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Villar Focchiardo (Piemonte): il parco avventura e la visita alla cittadina

Villar Focchiardo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

39 chilometri separano Torino, capoluogo del Piemonte, dalla località di Villar Focchiardo, ameno paese di poco più di 2.000 abitanti adagiato in piena Val di Susa all’imbocco del Vallone del Gravio, compreso nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè.

Storia

Fra montagna e pianura, la “piccola villa” Focchiardo (Villar assume proprio il significato fra virgolette) si sviluppò nel XIII secolo sottoforma di villaggio aperto denominato due secoli prima Vilare Folcardi, evinto dal nome germanico Fulchard. I Visconti di Baratonia rappresentarono la prima signoria possidente del feudo, la quale cedette i diritti di proprietà e diede avvio alla sequela di detentori, con i Carroccio del Canavese subentrati nel 1653 e subito intenzionati a modificare gli assetti di potere abbandonando la Casaforte di Baratonia per insediarsi in un nuovo castello.

La casata contribuì sensibilmente all’espansione urbana del borgo, proseguita sotto il fermo controllo dei Rumiano, aristocratici che traghettarono il comune fino all’affermazione della sua autonomia post Unità d’Italia.

Cosa vedere a Villar Focchiardo

La Villar Focchiardo del XXI secolo racchiude molti gioielli architettonici consegnati da anni all’ammirazione pubblica, primo fra tutti la settecentesca Parrocchiale di Maria Vergine Assunta le cui linee estetiche rimandano chiaramente al lavoro concettuale della scuola juvarriana. Posta sul punto più alto del paese, è lampante esempio di barocco piemontese applicato specialmente all’elegante e solenne facciata dove a far da padrone si palesa il portale ligneo intagliato, mentre all’interno si cela sinuoso un imponente organo dell’Ottocento. Il culto locale si manifesta nella presenza di molteplici piloni votivi e strutture religiose minori come la Cappella di Loreto non lontana dal Castello dei Conti Carroccio. Quest’ultimo è in verità una massiccia costruzione a pianta rettangolare più conforme a una residenza signorile che a un impianto castellare, di cui serba davvero poco.

La Cappella delle Vigne è il soprannome dato dagli autoctoni al Santuario della Madonna delle Grazie. La Cappella di Sant’Anna è ubicata in contrada Castagnetto, nella parte bassa sorge la Cappella di San Rocco e la Cappella della Comba si sistema invece nell’omonima borgata vantando lei soltanto un campanile con orologio annesso a far da eco alle campane della Chiesa principale. Alla patrona degli scalpellini è dedicata la Cappella di Santa Lucia, costruita in un secolo, l’Ottocento, che vide l’espansione del mestiere legato alla lavorazione della pietra. Frontalmente alla Cappella delle Vigne si staglia Palazzo Perron, circondato da un vasto parco entro il quale è rimasta intatta la Ghiacciaia per la conservazione, appunto, del ghiaccio.

Si susseguono lungo la SS 24 tre edifici di riferimento per l’abitato, ovverosia Cascina Roland, la Posta di Roland e la Giaconera, ex fortificazioni che documentano un passato in cui gli edifici, o molti dei quali perlomeno, erano spesso soggetti a conversione in casa forti di difesa ma anche in tenute funzionali alla pratica agricola. Curiosa è la storia che ha dettato l’origine della Cappella del Pian dell’Orso, realizzata dopo un voto fatto da un residente di Villar Focchiardo a metà Ottocento, agricoltore che perse la moglie durante una penosa moria del bestiame, venendo però toccato da un miracolo che riequilibrò le sue sorti offrendogli una seconda vita e perciò un felice riscatto.

La zona di Villar Focchiardo ha visto nascere le tipiche strutture di culto solitario conosciute come Certose, atte ad accogliere presenza e credo degli antichi monaci di Monte Benedetto: nei pressi dell’abitato ve ne sono due, la Certosa di Monte Benedetto e la Certosa di Banda, che uniscono concezioni monasteriali e conventuali usuali soprattutto in epoca medievale.

Eventi, sagre e manifestazioni

Evento sovrano a Villar Focchiardo è la partecipatissima Sagra del Marrone, la più antica sagra sul tema a livello nazionale che si tiene la terza domenica di ottobre prevedendo la tanto attesa brusatà, cioè la distribuzione pubblica di caldarroste preparate dal brusatairo.

Visitabile anche al di fuori del periodo natalizio, il Presepio è stato realizzato con materiale di recupero da un’appassionata artista paesana ed è formato da 200 figure in legno a grandezza naturale, rigorosamente dipinte a mano e riproducenti personaggi afferibili agli antichi mestieri.

Il Parco Avventura

Entro il perimetro comunale va segnalato il Parco Avventura ORMA, ideale per bambini e ragazzi desiderosi di arricchire la propria esperienza di gruppo immersi nella bellezza di una natura folta e calorosa. Qui potrete utilizzare teleferiche su carrucole, ponti tibetani, reti e passarelle mozzafiato, tutte da percorerre in sicurezza grazie all'attrezzatura fornita dal parco

Come arrivare a Villar Focchiardo

Dall’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia bisogna uscire a Borgone di Susa oppure a Chianocco; in treno si arriva alla stazione di Borgone di Susa, posta sulla linea ferroviaria Torino-Modane e collegata a Villar Focchiardo da autobus extraurbani; il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese è l’aeroporto di riferimento.

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