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Padula (Campania): il borgo, la certosa e le grotte carsiche

Il comune di Padula dista da Salerno 100 km ma è inscritto nella di essa provincia, proprio lì nel Vallo di Diano, altipiano a 480 metri s.l.m. che raccoglie a sé altri 14 comuni per complessivi 61.000 abitanti (Padula ne comprende ca. 5.500) riuniti nella Comunità Montana Vallo di Diano. Risale al 1997 il riconoscimento di questo importante rilievo quale Riserva della biosfera, area protetta atta a tutelare le biodiversità, mentre l’anno dopo è insignito della nomina di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Questi titoli non sono stati privi di seguito: ogni anno migliaia di turisti si riversano nel territorio per visitare i siti che lo esaltano, come la piccola chiesa della Madonna della Neve in cima al monte Cervati, il borgo di Monte San Giacomo, il convento di Sant’Antonio a Polla, il battistero di Sala Consilina, la valle delle orchidee di Sassano, la città museo di Teggiano, le grotte di Auletta e Pertosa e, non ultima, la Certosa di Padula, la prima a essere sorta in Campania, precisamente nel 1306, diventando – tenuto conto dei tre chiostri, il giardino, il cortile e la chiesa - uno dei più imponenti ed eleganti complessi monumentali barocchi del sud Italia, la più grande certosa dello Stivale e fra le più grandi del continente europeo, Patrimonio dell’Umanità UNESCO contenente dal 1957 il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale.

L’interno dell’edificio è una sequela di meraviglie artistiche e fra gli ambienti riccamente decorati e affrescati spicca sicuramente il chiostro della Foresteria, nel quale trionfa incontrastata la fontana marmorea centrale incorniciata dal portico e la magnifica loggia, con un piano inferiore ricolmo di sculture in gesso raffiguranti la Madonna in gloria, San Giuseppe, San Bruno, San Lorenzo e San Michele Arcangelo.

Gli altri due chiostri rispondono a quello del cimitero antico e quello dei Procuratori, appendice del superlativo Chiostro Grande, che conta due ordini di portici per un totale di 84 pilastri con volta ad arco a tutto sesto: uno spettacolo che ha accompagnato ca. trenta monaci di clausura nel loro cammino di fede e rinuncia fra le mura di una struttura davvero eclatante, contraddistinta da elementi innovativi come gli scaloni ellittici facenti parte di un’evoluzione architettonica lunga quattro secoli (predominanti nel gusto il XVI e XIII). Altri spazi esterni sono dettati dall’ampiezza di largo respiro indotta dal giardino all’italiana settecentesco, in realtà un sentiero ritenuto il più antico del parco che attraversa caleidoscopi di edicole sacre, fontane e cappelle votive.

Tanto ci sarebbe ancora da dire sulla Certosa, ma occorre tornare con occhi e mente a Paludem (l’ibrido latino da cui deriva il nome di Padula) quale centro storico di fondamentale interesse. La sua punta di diamante certamente sintetizza l’intero apparato religioso, ma non bisogna dimenticare la rilevanza di tutta una pletora di altri esempi sacri che meritano una visita approfondita: se non tutte, almeno si acceda (consiglio per il turista) alle chiese di San Clemente, San Michele Arcangelo, San Giovanni Battista e Madonna del Carmelo, facendo un salto (non in senso letterale) alle cappelle di San Vito, San Vincenzo e San Sepolcro, non trascurando i conventi di San Francesco e Sant’Agostino.

Esaminato il contesto religioso, si conceda attenzione anche all’architettura civile che affonda radici nella storia di Padula. Tanti i palazzi disseminati nell’area, ma è doveroso prendere il giusto tempo per contemplare i ruderi del Castello Normanno, le Torri Angioine, la Porta dell’Auliva, Villa Maina, Taverna Ferrigno, Masseria Tuscania e Palazzo Petrella, capifila di tante altre costruzioni che in un mero elenco potrebbero essere soggette a immeritato svilimento (al turista l’impegno di scoprirle lungo l’itinerario in loco).

Non ci esimiamo tuttavia dal segnalare basilari siti archeologici quali il Cosilinum, l’Eremo di San Michele alle Grottelle e il Battistero di Marcelliano, inframezzati da luoghi assolutamente degni di passaggio come la Valle dei Mulini, il Museo del Cognome interamente dedicato all’onomastica e il Museo civico multimediale mirato alla scoperta del Vallo di Diano e della storia dei moti rivoluzionari che videro protagonista nel 1857 Carlo Pisacane.

Il centro abitato si trova in prossimità dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria, dalla quale occorre uscire al casello di Padula – Buonabitacolo per proseguire lungo la SS 19 fino al bivio di Padula Scalo.
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