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Irsina (Basilicata): visita al borgo della provincia di Matera

Irsina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Finalmente anche la provincia di Matera può annoverare un proprio comune nella prestigiosa lista de I borghi più belli d’Italia, un riconoscimento ch’è per Irsina un traguardo entusiasmante, un fregio a una bellezza oggettiva non ritrattabile. La cittadina della Basilicata, quasi 5.000 abitanti all’attivo, ottempera a tutti i requisiti: l’armonia architettonica di cui vanta il tessuto urbano è invidiabile, altissima risulta la qualità di un pingue patrimonio edilizio pubblico e privato e la vivibilità del borgo non è in discussione, tanto che in tantissimi vorrebbero avere qui la propria residenza, in particolare i turisti in visita dall’estero.

Il turismo locale rappresenta oggi il frutto di quanto seminato in anni e anni di valorizzazione territoriale, unita a una costante promozione delle risorse paesaggistiche, economiche e sociali. Geograficamente, Irsina domina in posizione medio elevata (548 metri s.l.m.) la Valle del Bradano e si estende in un’area condivisa con una fascinosa macchia verde corrispondente al Bosco di Verrutoli, ovvero 650 ettari di oasi popolata da un gruppo di daini liberi di gironzolare in lungo e in largo per la riserva naturale. Considerando dunque un marcato carattere selvaggio, il bosco è l’ideale per gli escursionisti che adorano percorrere i sentieri dissestati e serpeggianti in una natura leviatana.

Storia

Irsina si afferma petto in fuori in un panorama fitto d’orgoglio: per estensione è la seconda città della regione dopo Matera, e certamente uno dei paesi più antichi in terra lucana in quanto risalente presumibilmente al periodo greco, così come testimoniato da numerosi reperti archeologici (Sito di Monte Irsi) che non escludono un’appartenenza romana. Nel 988 l’abitato andò incontro a un’abominevole distruzione compiuta dagli assaltatori saraceni, ma la pronta ricostruzione avvenne grazie al principe Giovanni II di Salerno che, visti i precedenti, non si fece sfuggire l’occasione per fortificare adeguatamente la cittadina dotandola di mura e torri difensive. I Bizantini occuparono a ogni modo il borgo ma i Normanni sopraggiunsero facendo proprio Montepeloso, acquisito conseguentemente da Federico II di Svevia, alla morte del quale emerge il titolo di marchesato soggiacente alla signoria di Manfredi, a sua volta inglobata nel 1266 nei possedimenti angioini. Il Medioevo è un susseguirsi di infeudamenti operati da molteplici illustri casate, gli Orsini del Balzo, i Grimaldi e i Riario Sforza, gli ultimi feudatari prima dell’Unità d’Italia.

Cosa vedere ad Irsina

Un percorso storico di questo genere, lo si può facilmente immaginare, ha arricchito enormemente quello ch’è il cuore architettonico e artistico di una località vibrante come Irsina, i cui inestimabili tesori spaziano da meravigliosi palazzi a chiese piene di suggestioni decorative e pittoriche, edifici insomma che rendono il centro urbano un dedalo di vicoli, strade, strette viuzze sovrastate da archi e labirintiche infatuazioni tutte da vedere fra bagliori, scorci straordinari e riflessi del sole. Risuona l’aria del Rinascimento, si accavallano le reminiscenze di un periodo compreso fra Cinquecento e Settecento, lasso di tempo che ha partorito alti colossi come Palazzo Arsia, il Palazzo Vescovile che s’addossa alla monumentale Cattedrale di Santa Maria Assunta (ospitando nel suo complesso la Cappella di San Basilio), Palazzo Nugent sorto sulle rovine di un castello medievale includendo Porta Maggiore, Palazzo D’Amato Cantorio e il seicentesco Palazzo Janora, sede dell’omonimo museo civico. Come tutti gli omologhi, anche Palazzo Rizzi è completamente rivestito a bugnato.

