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Bagnolo San Vito (Lombardia): visita al comune in provincia di Mantova

Bagnolo San Vito, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Dal latino Balneum, Bagnolo San Vito deve il proprio nome a un territorio comunale in passato caratterizzato dalla sgradita presenza di numerosi acquitrini che facevano di tutta la zona una palude necessitante di ampia e accurata bonifica.

Storia

Al tempo degli Etruschi, l’area appariva piuttosto trafficata e a dimostrarlo vi sono i numerosi ritrovamenti archeologici operati a Forcello di San Biagio. Nel Parco connesso si svolgono regolarmente riunioni di studio e gite scolastiche. Origini antiche, dunque, ma come abitato Bagnolo iniziò a progredire soltanto nel corso del Medioevo, periodo in cui i monaci benedettini si diedero parecchio da fare per ripulire quella distesa malsana facilitando così il lavoro della popolazione bagnolese, dedita prevalentemente all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato oltre alla caccia e alla pesca.

Già nell’XI secolo la località aveva la conformazione e il titolo di feudo assegnato prima ai Canossa e successivamente alla Curia vescovile, ai Bonacolsi e ai Gonzaga. In più occasioni si fecero sentire le alternanti occupazioni di Austriaci e Francesi, occupazioni che cessarono con il processo di unificazione italiana.

I dintorni da scoprire

Bagnolo si contraddistingue per essere un ottimo tessuto di escursioni. Una lunga serie di articolati itinerari mette in collegamento siti e loci diversi, vedasi la nuova pista ciclopedonale che dal centro storico prolunga fino a frazione San Biagio offrendo un’esaustiva esplorazione dei boschi circostanti il nucleo urbano, dei campi e persino di alcuni canali.

I percorsi si configurano anche storici e naturalistici, toccando tappe di amena bellezza, ville antiche, oasi verdi e parecchi musei. Già menzionato il Museo Archeologico del Forcello, è di tutt’altro genere il Museo Diffuso del Fiume – Conca del Bertazzolo, organizzato a sei mani dall’Amministrazione Comunale bagnolese, da Roncoferraro e Regione Lombardia.

Esso prende in esame le terre frapposte fra Mantova e il Po, facendone componenti di un percorso scientifico-didattico largamente illustrato per mezzo di pannelli esplicativi, video e proiezioni focalizzati sulla basilare importanza dell’acqua a sostegno delle pratiche agricole e, in generale, del commercio locale, sorta di croce e delizia se si tiene conto delle alluvioni causate nel tempo dalle esondazioni fluviali.

Cosa vedere a Bagnolo San Vito

Indubbiamente tiene banco fra le esposizioni il Museo della Civiltà Contadina, che già da anni provvede a raccogliere materiale etnografico afferibile alle attività nei campi durante il primo cinquantennio del Novecento. È un progetto capace di coinvolgere famiglie, scuole, associazioni ed enti locali grazie a un legame che si è instaurato propedeuticamente tra mostra permanente, laboratori e ambienti di ricerca, il tutto rafforzato da testimonianze di chi quei tempi di dura fatica e sussistenza li ha vissuti direttamente, con estrema consapevolezza e passione. L’Ecomuseo della risaia, dei fiumi e del paesaggio rurale mantovano rappresenta un po’ il leviatano di tutte le iniziative conservative della memoria territoriale.

Il valore turistico di questo bel paese in provincia di Mantova non è radicato, per una volta, nell’architettura, nell’arte e nell’ingegno ma nella volontà di tramandare per mezzo di allestimenti indoor e outdoor a carattere – come abbiamo visto – museale la più accentuata tradizione autoctona, il connubio fra storia, terra e costume.

Sarà per questo e altri mille motivi che il compianto regista Ermanno Olmi decise nel 2005 di girare qui quasi un intero film, "Centochiodi", pezzo di bravura di un cineasta da sempre impegnato a raccontare l’Italia mutata nei secoli ma sempre fedele al proprio spirito generoso.

Nella pellicola viene per brevi momenti immortalata la Parrocchiale di San Giacomo Po, settecentesca struttura sacra (ampliata però nel ‘900) il cui maestoso campanile s’erge quasi a voler rimirare in punta di piedi l’orizzonte. Molto più vecchia in quanto risalente al 1035 d.C., la Pieve di Bagnolo è oggi un ricordo tenuto vivo dal trecentesco campanile torrazzo che le fu affiancato due secoli dopo la fondazione.

I prodotti tipici

È sicuro che per tutto il tempo delle riprese, entourage tecnico e cast avranno avuto modo di accedere all’appetitoso paniere gastronomico generatosi da fondamenta zootecniche costituite in sintesi da qualcosa come 11.000 bovini e 350.000 suini consumati ogni anno. Tali risorse vengono alacremente impegnate per la produzione sia di carni D.O.C. che di latticini prelibati: il miglior Grana Padano D.O.P. si accosta alle saporite salamelle mantovane, innaffiate di ottimo e rosseggiante Lambrusco, complemento peraltro dei tortelli di zucca ma anche del rinomato zampone con lenticchie, finendo con la mitica sbrisolona.

Eventi, sagre e manifestazioni

Bagnolo si diverte e tanto organizzando numerosi appuntamenti per fare aggregazione, lo dimostrano il partecipatissimo Carnevale ma anche la Festa di San Vito e la Festa della Birra a giugno, lo stesso mese in cui si svolge la Sagra dello Struzzo. La Sagra Annuale dell’Angelo è invece a settembre a chiusura del calendario estivo. Un dicembre luminoso attende con Notte di Luce e gli eventi di Natale come il Presepe Vivente, davvero suggestivo.

L'outlet di Bagnolo San Vito

Chi ama fare shopping deve assolutamente fare un salto al centro commerciale “Città della Moda appartenente al franchise Outlet Italiani “Fashion District”, lo trovate in Via Marco Biagi.

Come arrivare a Bagnolo San Vito

Dopo aver percorso da Mantova un tratto della SS 10, ci si deve immettere sull’Autostrada A22 Brennero – Modena e uscire a Mantova sud prima di imboccare la SS 413 proseguendo fino a Bagnolo; il paese si collega a Mantova grazie ad autolinee extraurbane; l’aeroporto di Verona-Villafranca dista ca. 40 km dal borgo.

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