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Irone (Trentino): il villaggio fantasma e il borgo antico della peste

Irone, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Irone dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

A 5 km da Ragoli, località di Tre Ville in provincia di Trento, riposa investito di magnetica quanto misteriosa energia un borgo fantasma divenuto tale dopo la furiosa epidemia di peste del 1630 (ma in verità il borgo ne fu colpito molto prima, all’inizio del Quattrocento, ergo al di fuori della falcidiante piaga narrata da Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi”). Si tratta di uno dei più celebri borghi abbandonati del Trentino Alto Adige.

Questa (ir)realtà corrisponde a Irone (Iron), un ex abitato che si perde in un fitto anfratto di vegetazione entro il comprensorio delle Valli Giudicarie, isolato e nascosto in una conca ombreggiata dalla mole imperiosa del Monte Iron.

Il villaggio fantasma

Il villaggio vive nel silenzio assoluto (Iron significa appunto “silenzio”, “quiete”, “pace”) per nove mesi l’anno, salvo ripopolarsi in estate grazie a un talento innato nell’attrarre turisti, curiosi e infaticabili escursionisti che amano visitare periodicamente un caratteristico agglomerato alpestre plasmato dalle vicissitudini dell’epoca medievale.

Tanto più che oggi Irone può vantare meritevolmente il marchio di “Meraviglia Italiana” assegnatogli dal Forum Nazionale dei Giovani per la struttura urbanistica rimasta inviolata, l’indubbio fascino e una natura incontaminata che spumeggia di bellezza e candore avvolgendolo in un morbido abbraccio rigoglioso.

Cosa vedere ad Irone

Irone nobilita così un paesaggio di assai fiorente regalità, che sembra volere tenere insieme le casette compatte del piccolo centro fantasma, agghindando di prati e arbusti una minuta pianura “anfiteatralizzata” da terrazze coltivate e oasi pseudo-montane ove la dolcezza è un requisito fondamentale garantito da un clima assai propizio.

Val bene soffermarsi a osservare le vecchie abitazioni dai massicci muri, le porte molto basse, i focolari in pietra e travi di legno presenti nel granito, nei portici e nei ballatoi. Un background urbano decisamente favorevole all’imperversare di svariate leggende aleggianti su Irone, fra le quali una in particolare racconta di un girovagare notturno di spiriti appartenenti ai periti nel corso dell’epidemia, che in vita si ritiravano a pregare nella cosiddetta “cappella degli appestati” in quanto risultava troppo scomoda da raggiungere la Chiesa di San Giacomo.

Essa, difatti, sorge su un’altura panoramica e possiede un intonaco sotto il quale si sono riesumati grazie a un profondo restauro numerosi affreschi di acclarato interesse. L’altare maggiore si fregiava peraltro di un bel trittico ligneo di fattura cinquecentesca, finché non venne trafugato nella seconda metà del ‘900. Presente nel giardino, il vetusto pozzo era al tempo l’unica fonte di approvvigionamento idrico per la popolazione.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il villaggio viene trattato dalla Pro Loco di Ragoli come un tesoro inestimabile da valorizzare continuamente. L’associazione, per centrare l’obiettivo, organizza in estate la manifestazione Iron, le voci del silenzio, che dissemina per il borgo spettacoli ed eventi che hanno il potere di enfatizzare un’atmosfera già sufficientemente emozionante, quasi struggente, alimentata ulteriormente da dolci melodie e arte che invade il paese con una malinconia personale, insistente, poetica.

Irone che cade, Irone che si rialza, prima vittima del tempo e ora trionfante nel clamore dei giornali che ne parlano dichiarandolo una sorta di isola, un non-luogo in sospensione fra finzione, onirismo e memoria tangibile.

Come arrivare ad Irone

In auto si percorre la SP 34, si supera Ragoli e il ponte di Lisan, dopodiché occorre proseguire lungo una strada asfaltata diretta a Irone.

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