Con fine lente d’ingrandimento andiamo a esplorare nel dettaglio un bagaglio architettonico prestigioso al quale si accorda l’arte dei vecchi maestri, e tra di essi un grande come Giotto, chiamato in causa dagli stupendi affreschi presenti in seno alla Cappella ipogea di San Francesco, una cripta ricavata all’interno di una delle torri ascrivibili al castello normanno. In realtà si tratta di influssi e richiami al “genio delle circonferenze”, ricalchi di chiaro stile che abbelliscono e conferiscono magnificenza a scene quali il Creatore alla Crocifissione, l’Ultima Cena e la Presentazione al Tempio. Furono in breve i pittori giotteschi napoletani a dipingere ogni nicchia, pilastro, lunetta e archetto sito nella sfavillante cappella, agglomerato di rappresentazioni sacre mai così vivide e comunicative.

Gli ammiratori di Andrea Miglionico troveranno a Irsina pane per i loro denti. L’artista campano ha realizzato tele di pregio che meritano attenzione trovandosi incastonate negli scenografici ambienti della Cattedrale (Visitazione, la Vergine tra San Giovanni Battista, Santa Rosa da Lima e San Lorenzo, Adorazione del Bambin Gesù), della Chiesa del Purgatorio, del Convento di San Francesco d’Assisi e della Chiesa di Sant’Agostino.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta appare maestosa, imponente, scandita da linee architettoniche impresse dall’ultimo decisivo intervento del XVIII secolo, tocco che non ha alterato il campanile, romanico in basso e gotico in alto. La facciata della chiesa si riconosce in stile barocco ed enfatizza un impianto che segue la robustezza strutturale di una vera fortezza. L’interno ha mantenuto le tre navate con tanto di enormi pilastri divisori ed è custode di un autentico scrigno di tesori, compresa la bella cripta a pianta a croce greca. Al fondo si scorgono l’altare maggiore, il coro ligneo i cui intagli emozionano specialmente quando salta all’occhio l’organo a canne ottocentesco che lo sormonta letteralmente. Punta di diamante del corredo artistico è rappresentato dalla statua di Sant’Eufemia scolpita dal Montegna, ma non si devono trascurare altri esemplari pezzi come la Madonna col Bambino attribuita a Nicolò Pizolo, il Crocifisso ligneo d’ispirazione donatelliana, un fonte battesimale e un reliquario d’argento contenente le ossa del braccio di Santa Eufemia.

Volete provare un’esperienza unica? Seguite il percorso delle fontane attraverso i “bottini”, cunicoli sotterranei all’apparenza angusti ma in verità alquanto coinvolgenti, posti tutti lungo la falda acquifera che rifornisce i getti della fontana settecentesca a tredici bocche collocata in Via delle Puglie.

Eventi, sagre e manifestazioni

Un viaggio nelle tradizioni ci fa meglio comprendere lo spirito identitario di una cittadina come Irsina, che vive principalmente di manifestazioni religiose. Le più sentite (e le più antiche) sono la Festa di Sant’Eufemia dal 14 al 17 settembre, la Festa della Pietà con annesso il gioco a squadre del Pizzicantò l’ultima domenica di maggio e il Sand’Rocc, che il giorno di Ferragosto prevede che nei quartieri del borgo vengano allestite delle edicole votive dedicate al Santo. L’estate irsinese è sinonimo di spettacolo, folclore, musica e divertimento popolare, serate danzanti, rassegne cinematografiche e teatrali.

Il 17 e 18 agosto è di scena la particolarissima Sagra del Vino e della Lumaca, durante la quale si beve vino e degustano lumache, tassello di una cucina locale fondamentalmente incentrata su piatti poveri a base di grano, uova e verdure, il ciaudedd ch’è un pane raffermo bagnato e condito d’olio d’oliva, origano e pomodorini, oppure u pen cutt, pane cotto e condito con le rape. Pietanze più corpose corrispondono ai cavatelli con fagioli e finocchietti selvatici, il purè di fave e cicoria, l’agnello con patate al forno, peperoni e dolci tradizionali, su tutti mastaccer e i pzzitt, ricoperti e farciti di vin cotto di fichi.

Come arrivare ad Irsina

Da Irsina passa la SS 655 Bradanica che collega l’abitato a Matera, al casello di Candela sull’Autostrada A16 Napoli – Canosa e a Foggia; dalla stazione ferroviaria di Matera Centrale partono autolinee extraurbane che coprono il territorio circostante arrivando anche a Irsina, che si trova a ca. 40 km di distanza; l’aeroporto di Bari è quello più vicino alla località.

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