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Scala dei Turchi: la storia, la spiaggia e le rocce bianche di Realmonte

Non è un’opera dell’uomo né una sinuosa figura retorica, tantomeno un racconto in prosa. La Scala dei Turchi è invece una creazione della natura, la massima autrice e plasmatrice di autentici monumenti definiti, scolpiti dal tempo e dai fenomeni atmosferici a sostituzione di penne, scalpelli e pennelli. Questa reale attrattiva del comune di Realmonte, situato in provincia di Agrigento, merita tanto un’introduzione aulica quanto un orientamento turistico che incanali l’attenzione massiva su quello che si configura quale elemento di più alto interesse entro il contesto paesaggistico della giurisdizione comunale.

La Scala dei Turchi è rappresentata da una falesia viva contraddistinta nella sua piena integrità da uno sperone roccioso prominente sul mare, la cui marna bianca e le falde degradanti vanno a comporre una sorta di ritratto inanimato dallo spiccato carattere cromatico in grado di rivestire un ruolo eccentrico ed estremamente affascinante nel gioco di riflessione che coinvolge l’azzurro dell’orizzonte e il colore polivalente, totalitario della parete rocciosa.

La Storia di Scala dei Turchi

La forma richiama quella di una scalinata il cui nome è stato forgiato da una leggenda determinata da un parziale falso storico e da una nomenclatura pronta a trarre in inganno. Secondo tale leggenda, i Turchi (in verità pirati saraceni, chiamati genericamente e per convenzione Mori) sbarcarono sull’isola siciliana nel corso delle invasioni cinquecentesche, trovando nelle stratificazioni della falesia il modo di inerpicarsi per poi darsi a massicci saccheggi.

La scogliera si trova nel tratto di costa che unisce Realmonte a Porto Empedocle e la marna di cui si compone è una roccia sedimentaria d’origine calcarea e argillosa; interludio fra splendide spiagge sabbiose, la Scala dei Turchi seguita a meravigliare nei secoli per la sinuosità delle forme voluttuose e arrotondate, le linee irregolari e questo biancore che abbaglia distinguendosi nettamente all’orizzonte. Siamo al cospetto di uno degli elementi paesaggistici più belli d’Italia, votato dal 2003 al 2014 tra i “Luoghi del cuore” – censimento a cadenza biennale indetto e promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano - nonché secondo monumento più visitato dell’agrigentino dopo la Valle dei Templi.

Cosa vedere e cosa fare alla Scala dei Turchi

Motivo in più da parte dell’amministrazione comunale per rendere fruibile al pubblico un angolo onirico pronto a offrire una vista incantevole sulla vastità che circonda l’isola sicula: il belvedere è oggi ad accesso pubblico ma esclusivamente pedonale, tutelato in termini di sicurezza da una staccionata in legno e attrezzato con comode panchine, un’area di sosta e pannelli didattici atti a indicare ogni caratteristica morfologica e storica. Completa il quadro una zona ad alta densità di pini e fichi d’india, tipicamente aderenti al paesaggio marino di una Sicilia perennemente assolata che resiste con disinvoltura alle stagioni più fredde, sebbene qui autunno e inverno siano piuttosto relative in fatto di rigidità e condizioni ambientali.

La Scala dei Turchi, con i suoi ampi gradoni, estesi solchi e terrazze, s’erge quale solida e imperitura pietra miliare entro un comprensorio eccezionale tessuto dalla presenza morbida di litorali paradisiaci come Lido Rossello, Giallonardo, Le Pergole e Punta Grande, ivi compresi punti di largo interesse quali la Torre di Monterosso e i resti di una Villa Romana. Alla luce di queste meritatissime lodi estetiche, come non prevedere una visita su tale poetica “bianca nave arenata” costruita e issata dal potere latente di venti e piogge, la cui riconosciuta popolarità si deve ai romanzi di Andrea Camilleri e alle gesta del suo indefesso ma simpaticissimo paladino della giustizia, il commissario Montalbano? Nonostante le numerose abitazioni abusive a ridosso delle spiagge, unico neo segnalato, lo scenario permane eclettico nel suo mostrarsi ai turisti, che rimarranno di certo entusiasti del loro coinvolgimento diretto fra le braccia di un magnifico paesaggio-cartolina ch’è la Scala dei Turchi, ideale punto di partenza per escursioni impossibili da dimenticare.

Dove si trova e come arrivare alla Scala dei Turchi

Data la particolarissima ubicazione dell’attrattiva e le relative difficoltà nel raggiungerla, osiamo prodigarci in taluni consigli atti a caldeggiare la più agevole fruizione possibile di questo maestoso monumento. Da Agrigento, proseguire in auto in direzione Porto Empedocle e dopo ca. 7.5 km seguire le indicazioni per Lido Rossello; è doveroso parcheggiare la vettura nell’area antistante Lido Baia dei Turchi e da qui procedere a piedi verso la spiaggia, percorrendo la quale si arriva finalmente alla famigerata Scala. L’accortezza nel compiere questo itinerario sta alla sensibilità del singolo turista e alla sua concezione di paesaggio da tutelare. Gli scorci sono francamente bellissimi e val la pena avventurarsi in qualche impegnativa escursione purché si faccia attenzione alle avversità di alcuni tratti del percorso.

 Pubblicato da il 04/10/2016 - 2.590 letture - ® Riproduzione vietata

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