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Parco del Cilento: Orria-Piano Ventrale, Gioi e Roscigno

Riprendiamo il nostro itinerario del Parco del Cilento da Orria e la frazione Piano Ventrale, probabilmente originate su un insediamento di monaci coltivatori hanno intrapreso negli anni passati una originale iniziativa, invitando artisti graffitisti a realizzare le proprie opere sulle sobrie architetture del paese, che si articolano in un impianto secentesco molto caratteristico, L'iniziativa è legata anche al fatto che a Piano Vetrale il 9 febbraio del 1662 nacque Paolo De Matteis, detto Paoluccio della Madonnina, grande pittore del Seicento napoletano, allievo prediletto di Luca Giordano.

Proseguiamo per Gioi, sul colle più alto sulla valle dell'Alento, che la leggenda vuole essere stata una fortezza greca. Centro di artigianato in epoca medioevale (fabbrica tegole di terracotta, concia delle peli, industria della cere, allevamento), Gioi era parte della baronia di Novi Velia ed ebbe grande sviluppo tra XV e XVII, in periodi di fiera, con arrivi da oriente (ebrei e arabi soprattutto). Da vedere sono i ruderi del castello, la cinta muraria e la Porta dei Leoni, due belle chiese Sant'Eustachio e San Nicola, e il convento di san Francesco (1466). La tappa a Gioi può premiare gli appassionati di prodotti tipici in quanto cercando con cura e attenzione è possibile anche trovare la possibilità di assaggiare la famosa Soppressata di Gioi, specialità rinomatissima e rara,

Ultima tappa di questo percordo è Roscigno. Il paese fu abbandonato, lasciato intatto dagli abitanti che dovettero spostarsi a causa di un movimento franoso verso valle. Definito la "Pompei del Novecento", è stato per decenni dimenticato, le case usate come stalle. Oggi è un vero e proprio percorso museale, un progetto di storia locale, ricco, tra l'altro, di reperti riguardanti la vita dei campi, per l'interessamento attivo della Pro Loco, delle istituzioni locali e della Soprintendenza ai Beni ambientali, artistici e storici di Salerno ed Avellino e della Facoltà di Architettura di Napoli. Roscigno si è negli anni rianimato, diventando tappa importantissima per gli studiosi delle tradizioni, ma anche per i turisti meno frettolosi e più consapevoli. Nel Museo della Civiltà Contadina si può visitare la cucina, la camera da letto, la cantina, con gli attrezzi di lavoro e vari utensili. Anche se nella ristrettezza degli spazi, questa quantità notevole di materiale, parzialmente restaurato, trova la sua razionale collocazione e appare, nella sua semplicità, carico di storia e di suggestione, riportando alla memoria stenti e fatica, spaLi e tempi di vita di cui il paese è stato scenario.

Ma il Parco propone altre mete interessanti, tra le quali vi segnaliamo: la vetta del Monte Cervati, le Gole del Sammaro a Roscigno Vecchia; la Faggeta degli Alburni; l'Oasi WWF di Persa no; l'Area Faunistica del Cervo e la Valle delle Orchidee presso Piaggine; la Grotta dell'Angelo e la Scultura rupestre dell'Antece presso S. Angelo a Fasanella; il Trekking di Valle Soprana; la Grava del Vesalo a Laurino; il Monte Gelbison con la bizantina Madonna nera e le sorgenti di Fiumefreddo; la Valle dell'Angelo e la Valle dei Mulini, con la vegetazione ricchissima, e le grotte di Castelcivita, con tracce del paleolitico, tutte sul corso del fiume Calore; le rinomate Grotte di Pertosa... e tante altre piccole e grandi manifestazioni di una natura davvero sorprendente. Fonte: Regione Campania
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