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Pietrapertosa, cosa vedere nel borgo e il volo dell'angelo

Pietrapertosa, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nel cuore della Basilicata, quasi nel suo centro geografico, il borgo di Pietrapertosa si è imposto in questi ultimi anni come meta turistica molto frequentata dai visitatori di tutto il mondo. La sua storia, però, racconta di un paese abbastanza isolato e legato ad un'agricoltura di sussistenza: Pietrapertosa è infatti una località di montagna situata sulle Dolomiti Lucane ad un'altitudine di 1088 metri s.l.m., valore che lo rende il comune più alto della regione.

Come altre cittadine della Basilicata – basti pensare a Matera – anche questo borgo è costruito direttamente sulla roccia. Si ritiene che in epoca remota la zona fosse popolata da diverse tribù, già ben prima che nascesse il borgo fortificato nel X secolo. È a quel periodo, con l'occupazione dei Saraceni, che si fa risalire l'origine del castello visibile ancora oggi nella parte alta di Pietrapertosa. In seguito, con lo stanziamento dei Normanni, divenne un centro di primaria importanza per il controllo della vallata sottostante.

Oggi Pietrapertosa sta vivendo un momento di spinta turistica anche grazie ad una sapiente valorizzazione del territorio e ad un aumento delle strutture ricettive; da alcuni anni, inoltre, il comune fa parte dell'organizzazione dei Borghi più belli d'Italia, il ché ha contribuito ad accrescerne la fama a livello nazionale ed internazionale.

A celebrare la sua belleza ci ha pensato un recente film: il borgo di Pietramezzana che abbiamo ammirato nelle scene de "Un paese quasi perfetto" è in realtà un villaggio virtuale, nato dall'unione cinematografica di Pietrapertosa che della vicina Castelmezzano. E' proprio dall'unione di questi due nomi che è nata Pietramezzana, località ideale che bene interpreta l'anima di queste due gemme della lucania.

Il visitatore che giunge qui si trova in un contesto davvero unico: le vette delle Dolomiti Lucane, la Valle del Basento, le pareti rocciose a strapiombo fanno da cornice ad un paese dove le radici romane, greche, saracene e normanne hanno lasciato tutte, ciascuna a proprio modo, un segno nella sua fisionomia.

Una passeggiata per le vie del borgo conduce alla scoperta dei luoghi e degli edifici più significativi: le diverse cappelle (rispettivamente di San Rocco, del Purgatorio e della Madonna del Rosario), la quattrocentesca chiesa di San Giacomo Maggiore (conosciuta anche come Chiesa Madre), gli eleganti portali delle case di via Garibaldi – testimonianza diretta di antiche case signorili – e soprattutto il quartiere più antico fatto di case ricavate dalla roccia, stradine strette e labirintiche conosciuto con il nome di Arabat (o Arabata), che rimanda alle sue origini saracene.

Il quartiere sorge proprio alle pendici del Castello Normanno-Svevo, situato in una spettacolare posizione su uno sperone roccioso nella parte più alta di Pietrapertosa. La fortezza di origini saracene (X-XI secolo), che in alcuni punti pare fusa nella roccia, fu ampliata dai Normanni, i quali ne fecero un luogo strategico prima che gli anni e l'abbandono lo facessero cadere in rovina. Solo in epoca più recente la struttura è stata rivalorizzata in seguito ad alcuni scavi archeologici che ne hanno svelato diverse parti ormai compromesse dal tempo ed è quindi aperta alle visite del pubblico.

I turisti sono inoltre soliti visitare anche il complesso in stile gotico del convento di San Francesco, risalente alla seconda metà del Quattrocento, la cui chiesa ospita diversi oggetti d'arte religiosa e affreschi di notevole importanza storica e artistica. Più recente, infine, è la Meridiana di Pietrapertosa, realizzata sulla facciata di una scuola in piazza Plebiscito; sull'orologio solare è raffigurata la sagoma di uno sperone roccioso che un tempo dominava il paesaggio ma che ora non esiste più: è (o meglio, era) il Becco della Civetta, distrutto per ragioni di sicurezza nella seconda metà del Novecento.

Oltre all'oggettiva bellezza di questo paesino di 1300 anime, una delle ragioni che hanno contribuito alla fama della località è una recente attrazione, nota come il “Volo dell'Angelo”. Dal 2007, infatti, Pietrapertosa è collegata al vicino paese di Castelmezzano da due cavi d'acciaio sospesi a 1000 metri d'altezza lungo i quali ci si può lanciare opportunamente imbragati (in coppia al prezzo di 72 euro o in solitaria a 40 euro) per mezzo di una carrucola da un comune all'altro. La velocità che si raggiunge può arrivare anche a 120 km/h ed è ormai un vero must della visita in vallata.

Per quanti non se la sentissero di osservare il territorio circostante a quella velocità sospesi nel vuoto, ricordiamo infine che non mancano le occasioni per dedicarsi al trekking nel Parco Regionale di Gallipoli, Cognato e Piccole Dolomiti Lucane all'interno del quale si trova il comune di Pietrapertosa o a tranquille camminate nella natura: segnaliamo a tal proposito “il Percorso delle Sette Pietre”, un itinerario di circa 2 km suddiviso in sette tappe tra Pietrapertosa e Castelmezzano basato sul racconto di Mimmo Sammartino “Vito ballava con le streghe”, o il “Sentiero della Croccia” che conduce alle vestigia di un'antica città del IV secolo a.C.

Come arrivare
Provenendo in auto da Potenza si percorre la E847/SS407 Basentana fino all'uscita di Albano o di Campomaggiore, proseguendo poi in direzione di Pietrapertosa. Per chi viaggia in treno consigliamo di prendere come riferimento la stazione di Potenza, da dove si raggiunge la cittadina in autobus con un viaggio di circa 45 km.
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 Pubblicato da - 21 Settembre 2015 - © Riproduzione vietata

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