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Piazza Armerina: visita alla cittą e alla Villa del Casale con i suoi mosaici

Piazza Armerina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

"In un luogo come questo capita d'imbattersi in ciò che si era creduto fosse fantasia" così Giuseppe Carnevale parlava di Piazza Armerina in provincia di Enna, cittadina pittorescamente situata sopra tre eminenze nel cuore della Sicilia. È l'unica località siciliana a presentare elementi indigeni uniti ad elementi piemontesi e lombardi. Essendo stata, nel passato, conquistata da questi popoli, nell'attualità presenta moltissimi elementi nordici italiani senza comunque aver perso il classico fascino del sud. Questo senza dubbio la rende insolita, forse la più stravagante meta siciliana visto il suo carattere di identità così diverse.

Molti gli elementi d'interesse e sfiziosi i monumenti che la rendono così particolare. Oltre alla stupenda Villa Romana del Casale vi sono monumenti significativi per la sua storia, soprattutto a carattere religioso, ma non mancano anche punti di ritrovo che costituiscono la vita della città e del turismo. Come per esempio il Calvario, un punto panoramico che permette la vista di tutto il centro storico o il Giardino Ciancio, ricco di aree verdi e pedonali che rappresentano un punto di relax intriso di natura.

Tra gli edifici ecclesiastici più importanti spicca la Cattedrale di M.Santissima delle Vittorie. Riflette tutto il gusto del barocco, del gotico e anche di un manierismo figlio delle idee dell'architetto Orazio Torriani. Particolarissima la cupola iniziata a costruire nel 1604 dall'architetto Orazio Torriani ma soprattutto ammirevole il campanile, poiché appartenendo ad un edificio precedente, rende il complesso un mix di maniere e stili decisamente intriso di fascino. All'interno vi è poi un elemento decisamente prezioso ossia l'altare maggiore in argento, che riproduce l'icona della Maria Santissima delle Vittorie.

A proposito di campanile di notevole bellezza anche la Chiesa di San Rocco ne presenta uno di stile barocco, a vela. Qui attualmente vi sono ospitati gli uffici comunali e precedentemente erano appartenenti al vicino convento benedettino. Barocca anche la Chiesa della Madonna della neve, almeno internamente. Questa presenta una facciata minimale e piuttosto semplice ma al suo interno le decorazioni a stucco di epoca seicentesca colpiscono per la maniera eccentrica e fastosa, che va a contrastare il suo esterno così sobrio.

A carattere non religioso invece spiccano due realtà a Piazza Armerina. La prima è data dal Teatro Garibaldi che, con i suoi lavori iniziati nel XVIII secolo, presenta comunque molti elementi artistici e architettonici anche del passato, come per esempio la facciata rinascimentale. Decisamente imponente anche internamente, questo complesso ospita attualmente molte rassegne di musica e spettacoli di elevatura prestigiosa. La seconda realtà significativa è data invece dal Palazzo di Città, centro culturale che spesso ospita mostre temporanee ed eventi di carattere umanistico e turistico.

Ed ecco poi il cuore più vivo di Piazza Armerina, fatto di un'incredibile galleria di figure umane, animali, esseri mitologici. Sono gli straordinari mosaici della Villa Romana del Casale. Una sessantina di ambienti con pavimenti policromi composti da oltre 30 milioni di tessere da mosaico danno vita al complesso che rappresenta una testimonianza archeologica delle più notevoli in Sicilia. Questa dimora patrizia, all'epoca cuore di un immenso latifondo, lascia il visitatore senza fiato per la bellezza delle sue decorazioni e si è guadagnata un posto nell'elenco dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Il vero proprietario o a chi appartenesse non si sa con certezza. Forse era di un senatore, Rufio Albino, console nel 335 d.C., per il quale era un ameno rifugio di campagna in cui trascorrere momenti di riposo e riflessione. Secondo alcuni archeologi però, potrebbe anche essere stata la residenza di caccia dell'Imperatore Massimiano Erculeo, che governava l'Impero Romano d'Occidente, secondo una formula stabilita da Diocleziano, il quale era convinto che due persone innalzate allo stesso rango avrebbero potuto difendere meglio i confini e amministrare più efficacemente gli estesi possedimenti romani. Diocleziano aveva tenuto per sé l'Impero d'Oriente nominando il suo compagno d'armi Massimiano alla guida dell'altra metà.

