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Pietramontecorvino (Puglia): cosa vedere nel borgo storico della Daunia

Pietramontecorvino, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Pietramontecorvino dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Pietramontecorvino si è fatto strada nel tempo sotto il segno della roccia di Montecorvino, antico borgo battezzato da Bisanzio, fortificato dai Normanni e inaspettatamente decaduto nel XV secolo in seguito alle distruzioni perpetrate da re Ruggero II e da un devastante terremoto sul finire del 1456.

Un borgo Bandiera Arancione del TCI

Gli abitanti, divenuti così profughi, trovarono istantaneo rifugio nelle grotte circostanti. Si può a ragione affermare, dunque, che la nuova formazione urbana, ovvero l’attuale paese in provincia di Foggia, sia frutto di una rinascita, una vera e propria araba fenice della Daunia originariamente denominata Pietra. Feudo dei duchi di Montalto di Tocco fino al 1806, ora è un Comune autonomo che vanta l’inserimento nel club de I Borghi più belli d’Italia e la Bandiera Arancione conferita dal Touring Club Italiano.

Cosa vedere a Pietramontecorvino

Si tratta di un nucleo composto di casette che sembrano aggrapparsi le une alle altre, e fra di esse s’ergono le moli architettoniche della maestosa Chiesa Madre, della fiera Torre segnata da bifore eleganti, e del Palazzo Ducale le cui mura trasudano di nobiltà e classe. Il paesaggio della Daunia aspira a un principio di libertà selvaggia inviolabile, avallato da una sterminata campagna baciata dal sole del sud e vestita di campi di grano, uliveti e lunghi filari di vigne che vanno a perdersi all’orizzonte. Le estati profumano di ginestre e gli inverni di legna arsa dal fuoco dei camini.

Il centro storico di Pietramontecorvino è individuato nella Terravecchia che domina da uno sperone di roccia tufacea contraddistinguendosi per l’abitato orientato ad anello e ordinato da una fitta rete di suggestivi vicoli. Le case paiono arrampicarsi scalando la rupe e fra di esse sopravvive dal Medioevo una Casa Torre che seguita a raccontare la storia dei primigeni passi. In passato Pietramontecorvino era cinta da mura e prevedeva tre ingressi, nella fattispecie Porta Santa Caterina, la Portella e Port’Alta, l’unica a recare oggi testimonianza con l’ampio arco gotico a sesto acuto.

È proprio da qui che una trionfale scalinata corre fino a raggiungere il loggiato della Chiesa Matrice, alla quale risultava vicina la Chiesa di San Biagio, non più esistente. Tantissime stradine tortuose diramano su tutta la superficie del cuore della località lambendo le abitazioni affioranti letteralmente dalla roccia, promiscue alle grotte utilizzate come depositi o cantine. Un’interminabile sequela d’archi le collega l’una all’altra, mentre i muri di sostegno delimitano dei minuscoli orti che, insieme alle curate piazzette, arredano il suolo urbano.

Il Palazzo Ducale occupa un’area complessiva di 2.500 mq e riporta sul soffitto lo stemma angioino, da cui si deduce la sua probabile epoca di costruzione. Si compone di ricchi ornamenti, bifore duecentesche e l’alta Torre normanno-angioina (raggiunge i 30 metri), ma non va trascurata la valenza dell’ala sud sviluppata su tre piani. L’ambiente certamente più interessante da vedere risulta essere il Salone di Rappresentanza, nella cui volta è affrescato il marchio della casata dei Montalto di Tocco, ultimi feudatari prima della riconosciuta autonomia comunale.

Adiacente al salone si estende un giardino pensile che collega il Palazzo Ducale alla Chiesa Madre intitolata a Santa Maria Assunta e ritenuta il luogo di culto più antico del paese, sorto quasi sicuramente nel XII secolo. Antico è il presbiterio ma molti altri elementi sono da ascrivere al Settecento, e fra di essi la scalinata, il loggiato e la porta est. L’edificio ecclesiastico fonde generi e sottogeneri architettonici, e dunque emergono tracce romaniche, influenze rinascimentali (colte nella cappella, negli archi delle nicchie laterali e nei monumenti funebri della famiglia Tinto), e introduzioni barocche (l’altare maggiore). Differisce del tutto la torre campanaria quadrangolare d’impianto medievale, che culmina in una bella cupola su cui risplendono le mattonelle gialle e verdi che la rivestono.

Alla seconda metà del Cinquecento risale la Chiesa del Rosario, che val la pena raggiungere poco fuori il centro storico per ammirarne il pregevole soffitto a cassettoni. Girovagando ormai fuori dall’abitato, potete approfittarne per compiere una piacevole escursione presso il Bosco di Sant’Onofrio, un’armonia delicata di faggi e sorgenti d’acqua fresca. La Torre Normanna di Montecorvino è quanto rimane degli albori del borgo, simbolo che gli autoctoni conoscono come "Torre del Diavolo".

Eventi, sagre e manifestazioni

Tutti gli eventi organizzati a Pietramontecorvino, eccettuato Suoni, sapori e colori di Terravecchia incentrato a settembre su arte, teatro, gastronomia e folklore, vengono dedicati a personalità del Cristianesimo, cosicché a gennaio si tiene la Festa di Sant’Antonio Abate, a maggio la Festa di Sant’Alberto (la processione della statua del Santo e il corteo dei palli sono parte integrante di un antico rito pagano atto a propiziare la fertilità), a luglio la Festa della Madonna del Carmelo e ad agosto la Festa di Santa Maria di Costantinopoli.

Concludere l’esperienza di visita nel borgo significa accedere al suo bagaglio di memorabilia gastronomiche e dunque gustare leccornie culinarie come le rechetelle fatte in casa e condite con sugo di carne, le favolose scartellate intrise di miele e vin cotto e, dulcis in fundo, i calzoni a base di pasta di ceci e cioccolata. Il capecolle condito con l’ottimo olio extravergine di oliva locale è fra i salumi la massima squisitezza. Un bicchiere di vino Cacc’e mitte vi farà sorridere.

Come arrivare a Pietramontecorvino

Da Foggia bisogna prendere la SS 17 che procede fino a Pietramontecorvino; dalla stazione di Foggia occorre salire sul treno per Lucera e da qui proseguire in autobus per il borgo; l’aeroporto di Bari è quello di riferimento.

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