di Capitanata, del Contado del Molise e del Tribunale di regia udienza: ma poi declinò, e divenne feudo dei Di Sangro di Torremaggiore i quali, con il titolo di principi di Sansevero, la tennero fino al 1809.

Da vedere
La città vecchia, nella quale si trovano, oltre ad antiche mura e case, pregevoli edifici in gran parte di fondazione medievale ma poi rifatti in stile barocco. Come ad esempio la Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta: inizialmente, e cioè nell'XI secolo, era a navata unica, ma nel 1583 vennero aggiunte quelle laterali.

San Severino. Fondata nel XII secolo, conserva ancora oggi nella fiancata destra la primitiva facciata romanica, dove spiccano un bel portale decorato con foglie di acanto e sostenuto da sfingi leonine, un pregevole rosone e altri elementi decorativi. Imponente il Campanile romanico, rifatto nel 1700 nella parte più alta.

Il barocco trionfa anche nella chiesa di San Lorenzo, o delle Benedettine, e specialmente nella vivace facciata; come anche nel Santuario della Madonna del Soccorso e in quella di San Giovanni Battista che ha un bel campanile in parte romanico, alla base del quale vi sono due bassorilievi romani, raffiguranti le lotte dei gladiatori, e infine in quella di San Nicolò, settecentesca.

Da visitare anche L'Antiquarium Alessandro Minuziano, notevole per il materiale archeologico in esso contenuto e che è stato ritrovato nella zona. Tra i molti reperti vanno segnalati in particolare gli strumenti litici, le ceramiche dipinte, i corredi funebri dauni o di tipo dauno, le ceramiche inventriate della Capitanata, che vanno dal secolo XII al XIV, ed infine la raccolta di epigrafi romane di sicuro interesse.

Una visita meritano però anche gli interni delle diverse chiese cui abbiamo sopra accennato e nelle quali, pur non essendovi opere eccezionali, si può capire quelli che sono stati lo spirito religioso e l'impegno culturale della città, che di questa regione è una delle più notevoli.

Manifestazioni: La Festa patronale in onore della Madonna, conosciuta come Festa del Soccorso, ha luogo la terza domenica di maggio e viene celebrata con particolare solennità, e cioè con funzioni religiose, concerti di banda e fuochi d'artificio.
L'Estate sanseverese, che durante i mesi estivi anima la vita della città con concerti di musica classica ma anche rock e con rassegne cinematografiche. La Festa del vino, che si tiene generalmente a novembre con l'arrivo del vino Novello, e in cui vengono presentati i migliori prodotti locali del settore.
Una fiera assai importante è quella che ha luogo per la festa dei Santi Pietro e Paolo, cioè il 29 giugno: anche questa presenta prodotti locali, macchine agricole e attrezzi di vario genere. Per la cultura, l'avvenimento più importante è il Convegno nazionale archeologico che si svolge tra novembre ei dicembre di ogni anno e che ha come tema fondamentale la civiltà dauna nei suoi diversi aspetti. Notevole è anche la stagione musicale che ha luogo nel Teatro Comunale Verdi e che ha inizio alla fine di novembre o ai primi di dicembre. Concerti di musica classica, operette e balletti fanno parte di un programma assai intenso; al quale vanno aggiunte anche varie rappresentazioni di testi teatrali.

Souvenirs: Il vino San Severo bianco e rosato; in stagione, le varie eccellenti verdure; i formaggi a pasta tenera e semitenera; i dolci davvero speciali, come le «nevole» (che si fanno per Natale con pasta frolla, vino cotto e miele), i «poporati» (ai primi di novembre per le feste dei santi e dei morti: con farina, cioccolato e miele) ed altri ancora per Pasqua (con pasta frolla fritta e miele, assai leggeri).

Nei dintorni di San Severo visitate Castel Fiorentino. Vi sono i resti di quella che fu una delle residenze di caccia del grande imperatore Federico II, che qui morì nel 1250, ad appena cinquantasei anni.
Torremaggiore, con l'imponente Palazzo Ducale della fine del 1500.
San Paolo di Civitate, che è dove sorgeva l'antica Civitate, distrutta nel XV secolo: vi sono ancora i ruderi.

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