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Le foto di cosa vedere e visitare a Realmonte

Realmonte (Sicilia): la visita alla Scala dei Turchi e la Cattedrale di Sale

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Il comune siciliano di Realmonte, incluso nella provincia di Agrigento, gode di un panorama romantico e liberatorio in quanto il centro abitato trova collocazione su una bassa collina a ridosso del mare, ergo in prossimità di zone costiere ottimizzate per il turismo estivo: spiagge di sicuro appeal fanno capo a baie e insenature suggestive come Capo Rossello, Punta Grande, Pergole e Giallonardo, inframezzate da tratti cosiddetti “a picco sul mare”, ammantati da rocce di colore cangiante – tendenti al rosso - e macchie di vegetazione tipiche della flora mediterranea.

Risulta tuttavia prematuro svelare la beltà a tutto tondo di questa terra se prima non si accenna a una storia pregressa che si profila molto antica in relazione al primigenio scampolo di esistenza.

In varie aree entro e intorno la località sono stati effettuati scavi archeologici dai quali sono emerse tracce sensibili di preistorici insediamenti umani caratterizzati dalla presenza di esemplari di australopiteco, Homo Erectus e Homo neanderthalensis, che hanno lasciato in loco propri resti quali denti e frammenti di cranio, i primi rilevabili in Europa e fra i più antichi al mondo in quanto fossili. Alcuni di questi hanno avuto il loro bacino nelle grotte di Cortiglia, Civita, Gelonardo, Cannameli, Grotticelli e Grotta Affumata, menzionando per ciò che concerne l’hinterland realmontino la necropoli rupestre di Spoglia Padrone.

Si considerino inoltre tutti gli altri reperti appartenenti a epoche successive, a cominciare da quella ellenistica, i cui ritrovamenti hanno interessato principalmente cocci, punte di frecce e monete databili III secolo a.C. Ben più di un reperto è ciò che rimane della Villa Romana figlia del I° secolo d.C., posta sulla spiaggia e organizzata in un cortile centrale contornato da colonne e nel quale vi è persino un pavimento impermeabilizzato costruito in marmo intarsiato e decorato con mosaici policromi.

Al XVI secolo risale l’elaborato sistema difensivo che ha interessato principalmente gran parte delle coste italiche nel periodo soggetto alle incursioni dei pirati saraceni: esso era composto da una serie di torri di avvistamento presidiate da soldati, e a Realmonte le due presenti sono Monterosso e Monte Rossello: la prima, a pianta quadrata con base troncopiramidale, venne in seguito ricostruita mantenendo però le caratteristiche originali; la seconda, di struttura solidissima, rimane ancora oggi di ubicazione purtroppo ignota.

... Pagina 2/2 ... A proposito di incursioni, si narra che molte orde di mori hanno privilegiato un particolare passaggio nella falesia oggi chiamata Scala dei Turchi, che si traduce in uno sperone prominente sul mare divenuto una sorta di monumento naturale scandito da falde molto simili ai gradini di una scalinata, contrastata da un trittico di colori infusi dal cielo, dal mare e dalla roccia chiarissima.

Il paese, dapprima chiamato Montereale, in quanto tale fu fondato nel 1681 da don Domenico Monreale e da Montaperto duca di Castrofilippo sotto la dominazione spagnola imposta dal re Carlo II. Oggi Realmonte si palesa davvero una delle punte di diamante dell’isola siciliana e tante sorprese ha in serbo per chi ha in previsione di visitarla: una di queste ha la fisionomia di un teatro, che sorge ai piedi di Capo Rossello, incastonato nella Costabianca determinata dalla memorabile arcata di calanchi. Si tratta di una cavea greca suddivisa in cinque settori e 17 gradoni con una capacità di 1.500 spettatori che accorrono frequentemente per numerosi spettacoli (e persino liturgie religiose estive) qui messi in scena.

Ancor più suggestiva ed emozionante è la Cattedrale di Sale, una chiesa ricavata all’interno di una miniera di Salgemma, presente in Contrada Scavuzzo: in essa vengono custoditi un presbiterio, la mensa, l’ambone, l’abside, la cattedra vescovile e vari bassorilievi d’iconografia sacra. E’ in questo edificio che viene celebrata ogni anno il 4 dicembre la messa dedicata a Santa Barbara, liturgia alla quale accorrono anche le autorità locali. Nell’ambito delle tradizioni religiose, a Realmonte si tributano sagre a San Giuseppe e San Calogero, con feste che omaggiano anche Santa Rita (22 maggio), l’Immacolata (8 dicembre) e Santa Lucia (13 dicembre).

Da segnalare il carnevale realmontino menre il Patrono San Domenico non viene quasi mai festeggiato: strano ma vero. Di aura solenne, e perciò meticolosamente rispettati, risultano essere i Riti della Settimana Santa, permeati da processioni, Via Crucis e la santificazione della Pasqua, a indicare una devozione molto marcata per la quale gli oltre 4.000 abitanti di Realmonte certamente non si risparmiano.

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