Certe sono, invece, le due catastrofi che coinvolsero la villa. Il terremoto del 364 d.C. e la frana che la seppellì nel 1161, salvandola dalle insidie del tempo. Gli scavi iniziati nel 1929 e più largamente dal 1950, hanno comunque rilevato che il complesso fu costruito nell'età dei Tetrarchi (fine III - inizio IV secolo d.C) e fu abitato fino al XII secolo. Comprendeva un grandioso insieme di sale, peristili, gallerie, cortili e ambienti termali di complessa architettura, tipica degli edifici tardo-romani. Il suo interesse è dato soprattutto dai mosaici pavimentali, tra i più vasti e belli della romanità la cui tecnica, lo stile e i soggetti richiamano i pavimenti dell'Africa Settentrionale e furono certo opera di maestranze africane.

Atrio: dall'ingresso che è quello monumentale antico, formato da tre varchi fiancheggiati da colonne e vasche, si entra in un atrio poligonale a portico, con fontana quadrata al centro e tratti della pavimentazione musiva. Al fondo si aprono gli ambienti delle terme: a destra vi sono i locali di abitazioni e sul lato sinistro si trova una grande latrina a esedra.

Terme: dall'esterno ci si affaccia alla sala ottagonale del frigidarium, con lati a nicchie, di cui due aperte su vasche natatorie. Nel pavimento musivo qui si trovano scene marine e comunque attinenti ai momenti del bagno. Vi è una piccola sala con pavimento musivo a figure, forse adibita a luogo di frizioni e unzioni, questa serviva per l'accesso al tepidarium, lunga sala dalle testate ad abside. Adiacenti a questa vi sono le tre salette dei calidaria, dotate persino di riscaldamento sotto il pavimento.

Peristilio grande: ampio quadriportico rettangolare con colonne marmoree e fontana centrale con vivace decorazione musiva lungo i corridoi, raggigurante medaglioni con teste di animali. Dal peristilio si scende in un localino triangolare affacciato al lungo Salone del Circo, adiacente al complesso termale e con un mosaico rappresentante le corse di quadrighe nel circo. Su un lato del quadriportico si aprono una serie di stanze sui cui pavimenti si possono ammirare mosaici geometrici e figurati, famosi sono quelli degli Eroti pescatori e della Piccola caccia.

Peristilio ellittico: dal lato meridionale del grande peristilio attraverso un corridoio dal bel pavimento a volute di acanto si sale al quartiere più elevato della villa; vi si apre il peristilio ellittico, ampio cortile a portico su pilastri, con fontana al centro e quattro piccole stanze sui lati, con raffigurazioni musive riguardanti pescatori e vendemmiatori.

Triclinium: in fondo al peristilio si sviluppa una grande sala triabsidata, il triclinium, con grandiose e superbe composizioni musive figurate, desunte dalla mitologia classica. Nel vano centrale, soggetti delle fatiche di Ercole, della glorificazione di Ercole, dei giganti vinti e di Licurgo e Amrosia.

Corridoio della Grande Caccia: ornato di colonne e limitato alle due estremità da esedre. Serviva al disimpegno delle stanze più interne e della grande aula basilicale. Sull'estesa superficie pavimentale si dispiega un lungo mosaico di superba fattura con Scene di Caccia di Catture e di Fiere, più raffigurazioni di belve che assaltano animali selvatici, complessa composizione ispirata al commercio delle fiere destinate ai combattimenti negli anfiteatri.

Sala delle I0 Ragazze: si trova nel portico meridionale e vi si accede dal corridoio della Grande Caccia. Tra le sale presenti vi è questa che presenta un eccezionale mosaico pavimentale raffigurante 10 giovinette in succinto costume da bagno, intente a giochi di palestra. la prima rappresentazione della storia di un bikini? Si può ammirare poi la Diaeta di Orfeo, sala absidata di soggiorno estivo, con un mosaico pavimentale raffigurante Orfeo attorniato di animali e piante, più una statua mutila anch'essa rappresentante Orfeo.

Basilica: affacciato al corridoio della Grande Caccia si trova il complesso della grande Basilica, spaziosa aula rettangolare, incurvantesi in una grande abside, destinata ai ricevimenti ufficiali. Ai due lati della Basilica si allineano varie stanze costituenti gli appartamenti privati, tutte decorate con splendidi mosaici pavimentali e in particolare quelli meridionali. Questi, raffigurano Arione su delfino con corteggio di Naiadi e mostri marini; i Ludi circensi; Ulisse e Polifemo; il combattimento tra Pan ed Eros e infine i fanciulli cacciatori.

A una decina di chilometri da Piazza Armerina, nella contrada Serra Orlando, merita una visita anche il sito archeologico di Morgantina. Si tratta di un'antica città sicula, risalente all'XI secolo, improvvisamente abbandonata nell'anno 30 a.C. Sembra che sia stata una copertura di polvere e cenere a consentirle di conservarsi. Varie compagnie di scavo poi, hanno riportato alla luce la piazza del mercato, il teatro e molti altri edifici.
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 Pubblicato da - 26 Ottobre 2008 - © Riproduzione vietata

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