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San Ponso (Piemonte): il Battistero, la chiesa e il villaggio del Canavese

San Ponso, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ben radicato nel territorio del Canavese, porzione florida del Piemonte che si spalma nell’esteso hinterland di Torino, il paese di San Ponso e i suoi 260 abitanti hanno vissuto una lunga storia affondante le proprie radici nell’antichità scritta direttamente sulla pietra.


Storia

Tutta l’area d’insorgenza, infatti, è costellata di lapidi in arenaria ma anche in marmo bianco, alle quali si vanno ad aggiungere numerose steli che documentano indefesse i passati processi di trasformazione urbana e territoriale operati dai Romani al tempo delle conquiste nella campagna di Gallia. Nonostante i precoci mutamenti, San Ponso ha dovuto affrontare delle fasi storiche molto dure, l’epoca longobarda, il Medioevo segnato da guerre, carestie e pestilenze nonché una non ben chiara definizione amministrativa: dapprima frazione di Salassa nel XVI secolo sotto l’egida dei Conti di Valperga, il borgo viene eletto comune nel 1693, declassato nel 1929 a gregario di Salassa e definitivamente inserito nelle autonomie comunali nel 1947.


Il Battistero, la Parrocchiale e il Romitorio

Si può asserire, in sostanza, che San Ponso si è trovata in balìa di alterne fortune e altalenanti periodi di disomogeneo umore ma sempre cullata dall’imponenza di tre luoghi di culto assurti a simboli indiscutibili di una realtà di cintura molto particolare, ovverosia il secolare Battistero, la Parrocchiale di San Ponzio Martire e il Romitorio di Sant’Ilario Vescovo.

L’analisi primaria del Battistero induce a constatare una fondazione ascrivibile al X secolo entro l’area inizialmente improntata a ospitare un complesso costituito dalla pieve e da uno spazio cimiteriale di cui sono sopravvissuti reperti del I e del II secolo d.C. Questa struttura fa strabuzzare gli occhi dell’osservatore, impegnato a comprenderne le proporzioni alquanto desuete se si considera un corpo fin troppo slanciato e un campanile davvero alto tanto da svettare fino a rendersi parte integrante di un panorama con ben pochi tetti in verità.

Curiosa inoltre la pianta ottagonale, strana per la disparità di lunghezza dei suoi lati, ognuno coincidente con un abside a sezione rettangolare e semicircolare. La robustezza delle mura è funzionale a un unicum comprendente peraltro un tiburio a sostegno di una cupola emisferica coperta esternamente da lose normalmente utilizzate per i tetti delle costruzioni di montagna. Tra il romanico e il rustico, il battistero dimostra una straordinaria austerità che limita dunque l’abuso di decorazioni ed elementi valorizzanti: si scorgono solamente esili coppie di archetti su lesene, finestre strombate a originare lievi feritoie e un architrave in pietra posto all’ingresso, di certo non trascurabile per la figura di donna supina che stringe a sé una borsa, reperto di chiara marca romana.

A fiancheggiare il Battistero pensa la Parrocchiale di San Ponzio, un edificio rimaneggiato a più riprese dal Seicento a oggi, diviso in tre navate e con pilastri agili. La facciata presenta quattro colonne e infonde un aspetto gentile senza particolari guizzi estetici. All’interno della chiesa trovano posto gli altari dedicati rispettivamente a Sant’Ilario, San Michele e San Giuseppe (quello centrale) e alla Madonna, e dal 2012 un presepe artigianale permanente.

Il Romitorio, infine, si pone all’attenzione in tutta la sua disarmante semplicità che si rapporta direttamente con la natura campestre circostante. Piccolo ma compatto, ha un impianto ibrido che fonde un po’ di romanico e un po’ di barocco, non è mai stato implementato in quanto già sufficientemente arricchito con un campanile che ne nobilita l’esteriorità.


Eventi, sagre e manifestazioni

Chi si reca in visita a San Ponso lo fa essenzialmente per due motivi, cioè per prostrarsi all’ammiccante bellezza del battistero e per partecipare alla Sagra delle Rane proposta ogni anno ad aprile: cene a base di rane, esposizioni, dimostrazioni, percorsi gastronomici, musica e animazione sono i cardini di una manifestazione molto amata dalla popolazione locale.


Come arrivare

San Ponso è attraversato dalla SS 565 e provvisto di stazione ferroviaria; l’aeroporto di riferimento è il Sandro Pertini di Caselle Torinese.

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