Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Torreglia

Torreglia, la visita alla cittą del Veneto e alla Villa dei Vescovi

Pagina 1/2

Immerso nella natura lussureggiante del vasto Parco Regionale dei Colli Euganei, il ridente comune di Torreglia vive, insieme ai suoi 6.280 abitanti, di dualismi che la interessano geograficamente e urbanisticamente: il territorio sul quale sorge si spande lungo una superficie divisa fra pianura e collina, tanto da poter ospitare un unico centro con due diverse caratteristiche in grado di renderlo polo storico e artistico dalle sfaccettature moderne.

Posta a 18 km da Padova, oscilla fra i 18 e i 412 metri s.l.m. Etimologicamente, il suo nome deriverebbe a ragione sia dal toponimo taurlia, tradotto in "lotta fra tori" (cerimonia di ringraziamento alle divinità organizzata da Antenore), sia da turrilia, termine medievale coniato per indicare un gran numero di torri erette per la difesa dalle incursioni barbare dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente.

Nato come borgo assai poco popolato, Torreglia si veste di architettonica bellezza soltanto a partire dal 1405, anno in cui il comune passa sotto l'egida di Venezia: un bene, questo, che gli frutta un sostanziale arricchimento del proprio patrimonio architettonico, fino a quel momento piuttosto scarso.

Sorgono dunque molteplici ville patrizie, tra le quali si distingue la monumentale Villa dei Vescovi: essa s'erge nella frazione di Luvigliano, su un poggio cinto dall'anfiteatro naturale composto dai monti Pendice, Pirio e Rina, scorcio ideale per il latino Tito Livio, che scelse di risiedere nella villa godendo del paesaggio campestre. La sua reale conformazione di villa viene però acquisita verso la metà del ‘500, diventando abitazione di villeggiatura utilizzata anche come loco d'incontro di artisti e letterati dell'epoca. Più volte modificata negli anni da cardinali e vescovi succedutisi nel diritto di proprietà, la villa approda nel 2005 al FAI - Fondo Ambiente Italiano e nel 2007 una meticolosa opera di restauro la consegna finalmente all'attenzione di un pubblico desideroso di visitare le sue bellissime sale interne, gli affreschi e gli arredi antichi, i giardini, le logge e il porticato.

Tutt'intorno all'area della villa, non di meno si impongono allo sguardo dei turisti monumenti, chiese e ville obiettivamente eleganti, come la chiesa di San Martino, la vetusta chiesa di San Sabino, l'eremo camaldolese di Monte Rua e il complesso del Castelletto.

Analizzate singolarmente, queste strutture presentano più d'una peculiarità: la pieve di San Martino, oggi parrocchiale d'ispirazione marcatamente neoclassica, è dotata di battistero e cimitero ed è raggiungibile percorrendo una salita piuttosto ripida che fiancheggia la Villa dei Vescovi.
... Pagina 2/2 ...
La chiesa di San Sabino è eletta da tempo simbolo di Torreglia Alta, risale al 1077 e si fregia di uno stile barocco assai evidente nella facciata ornata di statue, nell'altare maggiore sovrastato da un tabernacolo marmoreo e da una pala rappresentante la Madonna in trono fra santi; il Castelletto consta di edifici molto vecchi risalenti addirittura all'899 d.C., uniti in un complesso fortilizio attualmente residenza della famiglia Todeschini-Lovisatti e sede a ottobre della tradizionale Sagra del Castelletto, una festa che sancisce la fine dei raccolti e dà occasione ai turisti di visitare il complesso previa autorizzazione, sempre concessa, dei proprietari.

L'Eremo di Santa Maria Annunziata, infine, domina il paesaggio dalla cima del monte Rua e, in seguito a una storia alquanto travagliata fatta di saccheggi, soppressioni, abbandoni e rivalutazioni, ha trovato ora pace ospitando in clausura l'Ordine dei Camaldonesi e i turisti che bramano momenti di tranquillità e meditazione.

Costruzioni minori sono costituite da Villa Pollini, Villa Zadra e Villa Gussoni Verson. Non solo architettura, però: gli amanti della mountain bike, del trekking e delle semplici camminate possono usufruire di alcuni percorsi che attraversano siti naturalistici stupendi di grande valore ambientale, votati alla biodiversità, protetti e tutelati: parliamo del biotopo di San Daniele, del Roccolo Bonato e della Fonte Regina, aggiungendovi punti panoramici quali il colle della Mira e lo sperone roccioso in cima al monte Pirio.

L'economia locale si fonda essenzialmente sul turismo attratto dalle vicine Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme e Galzignano Terme, stabilimenti molto apprezzati per le cure offerte. Molto importanti la produzione vitivinicola, la cerealicoltura e la frutticoltura, con proiezioni rilevanti nella gastronomia, fra le cui tipicità si annoverano il colombo di torre, chiamato torresano, e il blasonato maraschino, liquore molto dolce ottenuto da ciliegie marasche.

close