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Le foto di cosa vedere e visitare a Meina

Meina (Piemonte): visita alle sue ville sul Lago Maggiore

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2.591 abitanti popolano il piccolo paese di Meina, affacciato sulla sponda piemontese del riverberante Lago Maggiore: un dato, questo, che offre uno scorcio supplementare e l’idea di una località discreta, culla dei villeggianti e centro evergreen del turismo d’annata.
Storia
Fra le sagge perle della provincia di Novara, tal borgo nacque Màdina intorno al 951, entità autosufficiente assoggettata da re Berengario II al Monastero Pavese di Santa Maria. Il fatto che una realtà territoriale del Piemonte seguisse però storia ed evoluzione etnica della regione attigua – la Lombardia – costituì e costituisce tuttora indubbiamente un curioso e singolare arcano, complici le influenze degli Arcivescovi Milanesi e dei Signori di Milano che si avvicendarono.

Infeudato nel XV secolo dalla famiglia Borromeo, il paese è stato sin dalle origini un epicentro economico dell’area lacustre, dipendendo proprio dal lago la sua sopravvivenza fortemente condizionata (spesso in meglio, qualche volta in peggio) dalla capacità di raffinare materie prime (carbone e legname), commercializzare risorse (pesce, derrate alimentari) e trasportare merci traghettate sul Maggiore. L’800 fu in tal senso un secolo di fioritura a più livelli di diverse attività in gran parte industriali: sorsero mulini, cartiere e, in particolar modo, opifici, fabbriche tessili e stabilimenti che resero Meina una borgata sviluppata e preparata.
Ville e palazzi a Meina
Sotto il piano architettonico, la massima eredità del passato sta proprio nella presenza di grandi tenute sia ottocentesche che novecentesche, aventi ciascuna un giardino o un parco in grado di rinverdire l’intero litorale del lago adornando considerevolmente il corredo naturalistico tanto caro ai turisti, gli stessi per i quali non possono mancare edifici rappresentativi della località: fra questi rientra certamente il bel Palazzo Municipale, realizzato in ottica monumentale con materiale differenti come il serizzo, il granito rosa e il granito bianco, qualità di pietra confacente alla mira di solidità perseguita. Spicca all’interno l’Allegoria della famiglia, affresco realizzato da Eleuterio Pagliano sul soffitto.

In via Sempione sorge Villa Bonomi, d’impianto vivace che si fregia dell’estrosità di colonnine, arabeschi e intrecci lapidei introducenti un notevole portico architravato. Sulla medesima via si fa notare Villa de Savoiroux che, organizzata su tre piani di assoluta magnificenza, è altresì chiamata “La Castagnara” per il folto parco ricco di castagni che la circonda.

La neopalladiana Villa Eden apre al gusto scenografico infuso da statue, sculture e una fontana, ma per bellezza non può competere con l’ex chalet Villa Faraggiana, il cui stile neoclassico la rende alquanto maestosa grazie anche e soprattutto alla stupenda facciata dove campeggiano gli 11 busti di celebri italiani scolpiti da Giosuè Argenti. Vi è ospitato un museo multimediale che ha preso il posto di un’esposizione zoologica ed etnografica in cui trionfava la collezione di animali vivi e impagliati dell’avventuriero Ugo Ferrandi.

Completano il tour le ville Faraone, Kitzerow, Paradiso e Pasta lungo un cordone di esplicita meraviglia.
... Pagina 2/2 ... Le chiese di Meina
Il profilo religioso si esprime senza sorta di timidezza riflettendo le vicende passate di un borgo costantemente protetto dall’influenza cristiana e perciò altamente tributante. La Parrocchiale di Santa Margherita, consacrata nel 1785, è un complesso barocco in cui sono inglobati il campanile, l’ossario seicentesco, il battistero, quattro cappelle e un abside che riporta gli affreschi raffiguranti nell’ordine Sant’Ambrogio contro i pagani, La gloria di Santa Margherita, San Carlo e gli appestati.

L’altra parrocchiale, Santa Maria Assunta, desta sicuramente più interesse in virtù del romanico campanile alto 30 metri e la cappella della Madonna del Rosario arricchita da sontuose policromie: sorge in frazione Ghevio così come l’Oratorio di Sant’Anna. Minori per risonanza ma ugualmente degni di visita risultano la cinquecentesca chiesetta “La Madonnina” (vi si trova una Madonna col Bambino, San Rocco e San Sebastiano) e l’Oratorio di San Rocco in frazione Silvera.

Esulano dal contesto culturale spazi di appeal naturalistico come l’Imbarcadero (l’antico porto darsena del paese) e le due gettonate spiagge, Lido di Meina e Scivolo Galli, entrambe attrezzate e a misura di famiglia.

Meina ha più volte strizzato l’occhio al cinema, tanto che vi sono stati girati i film "Gli uomini che mascalzoni" (Mario Camerini, 1932), "Luciano Serra, pilota" (Goffredo Alessandrini, 1938) e "Hotel Meina" (Carlo Lizzani, 2007).
Come arrivare a Meina
In auto, dall’autostrada A26 Alessandria-Gravellona Toce si esce a Meina; il paese possiede una propria stazione ferroviaria; in pullman si possono percorrere molte tratte lungo le linee Arona-Massino Visconti-Lesa, Intra-Malpensa, Novara-Arona-Domodossola, Novara-Arona-Verbania, infine Novara-Borgomanero-Stresa; l’aeroporto più vicino è il Milano Malpensa, che dista ca. 32 km dalla località; Meina ha in Piazza Marconi un approdo per battelli del servizio Navigazione Lago Maggiore.

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