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Comazzo (Lombardia): visita al comune nel Lodigiano

Comazzo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A una prima visita, il borgo di Comazzo può apparire abbastanza usuale e somigliante a molte altre realtà urbane della provincia di Lodi. Non lasciatevi, tuttavia, trarre in inganno dalla bellezza stantia di questo paese lombardo, né dal ridotto numero di abitanti, non superiore alle 2.300 unità.

Cenni di Storia

Comazzo ha addomesticato il suo tempo di sviluppo, crescendo nei secoli con tranquillità e inesorabilità: si presume sia stato fondato intorno al IX secolo con il primigenio nome latino Comatio, ma il clou della sua vita medievale si verificò nel corso delle dispute politiche fra Lodi e Milano, quindi verso il XIII secolo.

Villa Pertusati

Entrato anch’esso nel vizioso circuito feudale, il paese fu possedimento dei Premoli a partire dal 1661, successivamente la proprietà passò ai Pertusati, le cui tracce si riassumono nell’eleganza di una grande residenza nobiliare, Villa Pertusati, risalente al XVIII secolo. Fu l’architetto Francesco Croce a progettarla fuorché il giardino, opera di Carlo Croce. Attualmente è la prestigiosa sede del Municipio e si mantiene ancora maestosa, fiera grazie alla facciata che palesa un porticato a quattro colonne e cinque archi circondati e sovrastati da finestre disposte prevalentemente al primo piano. Il corpo centrale è cinquecentesco, i due laterali appartengono invece al Settecento.

Cosa vedere a Comazzo

Per visitare gli edifici ecclesiali di maggior pregio occorre spostarsi nella frazione di Lavagna, dove si trovano la Parrocchiale di San Bassiano Vescovo e, soprattutto, l’Oratorio di San Biagio, esempio di architettura rinascimentale che custodisce un notevole crocifisso ligneo. Le sue forme incuriosiscono poiché si distanziano dal normale modus operandi del tempo accentuando lo stile rurale firmato in questo caso dai costruttori bramanteschi e da uno dei suoi progettisti più illustri, Bartolomeo Suardi. La Parrocchiale di San Bassiano Vescovo s’erge su un impianto assai consueto, con portico a due colonne, rosone centrale e archetti decorativi in facciata poco sotto l’orlo del tetto, sul quale domina il campanile con il concerto a quattro campane. A Comazzo il culto religioso è affidato alla Parrocchiale di San Materno Vescovo, edificata in mattoni e cemento, con torre campanaria disposta alla sua sinistra.

Posizionata nella Pianura Padana, la località ha conservato la sua vocazione agricola, insistendo su coltivazioni alla base di un bagaglio gastronomico esteso all’intero territorio lombardo. A Comazzo, in particolare, la cucina ruota spesso e volentieri intorno a ingredienti fondanti, burro, formaggio e salumi di maiale che entrano prepotentemente nell’offerta turistica. Non stupisce, allora, che vi siano molti ristoranti da visitare per aver modo di assaggiare l’essenza di queste terre: fra di essi si segnalano il Ristorante Il Bocchi e la Trattoria dei Platani, che ben si prestano all’accoglienza turistica essendo innanzitutto belle location e versatili in termini di proposta, dato che di norma i piatti contemplano pesce, carne e verdure sia alla piastra che alla griglia.

Eventi, sagre e manifestazioni

Per gustare le tipicità di Comazzo tutte in una volta, bisogna attendere la rassegna gastronomica Sapori d’Autunno, che inscrive la tradizionale Pulentada (inutile specificare di cosa si tratti) e si svolge a Lavagna a novembre.

Come arrivare a Comazzo

Dal tratto autostradale A58 uscire a Lavagna e imboccare la SP 181 diretta alla località; in treno conviene arrivare a Milano Centrale e proseguire con le linee extraurbane; l’aeroporto di Milano Linate è quello di riferimento.

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