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Le foto di cosa vedere e visitare a Rovolon

Rovolon (Veneto): cosa vedere nel comune sui Colli Euganei

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Posto a settentrione del Parco Regionale Naturale dei Colli Euganei, Rovolon è un paese di medie dimensioni facente parte della provincia di Padova in Veneto.

Dal punto di vista geopolitico, si tratta di un comune sparso di quasi 5.000 abitanti, la cui sede municipale è ubicata in località Bastia, e il centro principale sorge per la precisione sul versante meridionale del Monte della Madonna potendo usufruire di un territorio polivalente le cui caratteristiche aderiscono a un carattere oscillante fra pianura e collina, tipico dell’area euganea – di generosa vegetazione che include la copiosa presenza di viti, ciliegi, distese di conifere, boschi di castagni e noccioli serbanti in autunno parecchie specie di funghi alternati a un sottobosco di more e fragole - nella quale Rovolon riveste il ruolo di comune più antico.

Storia di Rovolon

La sua storia, infatti, affonda le primigenie radici negli insediamenti del popolo degli Euganei, addirittura antecedenti ai Veneti sorti qui nel 900 a.C. e poi progressivamente scalzati dalla scena dai Romani, tanto che nel 49 a.C. Rovolon apparteneva al Municipium Patavii fondato da Giulio Cesare.

Con l’avvento delle popolazioni barbare, il borgo passò sotto l’egida benedettina, come testimonia la piccola ex Chiesa di San Pietro (XI secolo) in frazione Carbonara (dove sorge la neoclassica Parrocchiale di San Giovanni Battista con i suoi pregevoli altari e dipinti), quest’ultima così chiamata per le attività estrattive concernenti appunto il carbone, che veniva successivamente stipato.

Dapprima sotto la protezione dei Conti di Padova, Rovolon conobbe dal 1405 la dominazione della Repubblica di Venezia, interrotta definitivamente dall’occupazione napoleonica cessata con l’Unità d’Italia.

Cosa visitare a Rovolon

Rovolon è oggi individuabile tranquillamente quale meta turistica gradevole e indicata per quanti vogliono trascorrere un periodo di villeggiatura immersi nella natura ma anche nella cultura dell’arte. Sono infatti cospicui i pezzi pregiati di un patrimonio architettonico notevole, dove taluni edifici religiosi seguitano ad attirare attenzione per la loro rilevante significanza.

La Parrocchiale di San Giorgio, ad esempio, è in piedi almeno dal 1077 (ma è probabile che la sua esistenza si attesti dal VII secolo), ha una svettante torre campanaria e molti affreschi absidali quattrocenteschi assai interessanti, che i turisti possono ammirare non prima, però, di aver messo a tacere i gorgoglii da fame nella vicina osteria Fardingo, edificio seicentesco con porticato interno da sempre coinvolto nel servizio di ristoro e ristorazione. Non può vantare vetusta età la Parrocchiale di Bastia, risalente al 1756 ma totalmente ricostruita tra il 1946 e il 1954.
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Fra Rovolon e Bastia s’erge la cinquecentesca Villa Ottavia, fiero edificio voluto dai monaci di Santa Giustina e comprendente porticato al piano terra, loggia superiore e colombaia. Molto diversa e atipica per certi versi, la Colombara si costituisce di una lunga stalla a grandi archi a corredo di una residenza con torre annessa, talmente imponente da strizzare l’occhio a una struttura castellare, non fosse per le cornici ornamentali, la copertura a quattro spioventi e le aperture del sottotetto schermate da laterizi. Villa Montesi (ex Barbarigo) è collocata alle falde del basso colle Sereo, poco distante da Frassanelle, appartiene al ‘600 e colpisce per la bella facciata a tre piani sovrapposti.

A Frassanelle occorre certo indugiare e non scappare, perché qui si trova anche Villa Papafava, memorabile non tanto per l’impianto costruttivo quanto per il meraviglioso parco che la circonda, il cui dna contempla filamenti pianeggianti ad altri montuosi: l’accostamento scientifico, forse, appare azzardato ma vuol rendere l’idea di un’area verde molto sfaccettata, formata da grotte artificiali, un laghetto, vaste praterie e una fitta selva adorna di uno stuolo di stilosi alberi, cipressi, pioppi e frassini, cornice suggestiva di un tempietto neoclassico e un campo da golf a 18 buche tuttora molto attivo e frequentato.

Le attività a Rovolon creano e perseguono un’economia basata proficuamente sull’agricoltura intrecciata all’enogastronomia rinvigorita dall’operoso affaccendarsi dei tanti agriturismi sparsi, trattorie, enoteche e ristoranti che costituiscono il punto di arrivo di una filiera produttiva che inscrive frutta fresca, gemme orticole e ottimi vini sia frizzanti che fermi, bianchi e rossi: i Colli Euganei sono famosi per la varietà di vini prodotti, vedesi squisite primizie come il Serprino, il Moscato Fior d’Arancio, il Cabernet e il Merlot, esponenti di una ben più lunga lista.

Feste, eventi e manifestazioni

Rovolon si rivela ansiosa di far conoscere la sua anima ricca ai turisti e questo intento è perseguito tramite i numerosi eventi ad hoc che spaziano dalla Festa dei Fiori (Bastia, 1° maggio) alla Festa dei Bigoli (Carbonara, tutti i weekend di maggio), dalla Festa della Birra (Rovolon, seconda metà di luglio) ai Mercatini di Natale (Bastia, due domeniche di dicembre).

Come arrivare a Rovolon

In auto si percorra la A31 Valdastico, uscire ad Albettone-Barbarano e imboccare la SP 38; le linee bus extraurbane sono la S019 Barbarano-Bastia-Padova, la S043 Cervarese-Bastia-Vò-Lozzo-Cinto-Este e la S103 Vò-Bastia-Cervarese-Albano; la stazione ferroviaria più vicina si trova a Grisignano di Zocco, distante 15 km da Rovolon.


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