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Pietrabbondante (Molise): la storia, il teatro e la visita al borgo

Pietrabbondante, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Pietrabbondante si presenta all’avventore nelle vesti di un presepe moderno, un docile paesello che imperla l’alto Molise addossandosi alla roccia vestita di verdi macchie, ammantata di selve lussureggianti e avvinghiata al sapore dell’incontaminato silenzio che echeggia fra i monti, le imperiose Morge, le valli fiorite e le nicchie storiche che disperse ornano l’eterogeneo territorio intorno a Isernia.

Storia ed origine del nome

Parliamo di un borgo molisano di 700 abitanti appena, cresciuti sotto l’influenza di una cultura che affonda le sue radici nell’antichissima epoca dei guerrieri sanniti: ricordati fieramente dalla statua in cima al Monumento ai Caduti della Grande Guerra posto al centro della piazza principale, furono proprio loro a battezzare per primi Pietrabbondante conferendo alla località il nome Bovianum, cui i Romani aggiunsero pochi secoli dopo il conio il termine Vetus. Ai Longobardi si deve l’arcaico Petra Habundante, ispirato alla ricchezza di pietre e detriti calcarei. Giunta al Medioevo, la comunità locale conobbe il regime feudale imposto dalle famiglie che nel tempo ne brandirono il controllo di potere, nella fattispecie le casate dei Borrello, dei Carafa, dei Marchesano e poi i D’Andrea e i D’Alessandro.

Il Teatro di Pietrabbondante e cosa vedere

La piacevolezza di un luogo glorioso come Pietrabbondante trova l’ampio consenso dei turisti provenienti da ogni parte d’Italia, affascinati dal contesto ch’è un intrecciarsi di elementi naturali, architettonici, artistici e culturali. Su tutto aleggia imperterrito lo spirito vetusto dei Sanniti, che sembra vivano ancora da queste parti attraverso le reminiscenze alimentate come fuochi scalpitanti da un’area quasi magica, traboccante di antichi miti, di un vociare primordiale e di suoni che paiono tanto vicini per quanto lontani, persi nel passato più remoto e seppellito dai millenni. Tale area è occupata dal valore archeologico inestimabile del complesso sannitico, un dittico costituito dal tempio italico e, soprattutto, dal teatro d’ispirazione ellenica (comprende sei settori, un semicerchio e posti a sedere anatomici intorno alla cavea).

Il complesso è monumentale e veramente è in grado di proiettare indietro nel tempo ogni visitatore disposto a lasciarsi trascinare nel vortice delle emozioni suscitate dallo splendido sito sopravvissuto all’incedere degli anni. Il tempio maggiore e il tempio minore rappresentano insieme il santuario italico posto in una zona ritenuta il fulcro delle attività politiche ma anche religiose del Sannio. Ogni anno il teatro è la suggestiva location di un appuntamento che si rinnova, una rassegna a caratura internazionale oggi nota con il nome di Sannita Teatro Festival, l’evento clou dell’estate.

Nel centro storico di Pietrabbondante sono da visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta di matrice seicentesca e la Chiesa di San Vincenzo Ferrari.

Queste terre sono culle di opulenti sapori, la cui fucina è la tradizione contadina dai prolifici intenti. In cucina escono tipicità eccezionali, basti pensare allo squattone, alla pizza c r cicr e ai fasciuol e patan, piatti che non necessitano di una traduzione diretta perché si scoprono soltanto assaggiandoli.

Come arrivare

Che si arrivi da nord o da sud, occorre prendere l’Autostrada A14 Adriatica, uscire a Montenero di Bisaccia/Vasto sud/San Salvo, prendere la SS 650 verso Isernia e svoltare sulla SP 15 diretta a Pietrabbondante; giunti alla stazione ferroviaria di Isernia, si prosegue in autobus SATI fino alla località; l’aeroporto più vicino risulta essere quello di Pescara, distante 122 km dal paese.

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