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Santa Lucia del Mela: il castello, le chiese e gli eventi della cittą siciliana

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Santa Lucia del Mela sorge nell’entroterra tirrenico siciliano in provincia di Messina, adagiata sulle pendici collinari del Mankkarruna – fiancheggiato ai due lati rispettivamente dai fiumi Mela e Floripotema - sormontata dall’imponente castello Arabo-Normanno all’altezza di 368 metri.

Il suo antico nome, Mankarru, ha origini che affondano radici addirittura nel II secolo a.C., tanto che nella zona, specialmente in contrada Càttera, sono stati rinvenuti rilevanti resti di insediamenti greco-romani. Diviene Santa Lucia nel 1094, epoca caratterizzata da una forte aura cristiana e contraddistinta – nel caso del paese – dal voto pronunciato dal conte Ruggero, il quale fece erigere dopo la vittoria sugli Arabi un edificio religioso proprio sotto il castello, dedicandolo appunto a Santa Lucia, martire a cui era molto devoto.

L’aggiunta del toponimo Mela si deve all’Unità d’Italia, in seguito alla quale si rese necessario poter distinguere la località dalle omonime sparse lungo lo Stivale. Facendo però un salto indietro, va segnalata la data del 1206, anno in cui venne istituita da Federico II di Svevia la Prelatura Nullius. Al regnante – la cui predilezione per il borgo siciliano era risaputa in quanto favorevole territorio di caccia, pratica che il sovrano amava - va attribuito il merito di aver ristrutturato e ampliato il castello, più volte danneggiato e distrutto, mentre Federico II d’Aragona pensò a farlo ricostruire cingendo inoltre la città di mura solide contro eventuali incursioni nemiche.

Oggi la struttura, di forma pentagonale, conta alla base una torre cilindrica di 30 metri (all’interno della quale è custodita la biblioteca del Seminario) e le rovine della peculiare torre triangolare, più bassa di 15 metri: ai turisti viene consigliato di ammirare il panorama dalla terrazza, che garantisce una vista sul paesaggio assolutamente mozzafiato.

Aneddoto vuole che in una prigione del castello morì suicida Pier delle Vigne, consigliere dell’imperatore citato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Un’incisione in marmo sulla parete della Chiesa di San Francesco attesta il breve soggiorno di Giuseppe Garibaldi, ospitato durante il caldo periodo dell’Unificazione: ancora oggi la località va orgogliosa di questa passata presenza, incorniciando letteralmente l’episodio quale pezzo di storia autoctona.

Santa Lucia del Mela ha incluso in passato un vero e proprio quartiere ebraico, la Giudecca, in cui era presente persino la Sinagoga che regolava la vita religiosa della comunità, afflitta più tardi dalle stoccate sanguinose della Santa Inquisizione, che costrinse molti Ebrei alla conversione al Cristianesimo.

La cittadina può attualmente fregiarsi di due magnifici palazzi, quello Vescovile – datato 1613, ricco di preziosi arredi, pavimento in marmo, damaschi alle pareti e pregevoli tavole raffiguranti l’Annunciazione, la Madonna del Riposo e altre pregnanti iconografie – e quello Comunale, che racchiude al suo interno un grande archivio storico includente collezioni di documenti, atti notarili, e manoscritti in pergamena molto antichi.
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Il Municipio è ubicato in Piazza Duomo e al centro di essa giacciono i resti di una fontana cinquecentesca attribuita a Domenico Calamec, dotata di tazza basale e tre teste leonine sporgenti da un’altra tazza retta da un putto. I luoghi sacri a Santa Lucia del Mela sono ben 21 e si distinguono fra chiese aperte al culto e non: della prima categoria fanno parte, oltre a chiese minori, il Santuario seicentesco attiguo al Castello (che ospitò il Seminario diocesano e in cui oggi è presente una bellissima statua della Madonna della Neve) e la Cattedrale dal prospetto con portale marmoreo del XIV secolo.

Quest’ultima contiene un patrimonio unico, costituito da una lapide sepolcrale con tiara pontificia, sculture tra cui l’Ecce Homo in alabastro rosso del Marabitti, tavole come il San Marco Evangelista di Deodato Guinaccia, tele come l’Immacolata di Filippo Jannelli e oggetti quali un’urna metallica con la salma incorrotta di Monsignor Antonio Franco, più un reliquiario della Sacra Spina, lavoro a bulino eseguito intorno al 1300 da un orafo messinese.

Della seconda categoria, invece, si citino: il Monastero e Chiesa di Sant’Antonio, dapprima affidato alle suore benedettine e ora, in seguito alle leggi di soppressione, di proprietà privata; la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, restaurata nel corso del XVIII secolo, attualmente adibita a sala conferenze; la Chiesa di San Cristoforo, di proprietà privata e situata in contrada Baiamonte.

Santa Lucia del Mela è ogni anno ravvivata da manifestazioni, eventi e ricorrenze che riuniscono in un solo abbraccio gli abitanti del posto, felici di poter trascorrere giornate serene all’insegna della tradizione. Località molto devota a plurimi santi, si prodiga in liturgie e processioni tributate in particolar modo a Sant’Antonio Abate (17 gennaio), San Biagio (3 febbraio), Madonna dell'Assunta (15 agosto) e Madonna della Neve (5 agosto), Santa Lucia (13 dicembre).

L’economia del luogo è rimasta solitamente ancorata alla cultura popolare, riflessa in pratiche come l’agricoltura, la pastorizia e l’artigianato, attività da cui sfociano tradizioni antiche: la sagra della ricotta e la sagra del maiorchino ne sono un fulgido esempio e occasione per degustare anche tanti altri prodotti genuini fatti in casa mentre imperversano balli e canti in grado di spandere ovunque tanta allegria.

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