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Le foto di cosa vedere e visitare a Giovo

Giovo (Trentino) e le sue frazioni, tra i paesaggi della Val di Cembra

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Il comune di Giovo (dal latino “Jugum”, valico), collocato in una porzione della Val Cembra particolarmente soggetta a passaggi e incursioni soprattutto nel medioevo e durante le guerre napoleoniche, che videro enfatizzato lo scenario degli scontri intercorsi fra bersaglieri tirolesi e truppe francesi sul monte Corona, è oggi una montagna presa letteralmente di mira dai turisti per compiere escursioni e passeggiate percorrendo i sentieri conducenti direttamente in cima ai rilievi.

Gli amanti della bicicletta possono invece solcare un percorso ad anello lungo il dossone. La dorsale del Mancabrot-Maric si presenta di vegetazione varia e passibile di interesse per la variegata fauna feconda di tassi, volpi, ghiri, lepri, faine e tante altre specie di mammiferi, in breve una sorta di oasi zoologica libera dal forte magnetismo didattico. Intorno al Lac de Montesel fa da padrona una natura rigogliosa che annovera splendide pinete e numerosi alberi da frutta, felice limbo a metà fra formazioni collinari e montane.

Fra le undici frazioni che compongono il comune trentino di Giovo, Palù si distingue per l’omogeneità della sua popolazione, costituita da 537 abitanti equamente distribuiti fra uomini e donne, in prevalenza di giovane e media età. La località assieme a quella di Ceola, più orinetale, si pone inoltre come tetto massimo del comune che la assorbe, sorgendo a circa 550-570 metri s.l.m. e adagiato in una conca piuttosto estesa alle pendici meridionali del monte Corona.

Il curioso nome può di primo acchito far pensare a una qualche influenza straniera, eppure in verità intende identificare la condizione morfologica in cui versava l’area in passato: Palù è un’espressione dialettale che significa “palude”. La zona abitata risale presumibilmente a un’epoca addirittura precedente al 1173, ricca di masi – abitazioni rurali tipiche del Trentino Alto Adige – e appezzamenti di terra dove si sono radicate coltivazioni di vite e meleti che hanno nel tempo sostituito la coltura del grano e delle patate.

Palù esaurisce qui tutta la sua genuina semplicità e invita i visitatori, data la vicinanza a Giovo, a spostarsi nel promiscuo centro di Verla, abitato da 2.519 anime, domiciliate – a corto o medio raggio – intorno all’antico Castel di Giovo, noto altresì come Castello della Rosa per lo stemma raffigurante una rosa incastonata in epoche più remote nelle mura della torre oggi visibile e unica reale struttura di quello che era l’edificio roccaforte. L’impianto religioso conta invece ben quattro chiese.

La Chiesa di San Giorgio è in piedi dal ‘300, con un abside poligonale dotata di due finestre gotiche in arenaria che custodisce all’interno un affresco dell’Ultima Cena di Giambattista Ghezzi, considerato storicamente l’ultimo eremita in loco.

... Pagina 2/2 ... La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova a Verla di Giovo e la sua costruzione risale al 1774: in stile tardo barocco, colpisce per la sontuosa facciata che alterna lesene a cornici in stucco, nascondendo sul lato meridionale un campanile di altezza non certo trascurabile, 50 metri, sormontato da una cupola a pera. In cantoria prende posto un prezioso organo di Worle, datato 1754 e trapiantato dal Santuario di Pietralba nel 1788.

Verla ospita anche la Chiesa di Sant’Antonio, in realtà cappella pubblica dedicata dapprima alla Madonna dell’Aiuto e solo successivamente al Santo. L’altare maggiore reca una pala raffigurante la Madonna Ausiliatrice con i santi Antonio abate e Francesco di Paola, mentre l’altare laterale annovera una pala di Don Martino Gabrielli.

La Chiesa di San Floriano (protettore contro gli incendi), infine, gode di una posizione panoramica, eretta su fondamenta medievali, realizzata in stile gotico con campanile attiguo in bifore romaniche e cuspide piramidale in pietra. La campana è stata installata nel 1664 e risulta ancora oggi funzionante.

A Giovo le feste non mancano e tutti, dal centro alle frazioni, vi si riversano per partecipare in primis alla festa della Madonna Addolorata, che la terza domenica di settembre viene organizzata da un gruppo di giovani in collaborazione con gli alpini al parco giochi di via San Nicolò; la Festa dell’Uva si svolge a Verla l’ultimo fine settimana settembrino e onora il periodo della vendemmia con una sfilata di carri allegorici, stand enogastronomici, musica e mostre.

Sempre a Verla è di scena a luglio la festa “El Sagron”, accompagnata da un torneo di calcetto e uno di beach volley; Palù si tiene ben stretta la Quarta de lui, organizzata dagli alpini al Palazzetto dello sport per una giornata di musica e divertimento.
La SS 612 è la strada preposta ad attraversare la Val di Cembra. Opportune indicazioni indirizzano ai vari paesi e fra questi figura anche Giovo.

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