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Il castello di Rocca Calascio, la sua storia e i film qui girati

Luogo dal fascino incredibile, location di famosi film come il nome della Rosa, la fortezza di Rocca Calascio offre paesaggi suggestivi ed un tuffo nella storia medievale dell'Abruzzo.

Non c’è alcun margine di dubbio: è lei la struttura castellare più elevata d’Italia, Rocca Calascio, che domina dall’alto dei suoi 1.460 metri s.l.m. uno dei panorami più spettacolari d’Abruzzo, comprensivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, riserva naturalistica trionfante fra le massicce curve dell’Appennino. Dal castello la veduta è impressionante, tant’è che si scorgono chiaramente il Gran Sasso, l’altopiano di Campo Imperatore, la Majella e la dorsale del Sirente.

Storia del castello

Rocca Calascio faceva parte in epoca normanna di un vasto e articolato sistema difensivo di fortificazioni erette per garantire la protezione del territorio dagli assalti nemici. Tale fortezza era di fatto uno strategico punto di osservazione a carattere militare esistente secondo alcuni documenti fin dall’anno Mille, anche se tal altre attestazioni preferiscono datarla 1380 d.C. I Medici s’interessarono a questo sito nel ‘500 cosicché ne fecero un loro distinto possedimento destinato però a essere declassato dopo il terremoto del 1703. Molto della costruzione andò perduto e distrutto, ma in vero non si poteva pensare di lasciar andare un tesoro di cotante proporzioni, così nel Novecento un breve ma intenso restauro (eseguito precisamente fra il 1986 e il 1989) ha permesso di recuperare tutti i ruderi concedendo loro una nuova vita.

I Film girati a Rocca Calascio

L’operazione conservativa è riuscita a rendere Rocca Calascio una delle principali attrazioni turistiche dello Stivale e, inoltre, una delle location predilette di alcuni fra i più importanti registi dell’ambiente cinematografico: qui Jean Jacques Annaud ha girato parte delle scene del suo “Il nome della rosa”, trasposizione sul grande schermo del capolavoro letterario di Umberto Eco; Richard Donner vi ha ambientato delle sequenze del fantasy “Ladyhawke”; George Clooney è stato qui per interpretare il protagonista principale di “The American”, diretto da Anton Corbijn.

Ebbene, il castello – che il National Geographic ha inserito nella lista dei 15 castelli più belli al mondo - è al momento visitabile a titolo gratuito insieme al vecchio abitato che abitato non è più (a beneficio di Calascio, che ora è comune a se stante ed è popolato da un centinaio di persone) dopo il sisma d’inizio Settecento, eppure ancora pieno di fascino e suggestione. Sotto l’antica torre di guardia si situa il Rifugio della Rocca, da ormai più di 20 anni un vero albergo diffuso con tanto di ristorante (due sale con altrettanti camini) e bar, dotato di camere derivate dai vetusti ruderi, confortevoli, riscaldate e riarredate con tutti gli agi possibili.

La parte più arcaica del maniero si individua nel mastio centrale, intorno al quale vennero costruite una a una le quattro torri circolari angolari su progetto di Antonio Piccolomini. La rocca seguita a porsi come interprete principale in un palcoscenico che intreccia la Piana di Navelli e la Valle del Tirino, e splende all’orizzonte con i suoi conci squadrati di pietra bianca. Per entrare occorre percorrere una scala in legno (sostituta del vecchio ponte levatoio) che introduce al lato orientale ove svetta una cinta muraria merlata.

I dintorni della Rocca

Concluso il giro si può imboccare il sentiero diretto a Santo Stefano di Sessanio, lungo il quale si incontra la Chiesa di Santa Maria della Pietà, edificio religioso cinquecentesco la cui pianta ottagonale rappresenta la vera peculiarità del monumento pare edificato da un gruppo di pastori in ringraziamento dell’intervento della Madonna che lo salvò, a quanto si racconta, da una banda di briganti.
La Rocca è gestita dai volontari dell’Associazione Nuova Acropoli, i quali hanno riveduto l’antica funzione del castello, ovvero quella di vedetta, conferendo al monumento il ruolo di punto di avvistamento per il controllo del territorio così da scongiurare durante l’estate il pericolo di incendi boschivi.

La strada per arrivare alla Rocca coincide con il Tratturo Magno, ma è anche possibile utilizzare l’anello di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio, itinerario di ca. 3 ore.

Informazioni, date, orari per visitare il castello

Dove: Via di Pizzo Falcone, 211 - Calascio (L’Aquila)
Orari di visita: 28 marzo, 25 aprile, 1° maggio e tutte le domeniche di giugno ore 11.00-13.00 e 14.00-17.00; tutte le domeniche di luglio ore 11.00-13.00 e 14.00-18.00; dal 1° al 31 agosto ore 11.00-13.00 e 14.00-19.00; tutte le domeniche di settembre ore 11.00-13.00 e 14.00-17.00
Modalità di visita: prenotazione obbligatoria contattando il Comune di Calascio al tel. 0862/930132
Costo del biglietto: gratuito

Come arrivare
Per raggiungere il castello bisogna parcheggiare l’auto a Calascio e proseguire imboccando il sentiero in salita verso il maniero; in alternativa si può usufruire di piccoli autobus a capienza limitata, biglietto acquistabile all’Infopoint al costo di € 3 a persona.

 Pubblicato da il 27/12/2018 - 851 letture - ® Riproduzione vietata