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Calascio (Abruzzo): la Rocca e il borgo sul Gran Sasso

Calascio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Una delle principali porte d’accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si avvista grazie al suo Castello La Torre, il più alto dell’Appennino, considerando i 1.520 metri s.l.m.

Calascio vive nella sua ombra, a 1.200 metri di quota, lillipuziana realtà di soli 140 irriducibili abitanti nata come torre di guardia con il nome di Rocca Calascio, feudo sviluppatosi a partire dall’anno 1000 nell’area oggi compresa nella provincia dell’Aquila in Abruzzo, là dove l’antichità viveva di pastorizia, allevamento e produzione di lana carapese da greggi che nel ‘400 sfioravano i 90.000 capi. Uno dei borghi più suggesti dell'Abruzzo.

La Rocca e il borgo alto

Ciò nonostante, l’allora proprietaria dei domini Costanza Piccolomini cedette su compenso la Baronia e il Marchesato al Granduca di Toscana Francesco Maria De’ Medici prima che tutto finisse in mano borbonica nel 1743. Terremoti e fenomeni di spopolamento hanno seriamente rischiato lo svuotamento totale di Calascio, che nel 1957 si presentava come un paese fantasma, rianimato a fatica nel corso degli ultimi anni fino ad attestarsi sul centinaio di anime o poco più.

Il suo declino, la risurrezione e il vivere sempre al limite della sopravvivenza fanno della località una meta turistica di sicuro interesse. L’autenticità storica e il blasone accumulato nel tempo l’hanno resa location ideale per il cinema, in particolare per il film fiabesco "Ladyhawke", diretto nel 1985 da Richard Donner: alcune scene sono state ambientate fra le mura del castello di Rocca Calascio, la cosiddetta Torre, situata su un crinale e costruito totalmente in pietra bianca e conci squadrati. Si possono scorgere immediatamente la rampa centrale (in sostituzione del vecchio ponte levatoio in legno), le quattro torri angolari intorno al maschio centrale, restaurato regolarmente negli anni e visitabile gratuitamente dai turisti.

Poco sotto, unito in un unico corpus, sta il borgo alto di Calascio, dove rumoreggia solo il vento fra i ruderi rimessi a nuovo per risultare appetibili ai maggiori itinerari.

Cosa vedere a Calascio

La parte bassa, invece, ha il suo esiguo manipolo di residenti, un gruppo di abruzzesi appassionati di quella sezione di paese. Vicinissima risulta la Chiesa di Santa Maria della Pietà, in verità un piccolo tempio costruito nel 1596: a pianta ottagonale e cupola a otto spicchi, ha la propria artistica apoteosi nel dipinto raffigurante la Vergine miracolosa accanto a una scultura che ritrae San Michele armato.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie (o Chiesa di San Francesco) è un complesso fondato nel 1594, avente all’interno un ciborio seicentesco, un candelabro in legno intagliato, una scultura in terracotta raffigurante la Madonna col Bambino e un Francesco d’Assisi ritratto su tela da Giulio Cesare Badeschini, artista autore di numerose opere presenti anche nella Parrocchiale di San Nicola.

Chiudono il ciclo sacro le chiese di Sant’Antonio Abate (XVII secolo), San Leonardo (XIII secolo) e San Carlo (XIV secolo). Appartengono alla concezione nobiliare Palazzo Taranta (XVII secolo, sede municipale), Casa Piccolomini (XV secolo), Palazzo Frasca (seicentesco) e la casa torre La Palmara (costruita nell’arco di tempo fra il XV e il XIX secolo).

Calascio e la sua valigia di meraviglie contengono dunque il sapore medievale nelle sue più mistiche forme, il borgo vecchio medievale, la Rocca, la sottostante valle di Navelli e Castelvecchio Calvisio e le terre predilette per l’allevamento degli ovini e la produzione di ottimo vino abruzzese. La gastronomia recita versi poetici come una sirena che attira marinai, in questo caso buongustai in cerca di piatti unici, tipici, semplicemente autoctoni. Detto, fatto, ed ecco servita la succulenta zuppa di lenticchie con tocchi di pane fritto da assaporare con colata d’olio d’oliva; in alternativa, si presta a un buon pranzo una speciale tipologia di pasta fresca chiamata “volarella”, o ancora la salsiccia locale, la carne d’agnello nostrano nella sua versione conosciuta come “agnello alla chiaranese con formaggio e uova”.

Come arrivare a Calascio

In auto da L’Aquila, imboccare la SS 17 in direzione Pescara, poi all’altezza di Castelnuovo svoltare verso Castelvecchio Calvisio e infine seguire le indicazioni per la località; la stazione ferroviaria è a L’Aquila, da cui occorre proseguire fino al paese con gli autobus delle autolinee Arpa; l’aeroporto di Pescara è il più vicino, distante da Calascio 61 km.

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