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Alla scoperta di Teggiano e il Vallo di Diano

Teggiano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Numerose sono le tracce di frequentazioni umane antiche nel Vallo di Diano, dall'età preistorica fino ai Lucani e all'età romana. Padula, per esempio, fu prima centro greco (VI-V sec. a.c.), e poi fu la città romana di Cosilinum. Descritta da Cassiodoro, vi sorse anche un battistero paleocristiano, quello di San Giovanni in Fonte. Polla fu abitata in età preistorica da pastori le cui tracce sono state rinvenuti in una grotta situata presso il Convento di Sant'Antonio. Fu poi sito lucano, romano e medievale.

Dove è oggi l'attuale Teggiano sono stati ipotizzati insediamenti greci a partire dal IV sec. a.c. a seguito di indagini archeologiche. In epoca romana Tegianum è municipium, sulle vie di transito che nella provincia Lucania permettevano il collegamento con la Apulia e la Sicilia. La città prese poi il nome di Dianum, da cui deriva il nome di Vallo di Diano. È leggendario il passaggio dei cavalieri templari nel centro a rroccato. Il Vallo, sempre fiorente e popoloso, è una zona un po' "a sé" nella discesa verso Sud. Sembra osservare i secoli con espressione serena e intenta mentre alimenta la progettualità necessaria per vivere nei nostri giorni. Sono tante le mete d'interesse, qui, per ragioni di spazio, ci si limita a consigliarne due.

Teggiano è il centro di maggiore interesse storico e urbanistico di tutto il Vallo, Per le sue caratteristiche è stato annoverato tra i 71 villaggi d'Europa, di cui solo 16 in Italia e 4 in Campania. Il paese, appoggiato su un colle che si affaccia sulla valle del Tanagro, è quasi una visione, un'icona ideale del centro medievale racchiuso in una fortezza, fermo nel tempo dei suoi campanili, spesso reso vago dalla foschia.
Qui è facile percepire il senso della "rocca" e la visita tra le stradine che si aprono su spazi più luminosi è sorprendente. Teggiano si può definire uno straordinario paese-museo, fatto di palazzi, chiese, conventi, ma anche di tanti particolari che parlano del passato, come le pietre romane inglobate nei muri, i portali, i chiostri, e il portico quattrocentesco, il Sedile, dove si riuniva il consiglio della città.

Primo tra tutti i monumenti da visitare è il Castello, Ora intitolato alla famiglia Macchiaroli, è una affascinante costruzione di forma poligonale e accoglie 365 ambienti. Fu costruito da Tommaso Sanseverino che fece iniziare anche la costruzione della Certosa di San Lorenzo. Nel castello si arroccarono i nobili che avevano ordito la congiura dei Baroni, Visite interessanti, nel corso delle quali trovare opere d'arte dovute ad artisti come Tino da Camaino, Andrea da Salerno, sono il Castello, le chiese di Sant'Antuono, San Martino, Sant'Andrea, Sant'Angelo, i Conventi della SS, Pietà di Sant'Agostino, di San Franceso, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, il Ponte romano in contrada San Marco. E inoltre, le raccolte di cultura materiale nel Museo Diocesano e nel Museo delle arti e delle tradizioni del Vallo di Diano; mentre originalissimo e in sintonia con l'ambiente naturale, ricchissimo di piante, è il Museo delle Erbe e Viridarium. La manifestazione estiva "Alla tavola della Principessa Costanza" allude alla figlia di Federico da Montefeltro Duca di Urbino, moglie di Antonello Sanseverino. Un lunghissimo corteo in costume sfila per le strade e le taverne imbandite e dà vita a una festa che dura tutto il giorno e val bene una visita, da concludere alla sera, nella quiete, in uno dei tanti punti di belvedere che dominano la valle sottostante, il Vallo di Diano, protetta da colli e montagne tutt'intorno. Fonte: Regione Campania
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