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Caldiero (Veneto): la storia, le terme di Giunone e cosa vedere

Caldiero, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il borgo di Caldiero non è così piccolo come vorrebbe far sembrare. Con i suoi quasi 8.000 abitanti si definisce in realtà un’amabile cittadina che allo sbocco della Val d’Illasi si fa cullare da un docile clima mitigato dal corso dell’Adige, ponendosi alla sua riva sinistra. Verona dista appena 18 km ed è quindi un paese di prima cintura, madido di quelle tradizioni proprie di una regione fiera qual è il Veneto.

Storia

Si costituisce a tutti gli effetti insediamento urbano in epoca medievale, controllato fino al 1206 dai Vescovi di Verona prima della cessione alla città. Assalito il castello locale nel 1233 secondo le logiche belliche del furente Ezzelino da Romano, il feudo passò di mano in mano alle più influenti famiglie, dagli Scaligeri ai Nogarola, dai Visconti alla Repubblica di Venezia.

Si ricordano ancora oggi le due grandi battaglie che anteposero nel 1805 e nel 1813 i Francesi agli Austriaci, entrambe vinte dalle truppe transalpine.

Le Terme di Caldiero

Al di là di tali fatti d’arme, la storia rimanda all’illustre periodo romano poiché a esso risalgono quelle che ora sono un’autentica attrattiva del luogo, vale a dire le prestigiose Terme di Giunone, scoperte quando l’odierna Caldiero si chiamava Calidarium, un nome attribuito dai conquistatori latini per la presenza delle sorgenti d’acqua calda.

Vi si costruì allora un’articolata struttura termale, che tuttavia ebbe vita breve sia per il sopraggiungere dei Longobardi, sia per l’incompatibilità con le tendenze sociali medievali, che aborrivano ogni manifestazione di nudità a causa dell’enorme influenza esercitata dalla Chiesa. Tutta quella meraviglia idrica venne accantonata o sfruttata in ripiego fino a quando, agli albori del Quattrocento, la scienza non rivalutò e riscoprì le terme dato l’alto valore terapeutico delle acque, preservato dal Comune di Verona che decise di delimitare e tutelarne l’area creando parallelamente la piscina Brentella, in voga specialmente durante la gloriosa parentesi rinascimentale (nel 1524 vi si bagnò durante il suo soggiorno il marchese Federico II Gonzaga). Oggi è assiduamente frequentata dai turisti, ha una forma circolare con diametro di 16 metri e un muro di cinta a perimetrarla.

Un’altra piscina, la Cavalla, è completamente aperta e di forma semicircolare. Non è stato affatto facile per le terme di Caldiero affermarsi: per decenni se non secoli oggetto di studi approfonditi, ha finalmente ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Sanità, che nel 1992 le ha definitivamente dichiarate “ad alto valore terapeutico”.

Cosa vedere a Caldiero

Oltre a residenze eleganti come le ville Da Prato, Cà Rizzi e Zenobio, Caldiero annovera nel suo territorio edifici pregiati che seguono uno stile architettonico in sintonia con l’intero abitato, ad esempio l’ottocentesca Parrocchiale di San Pietro e San Mattia, che palesa una struttura evidentemente neoclassica considerando la facciata scandita da quattro colonne in tufo sostenenti il frontone. Il campanile risale al XV secolo ed è prezioso poiché non ha mai subito rimaneggiamenti o restauri, facendo dunque da testimone a un’antica concezione costruttiva.

La chiesa possiede all’interno un’unica navata (quelli laterali sono meri corridoi confluenti nell’abside), un bel battistero seicentesco e due cappelle laterali provviste di pale d’altare dipinte rispettivamente da Brusasorzi e Battista Barchaus. I dipinti più significativi che si possono ammirare sono opera del Zenatello.

Al 1595 è ascrivibile la consacrazione della Chiesa di San Lorenzo Martire presso Caldierino e vicinissima alla Chiesa di Sant’Antonio da Padova e alla Chiesa di San Pietro, da molti ritenuta la primigenia parrocchiale.

Eventi, sagre e manifestazioni

I due eventi che raccolgono il massimo gradimento presso la popolazione corrispondono all’Antica Sagra di San Mattia e dell’Acqua Termale che si svolge l’ultima domenica di febbraio e l’Antica sagra di Sant’Antonio ch’è di scena la seconda domenica di luglio. Nel corso di queste manifestazioni si può gustare l’Arcole D.O.C., un vino eccezionale la cui produzione ha il marchio di qualità certificata.

Come arrivare

Dall’Autostrada A4 uscire a Verona Est, seguire per Vicenza e svoltare a sinistra all’indicazione Caldiero/Strà; la stazione ferroviaria si trova a Verona e da qui si prosegue con l’autobus di collegamento verso il paese; l’aeroporto di riferimento è il Catullo di Verona Villafranca.

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