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San Mauro Castelverde (Sicilia): la visita al borgo e alle Gole di Tiberio

San Mauro Castelverde, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ci sono luoghi privilegiati, in cui in un soffio è facile toccare il cielo, ammirarne l'infinito blu e lasciarsi accarezzare dal suo tocco dolce e profondo, e un istante dopo abbandonarsi all'abbraccio del mare, di un celeste intenso, e quindi ritrovarsi immersi in un connubio perfetto di terra e cielo. San Mauro Castelverde, in Sicilia, nell'area metropolitana di Palermo, è un piccolo borgo solitario, accatastato lungo le verdi gobbe montane del Parco delle Madonie, di cui è la porta orientale.

Piccolo e giocoso, come tutti i paesini che compongono il territorio, San Mauro sorge a 1100 metri sul livello del mare; a lambire il suo territorio c’è però anche l’acqua, col Mar Tirreno che si fa strada lungo i suoi rilievi, accarezzando quella terra fertile col suo tocco amorevole.

L'acqua con i suoi tempi millenari ha scolpito le Gole di Tiberio, magnifica forra tra le rocce calcaree, create dal fiume Paollina che tra l'altro offre ai turisti delle possibilità di effettuare spettacolari rafting tra le rocce.
Pochi paesi in Italia godono di questo regalo di madre natura: l’altezza su cui sorge e riposa non gli impedisce infatti di avere un litorale proprio, su cui d’estate i colori del blu mare di Sicilia vengono fuori con intensità e vigore.

San Mauro Castelverde vanta radici antichissime: si dice che il paese venne fondato dai greci, per poi passare in mano normanna e che assunse il suo nome attuale in una data ancora incerta, sicuramente dopo il 15 gennaio 584, data della morte di San Mauro abate, la cui reliquia era stata donata al paese dai monaci benedettini.
Durante il medioevo questo piccolo borgo sospeso sulla montagna divenne un importante centro per il commercio e l’artigianato ed ancora oggi, tra i suoi vicoli di pietra e le sue viuzze ricamate a dedalo, è possibile scorgere l’immagine di un passato glorioso e magnifico.

Queste vie, un tempo animate da un vociare intenso di artigiani e mercanti, convergevano tutte verso l’alto, verso il cuore di pietra del borgo, verso il Castello di San Mauro, simbolo della forza e del potere della casata dei Ventimiglia, di cui oggi rimane solo qualche rudere. Persi nell’emozione di ricostruire attraverso quelle rovine l’immagine del passato, lasciatevi guidare dal vostro sguardo ed ammirate, da quell’altura, la bella e verde Sicilia che si mostra a voi più splendente che mai.
In lontananza, con lo sguardo appesantito dalla nebbia che spesso ombreggia su questa terra, si può scorgere la figura austera e magnanima dell’Etna: un sovrano imperioso che domina fiero elevandosi al di sopra di tutti. Lo spettacolo è eccezionale.

Edifici religiosi:
L’edificio religioso più importante è senza dubbio la Chiesa di San Mauro, un punto privilegiato da cui partire per un itinerario tra i ricordi di questo borgo medievale. La Chiesa attuale, che sorge dalle rovine di tre chiese precedenti (San Vito, San Giovanni Evangelista e San Mauro), venne edificata nel 1600 per volere del popolo, che contribuì a pagare gli oneri della costruzione. Dal piccolo edificio che oggi compone la chiesa, troneggia la figura affusolata di un campanile variopinto, le cui maioliche brillano al sole cambiando colore ad ogni sguardo.

La perla più bella e preziosa è, forse, la Chiesa di San Giorgio, sulle cui pagine è scritta la storia arabo-normanna del borgo. Il culto per San Giorgio (III secolo d.C.) fu introdotto qui proprio dai Normanni che lo fecero compatrono del paese. Testimone del passato è il portale in pietra arenaria che immette nella navata centrale della chiesa, uno dei pochi elementi di tradizione normanna che ancora permangono dopo i continui restauri.

Per gli instancabili appassionati di musei locali San Mauro Castelverde offre un piccolo museo Etnoantropologico nel quale sono racchiuse le testimonianze della cultura e delle tradizioni di quello che, un tempo, era un piccolo e povero paese di montagna. Un invito a raccogliere e a preservare le bellezze e le ricchezze racchiuse nel proprio passato, sui cui esempi costruire il presente e modellare il futuro.
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 Pubblicato da - 11 Gennaio 2016 - © Riproduzione vietata

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