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Canistro (Abruzzo), terme e benessere nella Valle Roveto

Boschi, pascoli e corsi d’acqua, ma anche borgate antiche e sentieri sapientemente ricamati tra la vegetazione: la Valle Roveto, nel cuore dell’Abruzzo, è un prezioso esempio di convivenza tra l’uomo e la natura, col suo sapore selvaggio e incontaminato che lascia però intravedere qualche testimonianza storica affascinante, mai invadente o sfacciata. A Canistro, comune di circa mille abitanti in provincia dell’Aquila, ci si lascia incantare dalle tradizioni e dai costumi di una popolazione ospitale, affezionata allo stile di vita di un tempo ma pronta a valorizzare il territorio in vista di un fiorente avvenire.

Compresa nella Comunità Montana Valle Roveto, la cittadina sorge a 831 metri s.l.m. ed è incorniciata da un paesaggio mite, con foreste folte che frusciano nel vento, pascoli teneri come velluto e corsi d’acqua gorgoglianti, nascosti tra la vegetazione. Non si finisce mai di scoprire i sentieri intorno a Canistro, che si snodano tra scorci incantevoli e attrattive culturali: tra gli itinerari naturalistici vale la pena di muoversi tra Canistro Alto e Peschiera, nella zona nord-occidentale della Valle Roveto e nel versante orientale dei Monti Simbruini, ma anche nel parco della Sponga raggiungibile a piedi dal centro.

A rendere famosa la zona c’è la ben nota ‘roscetta’, la squisita castagna d’Abruzzo ribattezzata dagli intenditori ‘regina della valle’, ma un’altra attrazione costituisce il vero tesoro di Canistro e dintorni: è la celebre fonte Santa Croce, che fa della località un piccolo paradiso termale e attira ogni anno un alto numero di turisti alla ricerca di relax e benessere.

L’area è infatti ricchissima da un punto di vista idrografico, e questa fonte è nota sin dall’età medievale per le sue proprietà curative: sgorga in località Cotardo, a 750 metri di altitudine, tra le catene laziali dei Monti Simbruini ed Ernici e la Marsica, nella culla di antichi popoli italici. Qui, dove un tempo i briganti facevano da padroni nascondendosi tra la fitta boscaglia, si apprezzano tuttora i benefici della sorgente, che in origine era conosciuta come ‘fonte del Cotardo’ o ‘del Fiuggino’, per le caratteristiche simili a quelle dell’acqua di Fiuggi.

Si tratta infatti di un’acqua oligominerale dalle preziose proprietà depurative, ideale per contrastare le malattie urinarie e in particolare per trattare la calcolosi renale. Con una temperatura naturale di 9,5°C, l’acqua è sfruttata sistematicamente sin dal 1968, e a partire dal 1975 iniziò ad essere imbottigliata per la distribuzione e la commercializzazione. La composizione a base di magnesio, cloro e calcare la rende perfetta per le cure idropiniche.

Dopo essersi rigenerati nell’impianto termale di Canistro ci si può avventurare alla scoperta della piana del Fùcino, che un tempo era occupata dal più vasto lago dell’Italia centrale, ora scomparso. Era il I secolo quando l’imperatore Claudio inaugurò le opere di prosciugamento e bonifica della zona, ma si dovette aspettare la fine del XIX secolo perché l’impresa venisse davvero portata a termine, sotto la giurisdizione del duca Alessandro Torlonia. Oggi, sulle sponde dell’antico bacino, si possono visitare i borghi di Avezzano, Luco dei Marsi con la sua chiesetta romanica di Santa Maria delle Grazie, e Trasacco con la ricca chiesa dei Santi Rufino e Cesidio. A Ortucchio si erge il castello Piccolomini del Cinquecento, e Pescina diede i natali al cardinale Giulio Mazzarino e all’autore Ignazio Silone.

Oltre alle passeggiate suggestive, il bosco ha da offrire tanti frutti deliziosi e spesso dimenticati, legati a un mondo antico di tradizioni in parte perdute. Per far rivivere le atmosfere di un tempo, apprezzando allo stesso tempo le delizie della zona, Canistro organizza ogni anno la manifestazione ‘Sapori d’autunno’, che si svolge a metà ottobre. È una festa piena di colore che celebra in particolare le castagne: migliaia di persone si incontrano nell’aria fresca d’autunno per gustare caldarroste, frittelle e ciambelle fatte in casa.

Per raggiungere questo concentrato di relax e svago, storia e tradizione culinaria, si può scegliere tra diversi mezzi di trasporto. Se si viaggi in auto e si viene da nord bisogna percorrere l’autostrada A14 in direzione Ancona e uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’Angelo, continuare sull’autostrada A24 verso L’Aquila poi sull’autostrada A25, quindi uscire ad Avezzano e seguire i cartelli fino ad Avezzano. Se invece si arriva da sud, sempre dall’autostrada A14, bisogna procedere verso Pescara, continuare sulla A16 e dirigersi verso Benevento, quindi immettersi sull’A1 Milano-Napoli, uscire a Cassino, continuare verso Civitella Roveto e seguire le indicazioni fino alla meta. Chi sceglie il treno può scendere direttamente alla stazione ferroviaria di Canistro, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Roma Ciampino, Pescara, Roma Fiumicino e Napoli, rispettivamente a 116 km, 119 km, 143 km e 161 km di distanza.

Il clima che accoglie i visitatori al loro arrivo è piuttosto mite, con inverni dolci e estati calde ma non afose, tendenzialmente soleggiate. Il mese più freddo, gennaio, ha temperature medie comprese tra una minima di 3°C e una massima di 9°C, mentre in luglio, il mese più caldo, si passa da una minima di 18°C a una massima di 28°C. Le precipitazioni, scarse nella stagione più calda, toccano il picco massimo in novembre e dicembre, con una media di 9 giorni piovosi ciascuno.
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